1975 Scozia

Vai ai contenuti

1975 Scozia

EUROPA > viaggi > racconti di viaggio
1975 Scozia
Ho delle ferie arretrate e, in pratica, dove lavoro, mi costringono a farle. Sono inaspettate e approfitto per fare un giro verso
Nord. Parto con la mia auto Fiat 126. Vorrei arrivare al più presto nella zona prescelta e cerco di percorrere più strada possibile
al più presto. Transito per Milano, costeggio il lago maggiore, attraverso la Svizzera e costeggio il lago di Ginevra ed entro in
Francia. Oltre Saint Gorgon Main un’insegna turistica indica la grotta di Faux Monnayeurs / dei falsari. Mi fermo per visitarla.
Il nome è dovuto ad alcuni falsari che vi avevano stabilito il loro rifugio. È una breve camminata. Una scala con rampa conduce
all’ingresso alto 7 metri e con alcuni vasi giganti. È a dieci metri dalla base della scogliera e, in pratica, permette una bella vista
sulle rive e alture della Loue. Faccio qualche decina di metri all’interno ma, non è illuminata e non vedo nulla. Esco e nelle
vicinanze vado alla cascata di Syratus. Mi siedo su una panchina e dormo alcuni minuti. Torno all’auto e riparto. Supero Saint
Dizier, Vitry le François e altri centri. All’imbrunire mi fermo a Reims, capitale dello champagne. Una sosta per mangiare
qualcosa davanti alla sede del marchio Pommery & Greno, un edificio ricoperto da mosaici variopinti con fiori e viti. Ancora
qualche chilometro e mi fermo per la notte a Le Touquet. M’infilo nel sacco a pelo e dormo in auto.
  
Dormo bene. Ieri ho percorso molta strada ed ero stanco. Mi alzo in tarda mattinata. Quando mi sveglio mi accorgo che sono a
pochi metri dal mare. Parto, costeggio la riva del mare e arrivo a Calais. È una sorpresa notare che a ridosso della spiaggia ci
siano villini e capanni con ombrelloni per ripararsi dal sole, che da queste parti è una rarità. M’imbarco sul primo ferry in
partenza da Calais e dopo meno di un’ora sono davanti alle bianche scogliere di Sover e sbarco a Folkestone in Gran Bretagna.
Mi adeguo subito alla guida a sinistra. È una sorpresa perché non ci avevo pensato, ma la mia carta stradale, segna le distanze
in miglia, in pratica circa 1,6 km e allunga la strada che dovrei fare del mio programma. Qualche miglia e arrivo a Canterbury
e la sua cattedrale. Bella e imponente è famosa per essere stato teatro dell’assassinio di Thomas Beckett o arcivescovo di
Canterbury. È stata la scintilla che ha creato la scissione della chiesa anglicana da quella di Roma. Parcheggio in un silos è una
novità per me. L’auto è caricata su un montacarichi e portata su una piattaforma di un edificio circolare. Nuova partenza e
arrivo alla periferia della metropoli londinese e m fermo nei pressi del centro commerciale The Elephant & Castle, uno dei
quartieri della città. Il traffico è caotico e preferisco muovermi con la metropolitana. Faccio una lunga camminata per il centro:
Waterloo Bridge, The House of Parlament, the Big Ben, the Westminster Abbey, Saint Jhames Park, Buckingham Palace, Marble
Arch, Hyde park con lo Speackers Corners, Piccadilly Circus e alcune via vicine. Ho i piedi che “fumano” per la lunga passeggiata,
quando con la metropolitana torno dove ho parcheggiato l’auto. Ceno con una pizza in un locale italiano e mi sistemo in auto per
la notte.
Nuovo giro in centro. Regen’s Park, the Roses Garden con il teatro all’aperto, Carnaby Street la strada alla moda del momento,
il quartiere di Soho. È presto e l’ora è ideale per muovermi in libertà con poca gente nelle vie.  Torno a Piccadilly Circus
con la statuetta alata di Eros, proseguo per Trafalgar Square con la colonna e la statua di Orazio Nelson e Buckingham
Palace nel momento del cambio della guardia. Nei pressi del Tower Bridge vado alle Towers Hill, uno dei castelli reali,
dove sono conservati i tesori della corona. C’è una lunga fila per entrare ma, la gente è ordinata ed è scorrevole.  Nel primo
pomeriggio torno alla macchina, compro delle cose da mangiare in un supermercato e parto. Attraverso la metropoli e
tutto il centro, Tower Bridge compreso, con facilità. Una venina di chilometri ed entro in autostrada, che è gratuita.
Esco al casello di Cambridge, sede di una delle due università più importanti della Gran Bretagna. Salgo sul campanile
della Saint Mary Cathedral per osservare il panorama. Entro negli St John College e il King’s College senza nessun controllo,
in pratica mescolandomi con gli studenti. È un luogo molto tranquillo, nonostante i molti studenti, immerso in ampi spazi
verdi di un enorme parco con il ponte si legno del Matematical Bridge. Qualche ora e riparto. Cerco di fare un po’ di
chilometri e, quando sono stanco verso Leicester, mi fermo e pianto la canadese in un prato erboso vicino all’autostrada.

