Africa 2013 - diario di viaggio (prima parte) - Renato Capparotto - Mi piace andare in giro

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Africa 2013 - diario di viaggio (prima parte)

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Dicembre 2012
Sono quasi pronto a una nuova partenza.
Questa volta, chiusa l'esperienza disastrosa del camper, ho comprato uno scooter, per la precisione un Honda Phanton 150cc
Vorrei, in pratica, andare oltre al punto raggiunto nel viaggio del 2011, che avevo terminato per ... eccesso di furti subiti in Malì.
Un piccolo problema prima di partire. Vorrei fare i permessi per entrare nei vari Paesi strada facendo ma il consolato della Mauritania non c'è in Marocco. Devo richiedere il visto prima di partire a Roma.
Il corriere costa eguale per più visti e allora faccio richiesta anche per gli altri stati: Mali, Burkina Faso e Ghana.
E' già un primo salasso economico e ... perdo oltre 20 gg per aspettarli.
La partenza è prevista per il giorno della Fine del Mondo.

giorno 001 Venerdì 21 dicembre 2012
Vado a Milano con lo scooter e vi passo la notte.

giorno 002 Sabato 22 dicembre 2012
E' già una piccola impresa raggiungere Genova. E' una giornata tipica invernale, è molto freddo, piove misto a nevischio oacqua ghiacciata. Vado in Paesi caldi e il bagaglio è limitato a indumenti estivi e ben poco per il freddo. Indosso tutti i miei maglioni di lana (5), una leggera giacca a vento, dei pantavento per coprire i jeans e un impermeabile che svolazza e mi ripara ben poco. Non posso correre molto sull'asfalto bagnato e scelgo per un tratto la strada normale. Entro in autostrada prima di Pavia e faccio una prima sosta nei pressi di Tortona. Ho le gambe gelate, le ginocchia bloccate e faccio fatica camminare. Qualche altro chilometro e a Serravalle il tempo cambia, esce il sole e supero il Pian dei Giovi con la strada asciutta. L'aria si riscalda e a Genova è abbastanza caldo.   
Varie formalità e m'imbarco sulla nave traghetto per Tangeri in Marocco. alle 6 pm salpo.

giorno 003 Domenica 23 dicembre 2012
Arriviamo in mattinata a Barcellona, Spagna. Sosta con passeggeri che scendono e altri che salgono e nel pomeriggio, ancora alle 6 pm salpiamo di nuovo. Facciamo alcuen operazioni di frontiera già in nave. Ci sono due funzioanri e la fila è interminabile, troppi! Non tutti rispettano la fila e ... ci scappa una breve scazzottata subito sedata dagli addetti della nave. Io, ceno nel self service della nave e torno in coda quando ormai è al termine. Faccio anche il pass per la moto con l'amara sorpresa, che l'assicurazioine internazionale (carta verde) valida per le auto non lo è per le moto. Chiacchiero con altri motociclisti e l'argomento principale mi preoccupa, il loro vanto sono le cadute, che tutti più o meno gravi hanno fato.

giorno 004 Lunedì 24 dicembre 2012
In tarda serata, verso le 5 pm, sbarco a Tangeri. E' buio e più freddo di quanto pensavo. Completo le formalità di frontiera e parto subito. Solo pochi chilometri e priam di arrivare a Tangeri a Ksar Sighir, mi fermo nell'Hotel Petite Poisson. E' una sistemazione spartana ma il fondo stradale è bagnato, buio totale e non mi fido a proseguire con la moto, che non ho dimestichezza nell'usare.  

giorno 005 Martedì 25 dicembre 2012
La notte è fredda, l'hotel non ha riscaldamento e ho freddo. Aspetto la fine di un acquazzone e quando smette, verso le 10 am, parto. Qualche momento e vorrei fermare sul ciglio stradale per sistemarmi meglio il casco. Trovo un fondo di fanghiglia mista a sassolini, mi prende alla sprovvista e cado. Prendo una botta alle costole e strappo la giacca a vento sulla manica e ho buchi sui pantaloni impermeabili.
Mi alzo subito, aiutato da due marocchini che corrono subito a soccorrermi. Un paio di botte ma niente di grave e parto subito. Qualche curva prima ci avevo provato ... volevo imitare Valentino e piegarmi nelle curve ma sono subito scivolato ed ero riuscito a rimanere in sella. Il fondo è scivoloso e procedo con molta cautela. Evito l'autostrada, non ho fretta e non rischio di correre più veloce. Supero Tangeri, Larache e verso le 4 pm mi fermo a Kenitra. Ho già necessità di lavarmi, anche per togliermi il fango della caduta, e scelgo l'Hotel Embassy. E' un albergo discreto in pieno centro di Kenitra, città vicinissima a Rabat. Permane un clima freddo, appena sparisce il sole, che si lascia vedere solo pochi minuti tra le novuole.

