Africa 2013 - diario di viaggio (seconda parte) - Renato Capparotto - Mi piace andare in giro

Vai ai contenuti

Menu principale:

Africa 2013 - diario di viaggio (seconda parte)

AFRICA > viaggi > Africa 2013


... seguito dal Burkina Faso

giorno 032 Lunedì 21 gennaio 2013
Dormo poco per il freddo e il via vai di gente, che c'è anche se gli uffici sono chiusi. Il mattino, quando aprono gli sportelli ottengo il lascia passare per la moto, pago con qualche difficoltà perchè non conoscono gli euro ... nessun problema ... è sufficiente un extra. Victor ... rimane in attesa e continua il suo viaggio a 'carico di altri'. A Bamako è andato all'ambasciata spagnola e ha trovato una funzionaria, che lo ha ospitato nella sua famiglia e gli ha cucinato ... senza chiedere un soldo. Io parto. L'asfalto termina subito e inizio una strada sterrata con numerose buche. E' un percorso facile per una vettura ma non per uno scooter. Ci sono macchie di sabbia, che non riesco riconoscere fino a quando non ci sono sopra. Quando arrivo su questa sabbia le ruote rallentano bruscamente e ho qualche difficoltà a non cadere. Una cinquantina di chilometri e quando vedo l'asfalto ... mi trovo per terra. Ho un'andatura lenta e le conseguenze sono altre lievi sbucciature. Alle 1 pm sono a Wa e trovo una discreta sistemazione in una guest house alla periferia, lungo la strada per il sud, il Lodge Sem - B. Sono una serie di basse costruzioni chiuse all'interno di una recinzione come un villaggio turistico con tanto di mini supermercato all'interno. Ho alcune comodità: acqua ed energia elettrica quasi tutto il giorno. Un giro per il centro alla ricerca vana di un bancomat che accetti la mia carta. Credo che ci sia solo una banca che l'accetti ma sono connesse con il mondo solo in alcune ore del giorno.

giorno 033 Martedì 22 gennaio 2013
Giornata di pausa. Faccio il giro delle banche e trovo uno sportello dove prelevo dei soldi.

giorno 034 Mercoledì 23 gennaio 2013
Parto nelle prime ore del mattino ma prima confermo un'altra notte in questo lodge. Trovo subito la strada sterrata e vado a Wechiau, dove trovo l'ingresso del parco nato per la conservazione degli ippopotami. Il ragazzo mi indica la strada da seguire e dopo altri dieci chilometri arrivo in una borgata di capanne sul fiume Volta Nero. Mi aspetta Sam, una delle guardie del parco, e assieme parto con una piroga lungo le calme acqua del fiume. Sono poche centinaia di metri e in un'ansa c'è un gruppo di ippopotami, che pigri sono immersi nell'acqua con solo la punta del naso fuori. E' vietato avvicinarsi troppo ma sono ben visibili. Gli ippopotami sono noti per la loro irritabilità, se si va troppo vicino si possono arrabbiarsi e caricare. Finito il giro non più lungo di 500 metri, riparto con la moto e torno a Wa. La sera ceno in un ristorante quasi prestigioso, dove  ... mangio le stesse cose che avrei mangiato nelle cucine di strada, dove ho il dubbio abbiano preso il pollo, che ho mangiato.

giorno 035 Giovedì 24 gennaio 2013
Lascio il lodge il mattino presto e proseguo su una strada asfaltata ma piena di buche, fino a Sawla. Breve sosta per un pieno di benzina e dei pezzetti di banana fritta e, poi trovo una strada sterrata. E' una bella strada ma con molte macchie di sabbia dove rischio di cadere varie volte. L'insegna di un lodge e giro su di una stradina laterale ... qui la sabbia è troppa e cado. Torno sulla strada principale e dopo altri dieci chilometri sono a Larabanga. E' un villaggio nei pressi del Mole National Park. Mi avvio verso l'ingresso del parco e trovo subito un lodge a gestione famigliare. Sono solo tre capanne, in una c'è una ragazza austriaca con un amico ghanese e i proprietari sono molto gentili. I servizi sono in comune e l'acqua è a disposizione con dei secchi, mentre per l'energia elettrica accendono un generatore per alcune  ore all'imbrunire e alla sera, che permette il funzionamento di un ventilatore che ho nella capanna. Il gestore mi invita a cenare e mi porta uno spezzatino con rari bocconi di carne e con molte patate o meglio iam, un grosso tubero locale.
In Africa anche le cose semplici sono un problema! L’energia elettrica e’ distribuita in quasi tutto il Paese e non sempre in tutte le ore del giorno, ma… e’ necessario prenderla. Nel Ghana, paese anglofono, si usano le prese della corrente come in Gran Bretagna con tre poli, solo che tutti gli elettrodomestici, tv e altro ne hanno solo due e allora? … cosa fare? … semplice basta forzare e farle entrare con forza nei due poli rettangolari in basso, leggermente più larghi.   Il risultato e’ che tutte le prese sono allentate e le spine non rimangono inserite bene, escono o spesso non fanno contatto.  

giorno 036 Venerdì 25 gennaio 2013
Mi sveglio all'alba e raggiungo subito il parco a meno di tre chilometri di distanza. Il parco è ben tenuto e le strade sterrate scorrevoli. C'è la base di partenza per le escursioni nel parco sono molto cari, in special modo per un turista singolo. C'è anche un bel lodge con piscina per turisti benestanti, che si affaccia su una tratto della vallata. Rimango ad osservare la radura dove in alcune pozze d'acqua ci sono degli elefanti. Posso vedere anche una famigliola di facoceri che l'attraversa senza timori. Nei pressi del quartiere generale del parco ci sono alcuni babbuini oliva, una specie che deve il nome al colore verdastro del suo pelo. Hanno capito che con gli avanzi dei cibi delle guardie e degli ospiti del lodge hanno cibo facile, vario e a sufficienza. Percorro con lo scooter qualche stradina del parco e incrocio alcune antilopi, che credo siano numerose nel parco privo di animali predatori. Qualche ora e torno alla guest house, prendo il mio bagaglio e parto da Larabanga. Ho la gomma posteriore, quella sostituita, un po' sgonfia e la faccio gonfiare. Non è proprio facile e il gommista ha una pompa a mano. Riesce gonfiarla solo quel tanto che mi permette di proseguire. Mi fermo, circa venti chilometri dopo a Damongo, dove un gommista ha un compressore che funziona. La pista è scorrevole ma rischio varie volte di cadere. La gomma posteriore è pessima e non ho nessuna affidabilità. E' incredibile ma oltre alle buche lungo la strada ci sono anche quelli che io chiamo 'cammelloni', dissuasori di velocità. Alle 5 pm arrivo a Fufulso un villaggio sulla strada principale e trovo l'asfalto. Proseguo a nord oltre Yapei fino a Tamale capitale del nord del Ghana. Un giro per la centro caotico della città e nella periferia sud trovo un lodge dove passare la notte. Nuovo bungalow pulito è ordinato con servizi e ... funziona tutto. Ho anche una connessione internet debole ma funzionante. Ho danneggiato il computer in una delle cadute e la scheda video si vede in negativo.