Dormo con due sacchi a pelo ma, la notte è gelida e mi sveglio intirizzito da freddo. Un breve giro per il centro della città con
il monumento ai suoi quattro benefattori. Supero la città di Nottingham ed entro in una bella zona area con prati e boschi la
foresta di Sherwood. Sono i luoghi famosi per le leggendarie gesta di Robin Hood, bandito che derubava i ricchi per aiutare
i poveri. È un personaggio leggendario, forse nemmeno esistito e solo una lapide nel castello lo ricorda. Vado all’Affort Abbey
e alla Clumber Chapel, sempre all’interno della foresta, in un tratto attraversato dal fiume Trent. Una sosta, ma alcune grosse
oche si avvicinano minacciose e preferisco partire subito. È una bella giornata di sole ma, quando vado all’ombra, l’aria è fredda.
Altri chilometri e arrivo nella città di York, che ha dato il nome alla grande metropoli di New York negli Usa. Il centro è dominato
dall’enorme the Minster, cattedrale anglicana costruita sulle rovine di un tempio romano. Sono visibili le rovine delle fondamenta
sotto la chiesa. Visito anche la Clifford’s Hill con il suo castello, simile a un cono rovesciato e quello che rimane delle antiche
mura cittadine. È ormai sera quando arrivo a New Castle sul fiume Tyne con il ponte omonimo illuminato a giorno. È buio,
quando arrivo ad Alnwick e mi fermo vicino alle mura del castello. Preferisco dormire in macchina per potermi riscaldare con il
riscaldamento durante la notte.
Parto presto e vado sulla costa a Holy Island. È una striscia di terra parallela alla costa, che durante l’alta marea diventa un’isola.
Un giro fino alle rovine del castello all’estremità sud. Quando torno indietro, dopo un paio d’ore, la distesa sabbiosa è scomparsa
e l’acqua blandisce il manto stradale. Il paesaggio lungo la costa è molto bello. Stupendo è il paesetto di Saint Abbs Head, benché
sferzato dal vento freddo, con scogliere a picco sul mare. È un piccolo porticciolo circondato da rocce nere, la pioggia che
imperversa spesso, rendono il paesaggio tenebroso ma affascinante, ideale scenografia di come immaginiamo i film gialli e del
terrore. Sono subito nell’immediata periferia di Edinburgh o Edimburgo la capitale. Trovo la spiaggia di Portobello, nome ispirato
dalle spiagge italiane. Bagni con tanto di ombrelloni e cabine per cambiarsi e negozietti alla moda mi sembrano irreali. Pioggia
e freddo sono molto frequenti e di solito il cielo è coperto da nubi. Non credo ci siano molti vacanzieri. Un momento di sole e
vado subito sulla collina, dove si trova il castello reale di Scozia. Oltre 500.000 abitanti è una città caotica. Le guardie scozzesi
che indossano il kilt controllano l’ingresso, mentre la musica delle cornamuse è diffusa perennemente da altoparlanti in tutta
l’area. Il castello raccoglie tutti gli stemmi delle famiglie importanti o clan scozzesi e il tesoro della corona, molto più modesto di
quello di Londra.  Scendo dalla collina e mi attardo a pranzare con delle cose comprate in un supermercato nel parco, dove alcuni
scoiattoli abituati ai turisti si avvicinano per ottenere un po’ di cibo. Qualche ora e all’imbrunire esco dalla città scozzese. Supero
le foci del fiume Forth sul ponte stradale e ferroviario di The Firth of Forth. Piove a dirotto, quando supero Dundee e mi fermo
ad Aberdeen. Ceno con filetti di merluzzo cotti in una rosticceria buoni ed economici e su di un parcheggio mi sistemo per la notte.