giorno 006 Mercoledì 26 dicembre 2012
Proseguo in questa zona del Marocco con solo soste tecniche, in quanto sono già TRansitato da queste parti lo scorso anno. Supero Rabat, Casablanca, beve sosta presso il centro commercale Morocco Mall e mi fermo per la sera a El Jadida. Evito di correre dopo l'imbrunire, fuori dalle città, il buio è totale e ho ben poca visuale con la luce dello scooter. La sera mi fermo a El Jadida, nei pressi del forte portoghese.

giorno 007 Giovedì 27 dicembre 2012
Parto in tarda mattinata, quando l'aria è un po' più calda. Una lunga sosta a Jamaat Shaim e ancora verso le 5 pm mi fermo a Essaouira. Un albergo economico Hotel Bahjat Mogador in rue lotissement 5 a Essaouira. Credo sia il porto peschereccio più importante del Marocco e oltre ad essere molto bella ci sono numerosi ristoranti, nei pressi del porto, che offrono buon pesce con prezzi economici.  

giorno 008 Venerdì 28 dicembre 2012
Mi duole la costola o le costole, che mi sono ammaccato nella caduta e faccio un primo giorno di sosta.

giorno 009 Sabato 29 dicembre 2012
Nuova partenza in tarda mattinata, mi sono fasciato in qualche modo il torace e ... se non mi muovo non duole. Parto a velocità molto lenta. Una decina di chilometri prima di Agadir, in una rotonda, la vettura che mi precede fa una falsa partenza e non ho i riflessi pronti. Sto partendo e non faccio tempo a mettere giù i piedi e ... cado da fermo. Ho ancora l'abbigliamento pesante, che mi attutisce, e non ho nessuna conseguenza. Mi aiuta anche un vigile a rialzarmi e riparto senza problemi. Supero Agadir, mentre il clima permane fresco e soffia un forte vento gelido. Qualche chilometro dopo devio dalla strada principale  vado a Massa verso l'Oceano. Raggiungo la bella spiaggia di Sidi Ouassay dove trovo un bel campeggio. Mi sistemo in un capanno molto carino con i servizi in comuine. C'è anche un buon ristoranre e ci sono anche altri dei turisti benché sia molto freddo.

giorno 010 Domenica 30 dicembre 2012
Durante la notte ho freddo e vedo con gioia le prime luci del giorno. Torno a Massa e poco dopo torno sulla strada principale. Proseguo verso Sud. Tiznit e Sidi Ifni, dove mi fermo qualche momento nella bella spiaggia di Legzira. Il vento gelido e forte mi costringe ad andare piano e anche le mie costole lo chiedono. Parto e arrivo a Tan Tan. Mi fermo per cercare un albergo e, mentre sono in sosta, un tizio mi viene alle spalle e colpisce con un calcio lo scooter e se ne va. Credo sia uno squilibrato, la gente che mi guarda non ha nessuna reazione e preferisco non reagire. Una nuova piccola bozza allo scooter e vado in un albergo sulla strada. E' discreto e pulito ma continua ad essere freddo.
L'hotel ha connesso anche un ristorante vicino e approfitto per cenare con un grosso pesce corvina. Questo tratto di costa è pescosissimo e il pesce è sempre fresco.
Credo sia un piatto tipico della zona, che mangiano marocchini e anche stranieri. E' servito con molte spezie e verdure. Il pesce bollito, forse troppo, perde ogni sapore, ci aggiungono anche delle olive e temo ... siano quelle di argan (credevo non fossero commestibili?) prerchè sono amare e hanno un pessimo gusto.