giorno 037 Sabato 26 gennaio 2013
Dormo bene, sono l'unico cliente e c'è un silenzio assoluto. Parto e torno verso sud. La strada è bella e scorrevole. Posso correre a un'andatura più elevata ma non troppo. Ho la cinghietta del casco rotta e quando sono troppo veloce vola via e lo perdo. Mi fermo nei pressi di Kintampo per vedere una cascata. E' un dislivello che un torrente supera con tre salti separati tra loro da qualche decina di metri, è bella ma c'è poca acqua. La sera arrivo a Techiman e trovo un alberghetto qualche chilometro prima. Ceno in un ristorante lussuoso del centro con una pizza discreta.

giorno 038 Domenica 27 gennaio 2013
Senza fretta e finalmente su una discreta strada raggiungo Kumasi, storica capitale del regno Ashanti, che esiste ancora inglobata nella repubblica del Ghana e gode di una grande autonomia. Mi sistemo all'Hotel Nurom,tel +233 515124000, a ridosso del vicino centro città. La città conta oltre 1 milione di abitanti e l’edificio piu’ alto arriva al terzo piano. Il centro della città ospita il Kejetia Market, forse il piu’ grande mercato dell’Africa Occidentale. E’ una distesa infinita di casupole e baracche con venditori, sarti, calzolai, artigiani di ogni tipo in un frastuono che poco ha a che fare con i silenzi della savana lontani poche centinaia di chilometri. Fondata nel 1695 è stata rasa al suolo dagli inglesi nel 1874 e non è rimasto nulla dell’antica capitale del potente regno Ashanti, che si era esteso fino alle aree del sahel e del Senegal. Il mercato è famoso per le stoffe kente,  che contengono un misto di cotone, seta e rayon.   E' ancora presto e lasciato il bagaglio in stanza vado subito al Kejeta Market, che occupa gran parte del centro cittadino. La moltitudine di gente e venditori che si accalcano nel mercato mi spaventano e preferisco venir via quasi subito. Non c'è segnaletica e con qualche difficoltà vado al Manhya Palace. Museo e residenza attuale del re ashanti, Osei Futu II. E' tradi e trovo chiuso. Nelle vicinane trovo un piccolo centro commerciale con alcuni ristoranti e ceno con una pizza discreta. All'imbrunire torno in albergo.

giorno 039 Lunedì 28 gennaio 2013
Il mattino presto vado subito al Manhya Palace e visito la reggia. Vicino c'è la residenza del re Ashanti, rientrato dall’esilio degli inglesi che lo avevano portato e imprigionato alle Seychelles. C’e’ anche la spada di Okomfo Anokye conservata in un museo all’interno di un ospedale, proprio vicino all’obitorio. La spada e’ conficcata da oltre tre secoli nel punto dove scese dal cielo lo sgabello d’oro del re Ashanti e se qualcuno la estrae l’intero regno crollerebbe. Lo sgabello d'oro è il simbolo del potere. Il regno Ashanti nel periodo coloniale forniva gli schiavi dell'etnia ga e altre della zona ai coloni e aveva mantenuto così la sua autonomia. Quando si ribellò agli inglesi furono attaccati e sconfitti e gli nvasore portarono via lo sgabello d'oro, ma  nel frattempo gli ashanti lo avevano sostituito con una copia.
Vado anche all'ospedale, dove nei pressi dell'obitorio c'è una piccola cappella con la spada conficcata nel terreno, che non è mai stata estratta da trecento anni.

giorno 040 Martedì 29 gennaio 2013
Parto verso le 10 del mattino. Qualche decina di chilometri e mi fermo a Namkra dove c'è una bella abitazione ashanti scampata alla distruzione attuata dall'arrivo degli inglesi. La strada è interrotta da numerosi lavori in corso ed arrivo al Nkrumah Circle, nodo stradale al centro della capitale Accra. Un breve giro nella città capotica e vado subito verso le spiagge. Qualche chilometro prima di Winona devio su una strada verso il mare. Arrivo a Gomoa Fetteh, uan delle migliori località balneari del Ghana. C'è una bella spiaggia ed alcuni alberghi lussuosi, comw il Till's No 1, gestito da tedeschi e c'è anche il White Sands Beach Club il miglior resort a cinque stelel dello Stato. Vicino all'ingresso del villaggio trovo un villino in stile tudor. Un bel cottage con quadroni bianchi e legno nero ai bordi. Mi assegnano una stanza enorme con servizi funzionanti, un lettone stupendo e una vetrata con vista ... sul residence molto esclusivo. Hanno due o tre camere e non ci sono clienti, contratto un prezzo stracciato.
Ho aria condizionata, luce (garantita da un generatore di corrente), acqua  corrente e la colazione in camera. La colazione la porta una stupenda giovane del Togo, Sabine. E' la compagna del padrone o il tizio che abita in questa dimora. Gira per casa poco vestita e già lei è una buona scusa per fermarmi.