All’alba sono già in partenza. Vado in centro davanti alla Housing Advice Centre e la Provost Skene’s House o casa del sindaco.
Visito anche il castello, ormai inglobato nel centro con delle belle guglie simili a quelle delle fiabe di Walt Disney. Un giro nello
entroterra tra colline verdi, stradine normali e con poco traffico. Entro, quasi senza accorgermi nel parco del castello di Cluny e
mi fermo davanti all’ingresso del castello. È una residenza privata e chiusa al pubblico. Trovo un gruppo di cavalieri in vestiti per
la caccia alla volpe, come quelli che si vedono nei film. Pochi momenti, balbetto in qualche modo delle scuse ed esco dalla
proprietà. La scena si ripete, dopo pochi chilometri, nel visitare il castello di Fraser. Evito di vedere altri castelli perché non
vorrei incorrere in qualche guaio. Lungo la strada posso osservare un piccolo zoo in cattività. Mi attraversano la strada: un
fagiano maschio colorato, un ermellino in abbigliamento estivo, un intero gruppetto di cerbiatti e una magnifica volpe rossa.
Vado sulla costa a Spey Bay, pochi attimi e ritorno in auto. C’è in vento forte gelido e non sono vestito a sufficienza. Supero
Nairn, dove si vede in lontananza l’isola di Bar e mi fermo a Inverness. Ness = bello, in pratica Bel Inverno ma, io trovo brutta
anche questa fine estate. Davanti a una chiesa stanno celebrando unmatrimonio. Gli ospiti sono tutti nei loro vestiti migliori
e tutti nei loro kilt svolazzanti per il vento. Un pasto in un locale a base di salmone con verdure. Le porzioni sono abbondanti
e il costo molto più economico rispetto al resto del Paese. L’auto mi crea problemi nell’accensione. Asciugo la calotta, che con
la forte umidità è sempre bagnata. Riesco a partire. Preferisco iniziare la via del ritorno e scendo verso il Lochness. È il lago
famoso per la presenza leggendaria del mostro di Loch Ness. Leggenda o
verità? Sono molte le persone che asseriscono di averlo visto e le correnti e
la profondità del lago hanno sempre impedito una ricerca approfondita.
Nessy, così è chiamato il mostro, ha creato notorietà al lago, che attira molti
visitatori.  Breve sosta per osservare una partita di polo a cavallo in un
campo nei pressi della riva. Un’altra per visitare le rovine del castello di
Uruquart, su una penisoletta. A Fort Augustus nella estremità sud del lago
devio per una strada e, in pratica, torno indietro sull’altra riva fino alla
ricerca di una cascata, ma la segnaletica è inesistente e dopo una ventina
di chilometri desisto e torno a Fort Augustus. Seguo il corso del fiume Lochy,
Uruquart Castle                                                        che in pratica separa la Scozia in due tronconi e arrivo a Fort Williams 1.345
m s.l.m. ai piedi del Ben Nevis 1.344 m s.l.m. la montagna più alta della Gran Bretagna, in pratica poco più di una grande
collina ma, l’unico centro sciistico del Regno Unito. Una sosta per vedere il museo locale nella speranza di vedere la cima
della montagna coperta da nubi e lascio le highland. Arrivo a Onich sulla costa. Perdo l’ultimo traghetto del giorno per
superare il fiordo e devo percorrere oltre 50 km per aggirarlo tutto. Un ampio pianoro a 600/700 m s.l.m. del Glen Coe,
sempre tra spazi verdi e torrenti, una strada stretta e tortuosa e ormai buio mi fermo nei pressi del Loch Tulla per la notte.