giorno 011 Lunedì 31 dicembre 2012
Lascio l'albergo verso le 11 del mattino, quando l'aria inizia a scaldarsi. Quando esco dalla città, non sono nemmeno sicuro ma non mi fermo ad uno stop. Siamo in una zona deserta e la visuale è ampia e completa, ci sono solo io. Rallento, quasi mi fermo, e riparto, dopo un centinaio di metri mi ferma una pattuglia della polizia. Mi elevano una conravvenzione per lo stop non eseguito a nulla vale il buon senso. Non firmo la contravvenzione, dove in pratica avrei affermato che non mi sono fermato e pago con la speranza ... che non si intaschino i soldi. ... forse questa sera festeggia la fien dell'anno alla mia salute?
Nel viaggio precedente questi inconvenienti sono stati frequenti multe più o meno reali ma a Sud, fuori del Marocco.
Supero Tarfaya e mi vorrei fermare a Laayounne, capitale del Sahara Occidentale, alias Sarahawi, ma trovo i prezzi molto elevati. Rischio e faccio altri 200 chilometri ed a sera inoltrata arrivo a Boujdour. Mi sistemo nell'hotel Taiba discreto ed economico.

giorno 012 Martedì 01 gennaio 2013
Il freddo persegue e solo in poche ore del giorno riesco scaldarmi, qui non esiste il riscaldamneto. Nuovo tratto di deserto, sempre lungo la costa, Alle 5 pm sono nella Penisoala di Dakhla. Un chilometro prima del centro abitato mi fermo in un campeggio. Pulito ma spartano mi lasciano in una stanza con sei letti ma sono l'unico cliente. Il centro è in rapida espansione e mi fermo in uno dei numerosi locali per cenare, sono benevoli verso i turisti, e servono anche la birra. C'è anche uno sportello automatico della banca  e una discretta connessione a internet.  


giorno 013 Mercoledì 02 gennaio 2013
Mi fermo un giorno e vado in un pronto soccorso per farmi visitare. Trovo una fila di persone e le condizioni igieniche disastrose e desisto, non credo ci sia la possibilità di fare una lastra per vedere se le costole siano effettivamente rotte?

giorno 014 Giovedì 03 gennaio 2013
Parto. Chiacchiero con degli italiani, che incrocio all'inizio della penisola. Supero Biz Goundar. Alle 5 pm sono al confine di Guaguarzazate con la Mauritania. Affronto i circa 5 chilometri della terra di nessuno. E'  un tratto sterrato dove c'è una piccola borgata con una piccola borgata abitata da pescatori e molti approfittano di questo luogo, e ... offrono aiuto ai mezzi in transito, che spesso si piantano sulla sabbia. IL fondo è roccioso e la sabbia sarebbe poca ed è evidente, che loro stessi, la spostano per far insabbiare i passanti. I controlli sono lenti e solo dopo un paio d'ore posso ripartire in terra mauritana ed è già buio.
E' freddo e proseguo qualche chilometro alla ricerca di un luogo dove passare la notte. Trovo l'indicazione di un campeggio a Bou Languar e mi fermo. Sono due anziani che hanno delle tende e ne mettono una a mia disposizione. Mangio in una loro casupola dei maccheroni scotti ma discreti e bevo l'immancabile tè, che il vecchio versa e riversa in vari passaggi con il classico rituale usato nel deserto.
E' un luogo comune, quando si parla di deserto, parlare del caldo tremendo che è possibile trovare. Vorrei aggiumgere anche quanto... freddo si puo' provare. Siamo in inverno e le giornate sono assolate e calde per poche ore al giorno, ma soffia in continuazione un vento gelido proveniente dall'Oceano Atlantico, che non permette di spogliarsi troppo. La sera lo sbalzo di temperatura supera i 20° e il nostro fisico fatica ad adattarsi. Io cerco di anticipare e comincio a vestirmi,  ancor prima del gelo notturno, indossando ulteriori maglioni. Gli indigeni usano grosse coperte di lana, ma io, con la moto, non ne ho nessuna.