giorno 041 Mercoeldì 30 gennaio 2013
Giornata di riposo a godermi la spiaggia, che si trova su una penisola davanti al resort. Il bagno in mare è un po' rischioso. Un'onda costante arriva dal mare con una forte risacca e il fondo scende quasi subito. Faccio un giro a Senya Bereku, circa una decina di chilometri, dove c'è il Fort Good Hope. E' su uno sperone roccioso con vista su una spiaggia corollata da palme del 1702. Era usato per il commercio degli schiavi e ci sono numerose camere, lo standard è decisamente autentico, molto spartano ...  in pratica nelle camere mancano solo le catene dove erano legati gli schiavi, il resto non è cambiato di molto. La sera vorrei cenare nel resort ma i costi sono proibitivi superiori anche allo standard europeo.

giorno 042 Giovedì 31 gennaio 2013
Giornata tranquilla tra spiaggia e camera. Lungo la spiaggia ci sono molti pescatori che in lunghe file indiane tirano a secco le reti e pescano a strascico. Il pesce pescato è abbondante ed è la risorsa principale per utto il paese.

giorno 043 Venerdì 01 febbraio 2013
Parto da Gomoa Fetteh e torno verso la capitale. E' in arrivo un mio amico dall'Italia e devo trovare una soluzione più vicina all'aeroporto. Non sono bravo a guidare la moto e, comunque noin è adatta a portare me e un passeggero e devo percorrere meno strada possibile in due. Arrivo a Kosoa e, poco prima di un casello stradale, devio e vado lungo un tratto di pista a Kokrobite. Qui in Ghana le starde principali sono a pedaggio ma lo scooter è gratis. Il villaggio è considerato la spiaggia della capitale e ci sono alcuni alberghi e resort per i turisti, che lavorano e vivono ad Accra. Una breve ricerca e mi fermo allo Sobamba Costal Resort, quattro camere in totale, gestito da un piemontese. Mi assegna la camera nr 1 e cucina un ottimo piatto di spahghetti al dente. Il gestore è assieme ad una bella signora alta e sinuosa di circa quaranta anni, che lavora presso una emittente televisiva nazionale ed è titolare della gestione. Il luogo è un ritrovo per gli italiani della zona e ci sono in prevlenza clienti stranieri. C'è anche una signora triestina, che ha gestito il resort prima del piemontese.

giorno 044 Sabato 02 febbraio 2013
Ho preso la camera per qualche giorno e il mattino faccio un giro fino ad Accra.
La gaffe! Lungo la strada vedo un rettangolo con file di sedie ai lati, ordinate perfettamente e coperte da un’impalcatura per proteggerle dal sole cocente. Una piccola band si alterna con musica registrata e l’audio è a tutto volume. Alcune signore, giovani e meno, ballano e cantano nel centro. La gente seduta ai bordi canta e scandisce il tempo battendo le mani. Mi fermo! Tutti mi sorridono compiaciuti e anch’io mi unisco e inizio battere le mani. Un signore anziano, vestito con l’abito tradizionale ashanti, una tunica che lascia scoperta una spalla, simile alle toghe usate dai romani ai tempi di Cesare ma di colore nero, dopo qualche minuto si avvicina. … m’informa amabilmente che è una cerimonia funebre. Lascio la cerimonia funebre e proseguo.
Accra e’ la capitale della repubblica del Ghana, oltre 2 milioni di abitanti. E’ simile a Kumasi più grande e senza nessuna storia alle spalle e quindi ancora meno interessante. Un ammasso di casupole e un piccolo centro finanziario, dove anche le banche hanno i muri screpolati e sembrano poter cadere da un momento all’altro. Le uniche cose piacevoli sono il teatro nazionale, la piazza enorme con il milite ignoto del Nationalism Park e alcuni altri edifici moderni.
Questa area comprende anche lo stadio, un arco e il luogo, con una serie di tribune, dove ci sono i vari eventi e le manifestazioni nazionali. E' un piazza deserta e silenziosa, una rarità, forse un luogo unico, da queste parti. Trovo uno sportello bancario dove prelevo e giro un po' per la zona, e prima dell'imbrunire torno a Kokrobite.

giorno 045 Domenica 03 febbraio 2013
E' un solleivo ritrovare la cucina italiana. Cosa si mangia da queste parti? Le pietanze sono di solito piccanti ma non molto e sono mangiabili. Ci sono alcune cose che non mancano mai nelle cucine lungo le strade. Il kenkey, un impasto di mais fermentato, simile a una polenta meno saporita, con il quale si raccoglie il cibo e si fanno dei bocconi.  Lo iam, credo che sia in italiano un igname, simile a un tubero enorme che sostituisce la patata, il colore è quasi bianco e il gusto simile. Questi vanno uniti a peperonate di verdure con cipolle, peperoni e fagioli abbastanza buone. Riso e zuppe di verdure o di arachidi. Stufati di fagioli rossi assieme a pesce di fiume, carni di capra, manzo e un roditore chiamato grasscutter, che può essere considerato qualcosa di simile al coniglio o … meglio a una nutria.Il pane è buono sembra una grossa frittella dolce e soffice. Lo si trova di vari tipi anche meno dolce e le baguette.
Rimango nel rssort tutto il giorno e alla sera vado al resort Big Mill's, in pratica, un villaggio dove c'è anche uno spettacolo di musica e danza. Torno per la
spiaggia, meno di duecento metri dal mio resort.

giorno 046 Lunedì 04 febbraio 2013
C'è un giovane cliente libanese, che segue la distribuzione di una bibita multinazionale nel Ghana e assieme compriamo delle piccole aragoste dai pescatori, costano pochi centesimi di euro. Il pranzo è arricchito da alcuni piccoli barracudi, che l'italiano cucina ai ferri. Non è male la vita in questo modo, ma il Sobamba ha anche qualche inconveniente. Il gestore è squattrinato e sono necessari continui acconti e addrittura anticipi per pagare pasta o altro. L acorrente sarebbe assicurata da un generatore ma funziona a singhiozzo e rimaniamo spesso al buio ... gran via vai di candele. L'acqua è assicurata da una cisterna interrata, ma l'approviggionamento è gestito da un sistema magioso e non sempre riesce o ha i soldi per pagare l'autobotte, che porta l'acqua.

giorno 047 Martedì 05 febbraio 2013
Il mattino presto parto e vado verso Accra e imbocco la motorway George Bush, che ha preso il nome da chi gliela ha regalata. Arrivo facilmente in aeroporto e nelle prime ore del pomeriggio, con due ore di ritardo, arrivo il mio amico. Ha già ricevuto un trattamento stile Africa e lo hanno costretto a pagare anche il volo di ritorno, benchè  la data del rientro non è definita nè nel periodo nè dal luogo. Andiamo assieme a Kokrobite dove gli è assegnata una'altra camera. Le stanze hanno tutte un letto alla francese e sono poco adatte a dormire assieme se non si è una coppia.