Mi sono fermato su un dosso e lo uso per far ripartire l’auto. Qualche chilometro e rischio un incidente. Un gruppo di
cerbiatti mi attraversa la strada e freno bruscamente. Il fondo stradale è bagnato da pioggia e nevischio e l’auto sbanda.
Faccio un testa coda, ma rimango in strada e non ho nessuna conseguenza. Supero il Bridge of Orchy e faccio una sosta
all’hotel Tarbet in un magnifico castello, dove entro per darmi una sistemata, e fare una buona colazione. Evito l’Erskine
Bridge a pedaggio e lungo una strada secondaria arrivo nella città di Glasgow, capitale industriale della Scozia. È domenica
e trovo molte strade cittadine vuote ideale per girare la città. Sosta nella Saint George Square con la Tower Head e il palazzo
del Municipio. Meno di due ore e lascio la città, mentre continua piovere. Entro in autostrada. Una breve uscita per vedere
il Castel Milk, abbastanza modesto e posto alla fine della Scozia. Mi fermo a Kellington Lake per mangiare qualcosa. È un
luogo ideale per i pic nic in riva ad un laghetto con un ristorante con prezzi economici. A Lancaster vorrei visitare il castello
ma, è utilizzato come colonia penale della contea. Vari centri abitati più o meno grandi e arrivo a Manchester. Metropoli con
oltre un milione di abitanti è in un’ampia area industriale e con miniere estrattive del carbone. L’aria è malsana, la fuliggine
delle industrie siderurgiche e delle miniere di carbone creano un’atmosfera tetra con polvere nera che si nota depositata sugli
edifici. Breve giro per vedere la Cathedral, la Tower Hall e Albert Square. La città si differenzia dalle altre inglesi ed è sporca.
Alcuni chilometri e arrivo a Liverpool. C’è un momento di sole e faccio una passeggiata in centro. Un teatro pubblicizza alcuni
concerti in programma di gruppi famosi: Paul Mc Cartney e i Wings, Emerso Lake & Palmer e i Santana ma, nessuno nei
prossimi giorni. Percorro alcuni luoghi che hanno vissuto la storia dei mitici Beatles, il primo pub e i locali che frequentavano.
Il centro è ricco di negozi che vendono i dischi del gruppo musicale e molti souvenir. Una nuova pioggia battente e preferisco
tornare in auto. Uno spiazzo nella periferia e dormo in auto.