giorno 015 Venerdì 04 gennaio 2013
La notte è gelida e torno a indossare tutti i miei maglioni. Parto e comincio i vari passaggi e controlli della polizia. Rilevano i dati dei passeggeri e dei mezzi in transito. Sono numerosi ma è sufficiente consegnare un foglietto, che io avevo preparato in precedenza, con data, luogo di nascitata, cittadinanza, numero del passaporto, numero del visto e scadenza. Sono richiesti anche il numero di targa e della carrozzeria, modello e marca del mezzo. Sono abbastanza corretti e nessuno mi chiede soldi extra. Qualche chilometro e dopo il centro di rifornimento di Shami si alza il vento, che si fa sempre più forte lungo la strada. Arriva dall'interno, la temperatura è più mite, ma è carico di sabbia. E' una vera e propria tempesta di sabbia. La visuale diminuisce di molto e le folate di vento mi fanno sbandare paurosamente. Procedo lento e la moto inizia a singhiozzare. Smette di funzionare il contachilometri e fermo un auto in transito per avere dell'acqua da aggiungere alla vaschetta di raffreddamento della moto, che si è prosciuigata. Sono circa duecento chilometri e il vento si placa nell'arrivare a Nouakchott, capitale della Mauritania. Trovo un albergo spartano e non prorpio economico, che mi concede un piccoo sconto se mi fermo un paio di notti. E' l'hotel Awkhar e nei pressi mangio una discreta pizza in una pizzeria gestita da un francese.

giorno 016 Sabato 05 gennaio 2013
Mi godo un po' di tepore e cerco di pulire un po' lo scooter. C'è sabbia dappertutto e non funzionano più il contachilometro e la lancetta del pieno di benzina. Vorrei farmi una doccia ma l'acqua scarseggia ed è gelida.

giorno 017 Domenica 06 gennaio 2013
Parto tardi. Il gestore dell'albergo mi informa che lungo la strada è difficile trovare benzina perché ci sono quasi esclusivamente camion e motori diesel. Ho difficoltà a trovare benzina anche in città. Faccio un pieno compro un bidoncino da 20 litri, riempio alcune bottiglie e parto. Considerato che ho il bagaglio sul posto passeggero, la tanica sul sedile guidatore e... io ? ... in pratica sono molto scomodo. Qualche decina di chiletri e faccio il primo rabbocco di benzina a Boutilimit. L'informazione non è corretta, qualche distributore c'è con la benzina ma sono rari ed io che non ho più il misuratore del livello vado a 'sensazione' e faccio rifornimento tutte le volte che posso. Soffia anora un po' di vento e procedo senza fretta. Nei pressi ell'oasi di Gueru uno dei controlli di polizia m'invita a fermarmi. E' pericoloso proseguire mentre inizia calare la sera e io vorrei arrivare a Kiffa, dove spero di trovare un alloggio. Una    
lunga discussione ma poi, quando spiego che non sono attrezzato per dormire all'aperto mi lasciano proseguire. Una ventina di chilometri e arrivo nella cittadina di Kiffa, dove mi sistemo all'Hotel Kiffa City ... il migliore perché credo sia l'unico del posto.

giorno 018 Lunedì 07 gennaio 2013
Mi alzo tardi, finalmente una notte non fredda. Pranzo e parto nel primo pomeriggio. La strada è in lavorazione e la vecchia pista si alterna con tratti asfaltati. Sono circa cento chilometri molto difficili in un tratto hanno sparso della sabbia bagnata, una fanghiglia e scivolo ... ennesima caduta. Sono in uno spazio aperto, non capisco da dove arrivino, mi aiutano due indigeni ad alzarmi. Nessun problema o ammaccatura e riparto. Torna a farsi tardi e a un nuovo controllo mi vogliono fermare per la sera. La discussione si protrae e un brigadiere, che deve andare in città mi precede in un taxi di gruppo. E' gentile e mi lascia davanti un albergo di Ayoun el Atrouss.  