giorno 048 Mercoledì 06 febbraio 2013
Giornata di ambientamento e sosta nel villaggio. Io sto cercando di vendere la moto, che ho constatato sia molto difficile e pericoloso usare in due. C'è un negoziante di bibite nel qauertiere Jhonson che cerca degli aquirenti. Io ho conosciuto anche un poliziotto in frontiera che è interessato e lo contatto ma è difficile capirsi perchè parla un pessimo inglese e comunque è a un migliaio di chilometri di distanza. Sembra ci sia un grande interesse ma pochi hanno i soldi per pagarla.

giorno 049 Giovedì 07 febbraio 2013
Nuova giornata al resort a non fare nulla.

giorno 050 Venerdì 08 febbraio 2013
Giornata tranquilla. Nel pomeriggio andiamo in un internet point e poi nel resort Big Mill's dove c'è un piccolo spettacolo di suoni e danze con dei percussionisti. Quando torniamo nel nostro resort è sdera inoltrata. Nell'ultimo tratto, circa duecento metri il buio è totale. Arrivano tre giovani sui ventanni silenziosi sembrano comparire dal nulla e ci attaccano. Uno prende la mia borsa e io tiro dall'altra parte, cado e poi, aiutato da un'altro si strappa, mentre il terrzo giovane fronteggia il mio compagno e a nulla valgono le sue grida di soccorso. Fuggono con la mia borsa e a nulla serve inseguirli, sono molto più veloci di noi, e attraversano un cortile, dove c'è un'intera famigliola, che li vede passare. Una signora dice di conoscerli ma è subito zittita dal capo famiglia, che ci invita ad andarcene dalla sua proprietà. Andiamo alla postazione di poliza lontana non più di 500 metri e facciamo la denuncia a un tranquillo poliziotto, Emanuel, che poi ci riporta al nostro resort. La notizia è già diffusa con il gestore italiano torniamo sul luogo dell'agguato, arriva anche Johnson che chiama un suo amico poliziotto Stanley (in investigatore), che inizia subito la ricerca dei ladri.
Il bottino è ingente, inoltre a una cospicua somma in denaro contanti, che mi ero portato consapevole dei problemi che avrei avuto a prelevare con la master Card, portano via anche il netbook, che ha un valore quasi nulla perché ha la scheda video rotta, ma mi serrve per comuinicare a casa con skype, un teleobiettivo della macchina fotografica e i documenti: passaporto, trittico della moto e varie...
Leggo in ritardo l'avviso della guida su Kokrobite. E’ considerata la spiaggia di Accra, che dista meno di venti chilometri. Non amo generalizzare ma credo che questo si possa identificare come il Paese dei Ladri. Qualche migliaio di abitanti tra la strada principale e la spiaggia, dove si trovano i resort gestiti in prevalenza da europei. Il transito dei bianchi (oboni) e dei turisti tra le casupole di fango non è ben visto e quando ci siamo inoltrati un giorno, ci hanno invitato ad uscire e raggiungere la strada principale, l'unica del centro. La comunità è formata da gente di etnia Ga, la seconda per importanza del Ghana, che ha vissuto una storia di continua sottomissione. La potente etnia degli ashanti li avevano sottomessi e li vendevano come schiavi ai bianchi. La schiavitù è finita ma ancora adesso gli autorevoli ashanti gestiscono il potere nello stato. Qui gli indigeni sono tutti imparentati tra loro. Vivono di pesca e, non avendo nessun ritorno economico dai turisti e villeggianti, che arrivano da Accra o qualche straniero che arriva qui per caso come noi, rubano. La sera è indispensabile la scorta per uscire dai resort e chi arriva si fa portare direttamente con il taxi fino all’ingresso degli alloggi. Il giorno è meglio non allontanarsi troppo dai lodge, che sembrano, almeno per il momento, luoghi sicuri. Il gestore del resort ci racconta che non c’è turista o straniero che non sia stato vittima di furti. Telefoni tolti dalle mani di persone, mentre telefonano, da ragazzi che passano in velocità. Bagnanti, che allontanatisi di oltre duecento metri dalla zona dei resort, sono affrontati da giovani armati di pugnali e depredati anche di pochi spiccioli. Un giorno, verso sera, hanno derubato del telefonino una ragazza di colore in spiaggia e dagli urli forse hanno fatto anche qualcos’altro, ma nessuno ha avuto il coraggio di uscire ed intervenire.
... e la polizia? C’e’ un posto di polizia a poche centinaia di metri, i poliziotti non rubano (forse?), ma chiedono un compenso ‘volontario’ per iniziare le indagini del furto e un contributo, sempre ‘volontario’, per compilare la denuncia con l’elenco dei beni rubati.

giorno 051 Sabato 09 febbraio 2013
Ci avvertono, che sono state gettate delle carte nei pressi del furto e ritrovo il trittico della moto e alcuni altri documenti di minore importanza, ma non il passaporto. Andiamo ala polizia per completare la denuncia. Qualche difficoltà per trovare qualcuno che scriva (serve un piccolo incentivo 'volontario') e dobbiamo comunque tornare l'indomani in quanto il comandante del posto è andato via e si è portato appresso il timbro del centro di polizia. Nel pomeriggio arriva anche Stanley, l'investigatore amico di Johnson, ci informa di avere iniziato le ricerche e ci tranquillizza ... avrebbe catturato i ladri in pochi giorni, nel frattempo ... è gradito un piccolo extra, sempre 'volontario' per proseguire le indagini.

giorno 052 Domenica 10 febbraio 2013
Rimaniamo tutto il giorno nel resort, adesso abbiamo quasi paura ad uscire. Una breve passeggiata per il centro conferma che tutti sanno dell'accaduto, anche i bimbi non ci chiedono l'elemosina e li sento commentare ... questi non hanno più soldi. Pranzo con aragoste assieme al libanese, che mi fa avere un paio di contatti per la moto, ma ancora senza risultato positivo.