Alle 3 a.m. mi sveglia un poliziotto e mi chiede i documenti. Mi stupisco ma riesco a fare una conversazione in inglese di una
decina di minuti. Spiego che sono arrivato tardi in città e non ho trovato un albergo economico. Il Bobby, visto che non sono
un barbone mi saluta e mi lascia dormire. All’alba faccio colazione in un bar nei pressi della Play House e un giro per la
cattedrale anglicana, la chiesa cattolica, il terrazzo e salgo su una torre panoramica, che mi permette di vedere tutta la città e
il porto dall’alto. A mezzogiorno parto e dopo Chester devio per visitare il Moreton Little Hall, un castello interamente
costruito in legno in stile tudor. L’edificio è molto vecchio, le travi sono incurvate dal tempo e sembra poter crollare da un
momento all’altro. A Birmingham, altra grossa città inglese, trovo una mostra d’auto in Ratcliffe Place. Ci sono molte vetture,
anche le nostre italiane, ma spicca una bella Range Rover equipaggiata per il deserto del Sahara, che è stata sporcata apposta
con della sabbia. Un giro per una galleria alla moda, simile a quella di Vittorio Emanuele a Milano ma più piccola. Ancora in
auto e parto. Una breve sosta nella cattedrale gotica sul fiume Severn di Worcester. Entro nel Galles, altro stato del Regno
Unito e faccio una piccola deviazione a Symond’ Yat Wers & East, una vallata con un piccolo centro, che ha radici antiche
come antico centro saraceno. È una piacevole vallata ma della sua storia rimane solo un cartello nel centro del paese. Arrivo
a Cardiff, capitale del Galles e ceno con il solito merluzzo (huddock) fritto e patatine.
Sveglia all’alba e giro nel centro della città. Parcheggio nel centro nei pressi del castello reale. Una passeggiata per il Boulevard
de Nantes con la City Hall e torno al castello, simile a una bella e grande villa. È incoronato il principe di Galles, primogenito ed
erede al trono della Gran Bretagna. Lascio la città e arrivo sulle rive del Severn simile a un enorme fiordo, che supero il Severn
Bridge, con un’unica arcata lunga due o tre chilometri. Colazione in un self service nei pressi del ponte. Un giro tortuoso e arrivo
nella città di Bristol. Il Clifton Bridge, l’università italiana e la sua Tower of University vicina, dove salgo per una veduta
panoramica della città e la vallata del fiume Avon. Conosco una signora mia compaesana, che vive in questa città. Durante la II
Guerra Mondiale aveva conosciuto un soldato inglese e lo aveva sposato. È una grande amica di mia Mamma e la cerco per
salutarla. Ho un indirizzo ma fatico a orizzontarmi nella città. Mi aiuta una vigilessa, che m’indica la direzione giusta e arrivo
nei pressi dell'abitazione. Non trovo la casa e telefono. Sono a qualche centinaio di metri dall’abitazione e una delle nipoti, che  
conosco bene mi viene incontro. M’invitano a casa loro e non posso rifiutare. Non amo approfittare dell’ospitalità e non ho molto
tempo. Un pomeriggio assieme, una doccia ormai necessaria e lascio anche Bristol. Un po’ di chilometri e arrivo a Bath. Visito
il Museo Americano. Una bella villa ospita il museo, che ha numerosi esempi della vita statunitense aiutati da luci, manichini e
musica. La sorveglianza è fatta da un gruppo di signore anziane, che cucinano per i visitatori dei dolcetti tipici: brownie e happy
up ginger. Visito anche il museo vicino del costume con vari vestiti d’epoca. Nel tardo pomeriggio riparto e, dopo pochi  km,
arrivo a Stonehenge. Arrivo nel sito turistico famoso prima della chiusura. Sito neolitico, circolo di pietre colossali, chiamate
megaliti, collegate da enormi architravi. Ricostruito nel 1900 e sembra rappresenti un antico osservatorio astronomico. Un
mistero rimane la costruzione con queste enormi pietre fatto nel periodo quando la gente viveva nelle grotte. All’imbrunire
lascio il sito archeologico e raggiungo la vicina Salisbury con la sua cattedrale. Ancora un po’ di strada e arrivo alla cattedrale
di Winchester. È tra le più grandi e la più lunga delle cattedrali gotiche. Una canzone del gruppo musicale Vanilla Fudge:
“Winchester Cathedral”, l’ha resa famosa di recente anche tra i giovani. Un tratto autostradale e col buio arrivo nella città
portuale di Southampton sul Canale della manica. Mi fermo vicino a una linea ferroviaria ma poi mi sposto verso Portsmouth,
altro porto vicino per la notte.