giorno 019 Martedì 08 gennaio 2013
Vorrei partire presto ma ho bisogno di fare un pieno e le pompe di servizio sono senza benzina. Chiedo a varie persone e un tizio mi invita a seguirlo a casa sua. Estrae da un bidone alcune bottiglie e trov la benzina a nero. Costa quasi il doppio e la qualità non si discute ... è inutile chiedere se sia verde o sia senza piombo ... è benzina! Un nuovo cambio di denaro, in quanto la mia Master Card non è accettata in questo Paese. Arrivo al confine di Gougi con il Mali. Supero le facili formalità in uscita dalla Mauritania ma ho qualche problema con la dogana del Mali. In seguito alla guerra che imperversa a nord est dello Stato e la presenza nella zona di forze ribelli di Al Kaeda, il governo ha concordato con gli Stati Europei e gli Stati Uniti d'America un servizio di scorta nel resto del Mali per i suoi cittadini.  Mi fanno scortare da un militare con una moto per qualche decina di chilometri fino alla ciittà di Nioro du Sahel. Vado nella caserma e in pratica ci devo rimanere. Completo le varie formalità e mi è impossibile proseguire. Devo avere due guardie di scorta per raggiungere la capitale Bamako ma non è possibile  portale sulla moto e quindi devo aspettare altri turisti in transito, che abbiano spazio anche per le mie guardie. Mi ospitano in caserma, sono libero ma posso uscire solo con un soldato di scorta. Mi sistemo in una casupola e ho a disposizione una stuoia per dormire. Sono trattato bene e scherzo con tutti, mi danno anche la cena ... un piatto di patate lesse. Con una guardia vado in uno sportello bancario e mi ritira la carta ... il mio custode torna utile, chiama il direttore dell'agenzia, che poco dopo viene a liberarmela.

giorno 020 Mercoledì 09 gennaio 2013
Rimango tutto il giorno a non fare niente ... posso solo aspettare.

Nel pomeriggio arriva un auto spagnola con una coppia ghanese e uno spagnolo. I ghanesi non hanno problemi e possono proseguire, mentre lo spagnolo è soggetto alla sorveglianza e non può proseguire. Sono comunque in gruppo e lo spagnolo è a carico della coppia. Andiamo alla gerndarmeria e riesco a stabilire una partenza per l'indomani. Lo spagnolo Victor, che precisa è catalano, non ha soldi e per partire glieli presto io. La loro auto è riempita in ogni angolo e in qualche modo ospiteranno una guardia, mentre l'altra dovrà salire con me sulla moto.
Chiedo gentilmente di avere un soldato mingherlino e mi assegnano uno piu' leggero di me (ci vuole poco!), ma non di molto. Il libretto d'istruzioni della moto consiglia un carico non superiore ai 180 kg e siamo un po' oltre i 200 kg.
Il catalano Victor merita qualche parola. Non vuole farsi chiamare spagnolo ma catalano e spera ci sarà la scissione tra i due Paesi nei prossimi anni. Ha 30 anni ed è la prima volta che esce dalla catalogna. Ha fatto un accordo con i ghanesi, che gli devono pagare l'intero viaggio, volo areo di ritorno compreso, e in pratica è partito senza nemmeno un soldo. Rimane un unico problema ... anche i ghanesi sono senza soldi. Hanno l'auto piena di cose e confidano di vendere qualcosa per fare rifornimento e proseguire e ... fin qui sono arrivati. Victor è fortunato e anche senza chiedere riesce avere aiuto. Io gli ho  pagato la scorta ... e fingo di sperare di riavere i soldi. Usciamo per cenare con due soldati di scorta e una delle guardie Zomana, gli paga la cena ... mai successo prima ... la cena a Zomana la pago io, perché non ha più soldi (stiamo parlando di circa 1 euro).