giorno 053 Lunedì 11 febbraio 2013
Il mattino andiamo con la compagna dell'italiano alla polizia e riusciamo a farci timbrare la denuncia e poi ad accra all'ambasciata italiana e l'ufficio consolare. Troviamo un simpatico carabiniere e poco dopo l'addetta della segreteria del consolato, che ci fa compilare vari formulari e ci assicura che il nuovo passaporto può essere redatto anche in un paio di giorni, ma è necessaria la risposta via mail dalla questura di Vicenza che lo ha rilasciato.

giorno 054 Martedì 12 febbraio 2013
Grazie all'interessamento di I., compagna dell'italiano, arriva anche un investigatore della capitale. Vado alla postazione locale, dove tutti scattano sull'attenti davanti a questa persona e restano immobili ... come lo sono anche le indagini. Io conosco, grazie alle voci di paese, che il capo dei ladruncoli si chiama Kità e si è rifugiato in un paese vicino, dove ha una compagna e un bimbo appena nato. La polizia non si muove e nessuno va a cercarlo. Anche l'intervento dell'investigatore della capitale non serve a spronare i gendarmi del luogo.
Nel pomeriggio andiamo con l'italiano a cenare in un locale in una località vicina Bojo, dove ci offre la cena ... dopo che gli anticipo i soldi della camera.
Siamo in un situazione paradossale, credo possa considerarsi simile agli arresti domiciliari. Ho alcuni incontri e telefonate per lo scooter, ma nessuno arriva con i soldi 'in bocca'. Il paese non ha più nienet da offrire e rimaniamo ad oziare nel resort.

giorno 055 Mercoledì 13 febbraio 2013
Nuova giornata senza far nulla.

giorno 056 Giovedì 14 febbraio 2013
Siamo stanchi della situazione stagnante di kokrobite. Stanley, il poliziotto migliore della zona, è andato a bere una birra da Johnson e mi fa comunicare, che avrei dovuto pagarla io. Gli faccio rispondere in veneto: dighe che el vaga in mo**.   Hanno capito benissimo. E' incredibile! Il veneto è diventato una lingua internazionale?! Lascio lo scooter all'italiano e andiamo ad Accra. Ci accompagna I. e cerchiamo una sistemazione in un albergo della capitale. Troviamo una camera con due letti al Pink Hostal ***, 5th Crescent, Asylum Down, Po box 9732 Accra (telefono booking dall'Italia 02 91483481/2). E' una categoria migliore stanze con aria condizionata, luce e acqua (quasi sempre), ristorante, sala wifi. Nelel vicinanze ci sono altri localini e anche all'imbrunire c'è un po' d'illumnazione e con prudenza si può uscire, si respira un po' di libertà. Ida ci fà da cicerone e comunque sempre a nostre spese.

giorno 057 Venerdì 15 febbraio 2013
Il mattino andiamo all'ambasciata, dove è arrivata la risposta dalla Questura di Vicenza, e in poco tempo mi rilasciano un nuovo passaporto. La burocrazia non è finita e andiamo all'Immigration Office, dove mi devo far rilasciare un nuovo visto per il Ghana. Trovo una simpatica addeta Gift, che cerca di sveltire la pratica ma, senza fortuna, e devo aspettare il minimo previsto di quattro giorni.

giorno 058 Sabato 16 febbraio 2013
Lasciamo i bagagli in camera e facciamo un'escursione, a una ventina di chilometri dalla capitale, per visitare il giardino botanico di Aburi. Tro tro e bus e, oltre un'dora dopo, entriamo nel parco su alcune alture, che gli inglesi avevano adottato per godere un clima leggermente più fresco rispetto la capitale. I giardini sono belli e ricordano un passato glorioso perché ora sono decisamente in uno stato di degrado e di scarsa manutenzione. Nel pomeriggio rientriamo in albergo. La sera siamo attratti da un coro ghospel che si sente nelle vicinanze. Entriamo in un capannone vicino e ci troviamo in una chiesa di una setta protestante con sede a Niagara City negli Usa. Siano accolti con benevoelnza e invitati alla cerimonia religiosa dell'indomani.


giorno 059 Domenica 17 febbraio 2013
Il mattino andiamo alal cerimonia religiosa. La funzione è noiosa e la predica mi sembra molto ripetitiva. C'è un giovane arcivescovo, che ci invita a bere una bibita assieme. E' l'unica variante della giornata.

giorno 060 Lunedì 18 febbraio 2013
Giornata fotocopia di ieri. Unica variante nel pomeriggio è Ida, che viene a trovarci.

giorno 061 Martedì 19 febbraio 2013
Il mattino andiamo all'ufficio immigrazione, ma il visto lo posso ritirare solo nel pomeriggio. Vorremmo lasciare Accra ma è troppo tardi e torniamo nello stesso albergo per un'altra notte.

giorno 062 Mercoledì 20 febbraio 2013
Il mattino presto siamo in movimento. Un tro trò fino alla stazione degli autobus di Kaneshie e partiamo subito su di un mini bus. Il mezzo rispetta il numero abilitato dei passeggeri e siamo abbastanza comodi. Circa 4 ore e arriviamo a Cape Coast, località d ovest della capitale sulla costa e antica capitale della Sierra de oro, nome del Ghana, durante la colonizzazione. Scegliamo l'Hans Cottage Botel, in Kakum National Road, Po box 1240 Cape Coast tel +233 332191456, email: info@hansbotelghana.com, un resort molto bello, formato da bungalows e camere attorno ad un laghetto artificiale, dove hanno introdotto alcuni coccodrilli che attirano molti turisti locali.

giorno 063 Giovedì 21 febbraio 2013
Sveglia nelle prime ore del giorno. Colazione compresa nel costo della stanza. Un taxi, che abbiamo prenotato ieri, andiamo al Kakum National Park. E' una foresta tropicale di 357 kmq di vegetazione in gran parte impenetrabile. Sono presenti numerosi uccelli, elefanti, antilopi duiker e bongo, colobi - scimmie dalla cosa lunga, così recita la guida ... noi non ne vediamo nessuno. Qualche indigeno sottovoce ci informa che tutti gli animali di una certa taglia sono stati sistematicanente uccisi e mangiati dalla popolazione stessa. L'attrattiva principale è il Canopy Trail, una passeggiata di circa 400 metri su ponti tibetani all'altezza delle cime degli alberi con una vista molto suggestiva sulla giungla sottostante.