Le due città portuali sono brutte, depositi di containers e di merce da ogni parte. Parcheggio l’auto in un silos e salgo su di un
battello per la vicina Isle of Wight. Mezz’ora di attraversata e arrivo a Ryde Esplanade. È complicato muoversi nell’isola e faccio
l’autostop. L’isola è molto bella con colline verdi e ricca di piante. Una radura chiamata Little Canada è bagnata da un ruscello,
che si getta in un laghetto collegato col mare, dove sono ancorati numerosi Yachts e barche turistiche. Vado a Newport capoluogo
dell’isola e poi alle The Needles. Conosco un tizio, un sacerdote anglicano, che mi da un passaggio fino alla sua abitazione, in
stile  vittoriano. Ricorda antichi splendori, un biliardo serve per maturare le mele, le finestre hanno i vetri infranti, i mobili
vecchi sono coperti da polvere, in pratica in piena decadenza. Ha l’intenzione di affittarmi una stanza per le vacanze ma io
rimango nell’isola solo per qualche ora. Il ricordo del festival avvenuto dal 26 al 30 agosto del 1970 è ancora nella memoria
dei tranquilli abitanti dell’isola. Erano arrivati 600.000 spettatori per un concerto, dove c’erano. Jimi Hendrix, i Doors con
Jim Morrison, i Who, Jethro Tull, Joan Baez, Donovan e altri. L’evento fu un fallimento, pochi pagarono il biglietto e le
perdite furono ingenti. Gli abitanti stessi bloccarono tutte le iniziative a ripetere l’evento. È una bella giornata di sole e
percorro una bella passeggiata, Footpass The Needles, almeno 4 km, fino al faro e un gruppo di Needles o faraglioni. Sono
al termine di una lunga scogliera bianca che caratterizza gran parte del lato sud dell’isola. Un trenino, simile a quelli delle
giostre e ritorno a Newport, un autobus per Ryde Esplanade e un ferry per tornare a Portsmouth e alle 5 p.m. recupero la mia
auto. Parto e seguo la costa verso est. Dolci saliscendi e bei panorami e arrivo a Brighton quando è ormai sera. Brighton è una l
ocalità balneare mondana. La vita dei vacanzieri è frenetica e si accalca nei suoi piers, moli che si allungano sul mare, dove si
trovano dei ristoranti e una casa da gioco. L’edificio più importante è il Palazzo Imperiale, un miscuglio di stili orientale e
palladiano, dove dimorò Entico VIII, alias Edward Albert Christian George Patrick David Windsor, nipote della imperatrice
Vittoria e zio dell’attuale Regina Elisabetta III. Regnò per meno di un anno e poi, abdicò a favore del fratello Giorgio VI, per
sposare Wallis Simpson un’americana già divorziata due volte. Simpatizzante nazista fu in seguito esiliato in Francia. Mi
sistemo in una piazzola sul mare per la notte con folate di vento, che fanno vibrare l’auto.

Partenza alle prime luci del sole. Mi fermo nei pressi di Beachy Head e faccio una passeggiata. È un grazioso promontorio
con una scogliera e un tratto erboso, dove ci sono molti conigli che sbucano dalle loro tane. Una manciata di chilometri e
arrivo a Folkestone, dove non ci sono altri traghetti nella giornata e proseguo fino a Dover. Arrivo nel porticciolo e salgo
subito su un overcraft, che sta per salpare. Faccio tardare la partenza perché avevo lasciato l’auto nella stiva con la marcia
innescata, ma non il freno a mano e si muoveva. Veloce scivola su degli enormi cuscini e arrivo in Francia in metà del tempo
rispetto al ferry abituale. Sbarco a Boulogne e faccio un giro fino a Dunkerque. La mia auto funziona sempre peggio e scoppietta
ripetutamente. Ripercorro la strada fatta all’andata, che penso sia più breve. Proseguo fino a sera inoltrata e dormo a Saint
Diziers.
Qualche ora di sonno e ancora buio riparto. Soste solo per rifornirmi. A Pontarlier entro in Svizzera, l’attraverso tutta e salgo
sul valico del Sempione con l’auto che ha perso potenza e arranca in salita. Alle 3 p.m. arrivo in Italia sul Lago Maggiore e la
sera arrivo a casa.

Ho percorso                km      5.620
Consumo benzina     lt             340
Costo in lire               £    208.000
Giorni                          gg              12
Torna ai contenuti