giorno 021 Giovedì 10 gennaio 2013
La gendarmeria ci ha raccomandato la partenza per le 8 am e puntuali i due gendarmi di scorta arrivano ... alle 9 am. E' arrivata anche una vettura con dei francesi e possono portare la mia guardia. E' una bella giornata di sole e, dopo qualche giro tra i vari posti di polizia e dogana, altre due ore, riusciamo partire. La strada è buona e scorrevole, circa duecento chilometri e verso Didieni si rompe la Seat Toledo    
del trio ghanese catalano.  La riparazione non è immediata e ci dividiamo. I ghanesi rimangono fermi, il catalano con una delle guardie raggiunge la capitale in pullman ed io seguo l'auto dei francesi con il capo scorta.
Qualche chilometri e si ferma anche la Merceeds dei francesi, sembra sia dovuto alla pessima qualità del gasolio. Qualche momento e riusciamo ripartire. E' buio quando siamo a Bamako. La scorta ci porta all'ambasciata francese e ha l'ordine dei suoi superiori di consegnarmi al consolato italiano. Il servizio della ambasciata francese, che dovrebbe, seguire anche gli italiani nell'ambito dell'Unione Europea, non mi accetta e la guardia ... preferisce lasciarmi da solo e va via. Conosco un poco questa città, dove sono stato lo scorso anno, e vado all'Hotel Tamanà, Bp E985 rue 216 porte 15, quartier Hippodrome in Bamako, Malì tel 0223 2213715, email hoteltamana@orangemali.net. E' discreto, quasi tre stelle, anche se non proprio economico e contratto il prezzo per due notti. Ceno al vicino ristorante Bla Bla in rue de Bla Bla, Hippodrome, dove riconosco il gigantesco proprietario.

giorno 022 Venerdì 11 gennaio 2013
E' una giornata di sosta. Vado all'ambasciata della Costa d'Avorio, dove vorrei proseguire il viaggio. Arrivo tardi e devo ritornare un altro giorno.

giorno 023 Sabato 12 gennaio 2013
Altra giornata di sosta. Oggi è sabato il consolato della Costa d'Avorio è chiuso e non faccio nulla tutto il giorno.

giorno 024 Domenica 13 gennaio 2013
Fotocopia di ieri.

giorno 025 Lunedì 14 gennaio 2013
Mi sveglio e vado subito al consolato della Costa d'Avorio. Trovo un funzionario di una pignoleria incredibile. Non riesco capire se vi sia qualche motivo per il quale non mi vuole rilasciare il visto? Mi contesta le fotocopie del passaporto, che ho portato da casa, sono a colori e del tutto simili all'originale ma lui le vuole in bianco nero su un foglio grande. Faccio delle fotocope e prenoto una camera on line in un albergo della Costa d'Avorio, che mi ha richiesto ed è obbligatoria. Mi contesta la prenotazione, che ho pagato on line, in quanto sulla conferma, che mi è arrivata via internet, non c'è il numero di telefono dell'albergo. Lui non ha la connessione a internet e non può verificare. E' già ora di chiusura del consolato, rinuncio ai soldi dell'albergo che ho pagato e anche al visto e torno in albergo.

giorno 026 Martedì 15 gennaio 2013
Nei giorni scorsi ho scritto una mail al servizio della farnesina per segnalare la mia presenza in Bamako. Questa è stata la rispsota, sempre via internet:
“Lei ha già corso rischi altissimi venendo in Mali in scooter. La esortiamo a non proseguire via terra ed a lasciare il Mali con un aereo.
Le ricordo che ai sensi del Decreto Legislativo n. 79 del 23 maggio 2011, entrato in vigore il 21 giugno 2011, il Ministero degli Affari Esteri può chiedere agli  interessati il rimborso, totale o parziale, delle spese sostenute per il soccorso e il rimpatrio delle persone che, all’estero, si siano esposte deliberatamente, salvi giustificati motivi correlati all’esercizio di attività professionali, a rischi che avrebbero potuto conoscere con l’uso della normale diligenza.

firmato
Consigliere e Vicecapo Missione
Ambasciata d'Italia a ecc...."

Gentili, quasi una minaccia. Mi sveglio presto e parto. Molto traffico in città, poi nell'allontanarmi la strada diventa più libera e scorrevole. La strada più mi allontano dalla capitale più si libera e posso procedere.
Qualche chilometro prima della città di Sikasso si sfalda il pneumatico posteriore e perdo un pezzo della copertura. La ruota rimane gonfia ma a rischio. Trovo subito un gommista e in qualche aggiunge una protezione sul pneumatico. Taglia un pezzo di gomma da una ciabatta e l'incolla sopra alla camera d'aria rimasta scoperta.
Quando arrivo nella città cerco un gommista e dopo una difficoltosa ricerca m trova un pneumatico leggermente più sottile ma della stessa misura. E' ormai sera e non ha luce per continuare e mi porta in un albergo economico, Vado all'Hotel Tata spartano ma pulito.