Torniamo indietro con il taxi che ci ha aspettato e facciamo un'altra sosta al Monkey Forest Resort, un mini zoo gestito da olandesi, che raccolgono animali feriti o baby orfani e li sostengono fino a quando sono guariti o autosufficienti e li possono reinserire nella foresta.


giorno 064 Venerdì 22 febbraio 2013
Nuova escursione fino a Elmina. Stretta penisola rocciosa che si allunga sul mare con il castello di st George's del 1482, il piu’ antico della zona e più spettacolare. Una baia riparata naturale, adatta all'approdo dei velieri. Voluto dai portoghesi poi olandesi e inglesi. Assieme a Fort st Jago, su un'altura a poche centinaia di metri, che assieme costituivano una difesa quasi invalicabile dai pirati o dai velieri di altre nazioni.

Visitiamo il forte castello e saliamo anche la collinetta con Forte st Jago, che permette una bella veduta su tutta la zona e il porto. Qualche tempo e, sempre con il taxista, che abbiamo preso a nolo per tutto il giorno, andiamo a Cape Coast. con il suo imponente castello del 1637. Costruito dagli olandesi passò agli svedesi, poi ai portoghesi e infine agli inglesi. L'importanza per oltre due secoli è dovuta al commercio delle merci dell'interno: oro,diamanti, cacao (il Ghana è tra i primi produttori mondiali) e sopratutti la tratta degli schiavi. Il castello di Carolusberg su un sperone roccioso sul mare è incluso come altri castelli di questo tratto di costa tra i luoghi da preservare dell'Unesco. Qualche altro tempo in giro per il castello e verso sera torniamo al resort.


Cena nel ristorante con un gruppo musicale, che suona brani internazionali. C'è un folto gruppo ospite dell'hans Cottage Botel di volontarie americane e credo che la struttura sia legata in qualche modo a qualche governativo perché ci sono anche spesso scolaresche in visita.

giorno 065 Sabato 23 febbraio 2013
Giornata di assoluto riposo nel resort.

giorno 066 Domenica 24 febbraio 2013
Replica della giornata precedente. La sera trasmettono in tv la partita Inter - Milan 1 - 1 in diretta.

giorno 067 Lunedì 25 febbraio 2013
Lasciamo l'Hans Cottage Botel e con un mini bus andiamo lungo la costa ancora verso ovest. I mezzi sono vecchi ma funzionano bene e gli autisti sono tutti amanti dell'accelleratore a tavoletta. Non esiste un mezzo diretto e dobbiamo cambiare a Takoradi, dove cambiamo e ripartiamo subito con un tro tro fino a Agona Junction e quindi con un taxi collettivo arriviamo a Busua. E' il centro balneare più frequentato del Ghana. Cerchiamo un alloggio per la notte, evitiamo l'esclusivo Busua Beach Resort, troppo caro per le nostre tasche, la stessa sorte all'African Rainbow Resort, che costa meno ma sempre troppo per noi e scegliamo l'Alaska Beach Club. Il nome è inusuale per il posto. Sono bungalow spartani senza servizi in camera che si affacciano direttamente sulla spiaggia. Il tratto di costa è bello con sabbia sottile sulla foce di un piccolo fiume. C'è sempre l'onda costante, che rende pericoloso immergersi, ma permette agli appassionati di praticare il surf. Ci sono assegnati due buyngalows spogli con i servizi in comune entrambi con ventole alimentate da generatori elettronici.
La sera ceniamo in un locale vicino, ci sono numerosi lungo la spiaggia, che ci dicono sia sicura. Manca la luce e mangiamo alla luce delle candele ... romantico? Io preferirei vedere cosa mangio.  

giorno 068 Martedì 26 febbraio 2013
Facciamo colazione in un locale nei pressi di una scuola e rimaniamo qualche momento ad osservare gli alunni, che si esercitavano a marciare compatti in stile militare. Qualche ragazzo aveva anche dei finti fucili. Vorremmo raggiungere una località vicina Dixcove. Questa volta, prima di muovermi dal paese, leggo la guida, che segnala come pericoloso e luogo di possibili agguati, una stradina di circa 600 metri, che supera un piccolo dosso e unisce i due centri. Il taxista lo conferma e già ... ci deruba lui per la corsa.
A Dixcove c'è un promontorio roccioso con il castello Metal cross, nome dato dal marchio metallico usato per marcare gli schiavi. Il giovane che ci fa da cicerone e custodisce il maniero è volenteroso e mi ripara anche un sandalo, che ho comprato una decina di giorni prima, e già si è rotto. Nel pomeriggio siamo di ritorno all'Alaska Beach Club.

giorno 069 Mercoledì 27 febbraio 2013
Giornata di sosta nel resort che ha una bella zona alberata a ridosso della spiaggia.

giorno 070 Giovedì 28 febbraio 2013
Colazione e torniamo a Kokrobite al Sobamba Coast Resort. Ho ceduto lo scooter all'italiano e sembra mi possa dare un anticipo di denaro. Percorriamo tutta la strada al contrario e nel pomeriggio siamo ancora nel resort . Un piccolo acconto e scaliamo dal mio credito la notte e la cene di questo giorno.

giorno 071 Venerdì 01 marzo 2103
Non abbiamo nessuna intenzione di fermarci a kokrobite e quando ci svegliamo partiamo e torniamo al Pink Hostal di Accra, dove ci assegnano la stessa stanza dei giorni precedenti.

giorno 072 Sabato 02 marzo 2103
Il mattino partiamo diretti verso nord. Un tro tro e un bus e dopo quattro ore arriviamo a Kumasi. Vorrei tornare all'Hotel Numrom, dove mi son fermato, arrivando con lo scooter, ma è al completo. Trovo una camera all'hotel Swaggar, vicino all'altro ma con un unico letto e ci dobbiamo dividere. Una passeggiata di un paio di chilometri e troviamo una sistemazione all'hotel Ducor Palace in western by-pass (laterale sunyani road) tel +233 322025576, piacevole e anche economico. Cerco di annullare la stanza nell'albergo precedente ma senza fortuna. Quando torno in albergo evito per poco un violento acquazzone.

giorno 073 Domenica 03 marzo 2013
Al mattino cambio e raggiungo l'altro albergo. Faccio il giro assieme al mio amico per vedere i siti turistici della città. Andiamo anche nel National Cultural Centre e allo zoo, dove ci sono degli animali in gabbie anguste e sporche.

giorno 074 Lunedì 04 marzo 2013
Verso le 11, dopo la colazione compresa nel costo dell'albergo, torniamo al Manhya Palace, dove speriamo di poter incontrare il re degli Ashanti Osei II Tutu, al quale vorremmo chiedewre un paio di ciabatte o scarpe vecchie per un museo / mostra, che c'è vicino al mio paese in Italia. Troviamo la zona in fibrillazione per una cerimonia funebre e ci sono gran parte dei funzionari del regno, pronti per una sfilata reale. Il servizio di sicurezza attorno il palazzo è ferreo e con qualche insistenza risuciamo accedere e parlare con la signora Monika, segretaria del capo di gabinetto. La richiesta di avere delle scarpe o ciabatte deve essere accompagnata da una domanda con carta intestata del museo e poi verrà sottoposta all'autorizzazione del re. Usciamo e seguiamo il corteo del re, che si snoda verso il cimitero.

Solo qualche centinaia di metri, poi lasciamo il corteo. Ci sono pareri discordanti tra le persone che partecipano alla sfilata, qualcuno lo permette, anzi apprezzano di essere fotografati, altri non vogliono e ci chiedono di allontanarci. Andiamo pranzare nel centro commerciale e da lì telefono a Mohamed, uno della coppia ghanese, che avevo incrociato per strada e che sapevo risiedere a Kumasi. Qualche minuto e arriva, ancora con la sua Seat Toledo, che non è riuscito vendere e ... c'è anche Victor. Il catalano è in una situazione 'imbarazzante', ha un accordo con la giovane coppia, che dovrebbe pagargli il biglietto aereo di ritorno in Spagna. Sono senza soldi, come sempre, e fino a quando non vendono la vettura non possono comprare il volo.Traspare un po' di stanchezza in Victor e velata apprensione. Lui è paziente, anche perchè non ha alternative, magro e asciutto ora è trasparente, ma sembra in buona salute. Passa il tempo assieme a questa coppia tutti i giorni a 'non far niente' tra una birra e l'altra. Nell'attesa si è trovato anche una 'morosa' e aspetta ... aspetta ... aspetta! ... noi domani proseguiamo e lui? Un paio di birre artigianali, chiamate la bianca, che io non apprezzo, sono un po' rancide e calde. ... ovvio dei soldi che avanzo da Victor ... manco l'ombra.

giorno 075 Martedì 05 marzo 2013
E' piovuto durante la notte e ci svegliamo in una bella mattinata fresca. Partiamo e stiamo per prendere un taxi, quando uno degli addetti dell'albergo, ci invita a seguirlo e ci guida alla stazione degli autobus, che dista solo qualche centinaio di metri. E' un bel pullman confortevole e partiamo subito. Circa tre ore e come gli ho chiesto l'autista ci fa scendere nel villaggio di Assin Manso. La guida segnala un bivio per l'entrata nord del Kuman National Park ma alcuni indigeni ci informano che non è percorribile e dobbiamo andare nel paese successivo. La strada è poco frequentata, qualche momento più del soltio e troviamo un taxi fino a Nyamkomasi. E' quasi una cittadina e ci sono anche alcuni alberghi. Scegliamo l'hotel Royal, pulito, piacevole e soprattutto economico. Un centinaio di metri e ceniamo nel ristorante collegato all'Hotel O'Right. Ha la cucina tipica locale e mangiamo il kemkey o banku, impasto di mais fermentato e acidulo con una salsa (okro) buona ma piccante.

giorno 076 Mercoledì 06 marzo 2013
Facciamo colazione all'O'Right e poi contrattiamo un taxi per raggiungere Mesomagor, dove c'è un uingresso del parco. Troviamo un taxista, che ci pratica un buon prezzo, o almeno credo, perché fa questo lavoro per arrotondare i compenso che ha perché gioca in una sqaudra di calcio locale. La strada parte asfaltata ma si restringe sempre di più, peggiora e diventa poco più di un sentiero. Quasi due ore per percorrere, i circa 40 km, fino alla fine della strada a Mesomagor. Sono rari i turisti che si spingono in questa parte del parco, dove noi speriamo di potere vedere qualche animale. Il nostro arrivo crea un po' di scompiglio ma poco dopo arriva un indigeno, che indossa la casacca delle guardie forestali con un fucile a tracolla, una guida e un'altro addetto. Ci segue anche il taxista e in pratica in corteo ci addentriamo nella foresta per una caminata.  E' un  percorso accidentato, il sentiero è seganto ma poco frequentato e dobbiamo superare tronchi e arbusti, che con il macete la guida taglia per passare. Animali non si vedono e sembra che anche qui non ci siano. Circa tre ore e desistiamo e torniamo al villaggio. La passeggiata è piacevole ma il caldo è tremendo, goccioliamo dal sudore anche quando siamo fermi. Siamo prede 'saporite' di moscerini e insetti fastidiosi, desistiamo e torniamo indietro. Torniamo a Nyamkomasi. Cena nello stesso ristorante con fufu = (manioca) simile alla nostra polenta insapore e una zuppa con peperoni e pomodori piccante.

giorno 077 Giovedì 07 marzo 2013
Colazione e questa volta il gestore ci fa trovare, oltre alle uova strapazzate, pane e caffelatte. Lasciamo l'albergo e torniamo a Cape Coast nel resort di Hans Cottage Botel. La batosta economica del furto per me è stata importante e abbiamo deciso di fermarci una decina di giorni in questo luogo. E' recintato, sicuro, stiamo e si mangia bene e ... soprattutto spendiamo poco. La sera ceniamo con riso jollof = una specie di paella africana.

giorno 078 Venerdì 08 marzo 2013
Giornata di assoluto riposo. Il resort ha anche una sala per connettersi a internet e una pscina. Serata con musica.