giorno 027 Mercoledì 16 gennaio 2013
Quando mi sveglio trovo il pneumatico a terra. Raggiungo assieme a un giovane in moto il gommista e assieme a un meccanico viene a sostituirmi la gomma rotta. Monta una gomma marchiata  Michelin e strano c'è scritto made in Italy? Io avevo la misura 130/70 D 12 e la sostituisco con una 125/65 D 12 più sottile e alta. Una colazione in centro in un bel ristorante. Una passeggiata sulla collina, che caratterizza il centro città, chiamato il mammellone = capezzolo, con le rovine di una vecchia fortificazione e una torre. Nel primo pomeriggio parto. Qualche chilmetro e faccio una breve deviazione per vedere una bella cascata.  

La cascata di Fenkolo, meno di dieci metri di caduta ma piacevole.  
Qualche chilometro e arrivo al confine con il Burkina faso, che supero con poche formalità. Alle 5 pm sono nella città di Orodara. Mi fermo all'Hotel Prestige nella periferia della città e forse anche l'unico albergo.

giorno 028 Giovedì 17 gennaio 2013
Qualche chilometro e arrivo a Bobo Dioulasso e mi fermo all'Hotel Select nella periferia. Un breve giro per il cenro e prima del buio torno in camera.

giorno 029 Venerdì 18 gennaio 2013
Quando mi sveglio vado nel centro storico. C'è l'antica moschea in fango e il vecchio quartiere con la casa Konsa, un'abitazione tipica. Giro tranquillamente tra la gente, che mi sembra cordiale nei miei confronti. Entro anche nella moschea e scatto foto senza nessun divieto.

giorno 030 Sabato 19 gennaio 2013
Parto verso sud e devio, su una strada sterrata, per visitare Loropeni, un sito storico protetto dall'Unesco. E' una falsa partenza, ho dimenticato delle cose in albergo e devo tornare indietro. Nel cambiare la gomma il gommista aveva sfiletatto un bullone e lo perdo. Qualche chilometro e si rompe la marmitta. Sono di nuvo a Bobo Dioulasso, recupero gli oggetti dimenticati in albergo e trovo un meccanico. Non è possibile sostituire il pezzo o la marmitta intera e inizia un lavoro di restauro certosino. Conto sei persone che lavorano attorno al fabbro, che costruisce il pezzo rotto e lo salda. Rimontano tutto, rifilano anche un bullone e lo adattano al foro e dopo qualche ora riparto. E' tardi, raggiungo la cittadina di Diébougou e mi sistemo in un motel per la notte.

giorno 031 Domenica 20 gennaio 2013
Parto e ho subito una nuova discussione con un poliziotto per uno stop, dove ho solo rallentato, ma non ho messo a terra il piede. Scena del tutto simile a quella in Marocco. Qualche discussione poi mi scuso e finisce in buona armonia ... quanto deve essere importante per loro avere questo potere. La moto funziona bene, il rumore è sparito ma la ruota più stretta è poco stabile e nelle curve ho una pessima tenuta e scodinzolo con facilità. Raggiungo Gaoua
e arrivo alle rovine di Loropeni. Sono solo piccoli pezzi di mura, che circondavano la città. Torno indietro a Diébougou e procedo oltre verso Hamale. All'imbrunire supero il confine. I doganieri sono veloci ed efficienti e supero con facilità i controlli.  E' tardi e l'ufficio della banca, dove devo pagare la tassa per il permesso della moto è chiuso e devo aspettare l'indomani per partire. 'olà Renato! Como va?'  mi sento chiamare. E' Victor e ci sono anche i ghanesi. Sono fermi in frontiera da una settimana. Hanno chiesto a Mohammed, il ghanese, una cifra enorme per la vettura, che lui vuole vendere nella sua patria e sta aspettando l'aiuto di suo padre per non pagare e proseguire. Credo di capire che suo padre sia una persona importante, vicina al re degli ashanti.  
Qui a Hamale c'è solo un modesto villaggio e non ci sono alberghi. Mi sistemo nella sala da aspetto e vicino ci sono le brande anche del catalano e i suoi accompagnatori.  

... il viaggio prosegue nella seconda parte in Ghana

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