giorno 079 Sabato 09 marzo 2013  Nuova giornata di assoluto riposo.
giorno 080 Domenica 10 marzo 2013 Altra giornata di assoluto riposo.
giorno 081 Lunedì 11 marzo 2013 Altra giornata di assoluto riposo.
giorno 082 Martedì 12 marzo 2013
E' faticoso anche non far nulla e in mattinata andiamo a cape Coast. Un giro per la città e lungo la strada metto giù un piede male su una buca dell'asfalto e mi slogo un piede. E' più grave e doloroso del solito, e si gonfia subito come un pallone. Non oso togliere la scarpa e nel primo pomeriggio torniamo nel residence.

giorno 083 Mercoledì 13 marzo 2013
Giornata di assoluto riposo, dall'Italia arriva la notizia del nuovo papa Francesco I.

giorno 084 Giovedì 14 marzo 2013 Altra giornata a non far nulla con il piedone  immobile e in ammollo nella piscina.
giorno 085 Venerdì 15 marzo 2013 Giornata fotocopia di ieri.
giorno 086 Sabato 16 marzo 2013 Nuova giornata di riposo e la notizia da Kokrobite, che hanno catturato uno dei tre che ci hanno derubato. Il gruppo capitanato da Kita ha teso un agguato a un poliziotto e allora la gendarmeria si è mossa. Sono scesi nel villaggio e con le buone o cattive maniere (molto più probabili),  qualche livido per strane cadute accidentali  e sono usciti i nomi dei tre malviventi, anzi cinque perchè si erano aggiunti altri due alla banda. Due furfanti sono stati catturati subito, mentre il terzo kita - il capo, è riuscito a far perdere le proprie tracce ... sarà già in fuga verso qualche Paese europeo, magari l'Italia? Il caso è passato al comando di polizia di Old barrier, grosso sobborgo di Accra, sulla strada per kokrobite e mi vogliono vedere.

giorno 087 Domenica 17 marzo 2013 Nuovo giorno di riposo e oggi non funziona nemmeno la connessone con internet.

giorno 088 Lunedì 18 marzo 2013
Alle prime ore del mattino lasciamo il resort e ripercorriamo la strada fatta all'andata e nel pomeriggio siamo a kokrobite. Il piemontese ha litigato con la sua compagna e ha dovuto andarsene per qualche giorno, sembra un'usanza che si ripete qualche volta. Ci accoglie Ida e andiamo cenaer al Big Mill's.
Il nostro arrivo non passa inosservato, ci salutano tutti. La televisione nazionale ha parlato del nostro caso al telegiornale e siamo quasi famosi. Arrivano Johnson e Stanley (l'investigatore), che gradirebbe una mancia extra per avere catturato due ladri ... la mia risposta è simile alla precedente, sempre in veneto può andare in m .... Un compenso posso darlo solo quando mi ritornerà un po' dei soldi che mi hanno derubato. L'indiscrezione del poliziotto è che uno dei ladruncoli l'hanno trovato con il denaro, che da bravo figliolo ha portato in famiglia e ... stavano risistemando la capanna. Arriva anche il comandante della polizia locale che vuole conferma per andare domani al suo comando di Old Barrier ad Accra.
Scaliamo anche questa notte dal mio credito per aver ceduto lo scooter.

giorno 089 Martedì 19 marzo 2013
Assieme a Ida andiamo alla polizia e poi tutti quattro con un taxi, che pago io, in quanto la polizia non ha nemmeno i soldi per la benzina, andiamo al suo comando superiore. Rifaccio la denuncia e chiedo della refurtiva ma dei soldi non è rimasta più traccia. Forse hanno ritrovato il mio netbook ma anche questo, nonostante sia rotto e il valore basso è sparito. Lascio comunque i miei dati e delego l'ambasciata e / o il piemontese a riscuotere eventuali soldi che possono requisire ai ladri. Ho il visto ormai in scadenza, Ida ci accompagna alla stazione degli utobus e noi partiamo verso est e il confine con il Togo. Una serie di tro trò, taxi collettivi e mini bus, raggiungiamo Tema, Ada Kasseh e Ada Foah, dove un ragazzo ci porta con la sua barca sulla penisola di Maranatha sulla foce del fiume Volta, dove ci lascia al resort.

Il luogo è molto bello con una lunga spiaggia contornata da palme. L'alloggio è ai limiti  di adattabilità. Ci assegnano un bungalow con due brande nella spiaggia, che è dovunque. La luce funziona solo qualche momento, non c'è acqua e se si vuole mangiare bisogna prenotare qualche ora prima, idem se si chiede una bottiglia di acqua o una bibita. La spiaggia è molto bella ma verso il mare permane l'onda, mentre l'interno l'acqua è leggermente stagnante e la guida sconsiglia di bagnarsi in quanto c'è pericolo di contrarre la bilarzosi.

giorno 090 Mercoledì 20 marzo 2013
Il costo è molto basso e ci fermiamo un'altra notte. Una passeggiata fino alla vicina borgata e qualche chiacchiera con le altre ospiti del resort. Una zia e tra ragazze canadesi, che sono venute in Ghana per uno stage di volontariato.

giorno 091 Giovedì 21 marzo 2013
Una falsa partenza con la barca, che si guasta e rimane alla deriva. L'organizzazione è migliore di quanto pensavo ed arriva subito una barca, che ci preleva e ci porta nel villaggio di Ada Foah. Un mini bus e un nuovo tro tro e arriviamo ad Aflao, dove c'è la frontiera con il Togo. Ho il visto scaduto ma quando fanno vedere lka denuncia del furto non hanno il coraggio di chiedermi ulteriori soldi, anzi supero le formalità senza nessun controllo.
... curiosità! Questo paese è un luogo dove io, come extra large, riscuoto un certo successo con le donne. Le persone grasse sono un sinonimo di benessere e per i locali sono addiritturo e ambito.
Il Ghana è uno stato incredibile. E' considerato uno degli stati africani più progrediti grazie alla stabilità politica degli ultimi anni, ma credo che le fazioni opposte abbiano trovato un'intesa per spartirsi meglio la torta offerta dalle multinazionali. Lo stato è tra i primi produttori di cacao del mondo, ricco d'oro e diamanti e giacimenti di petrolio pronti da sfruttare. Hanno creato un bacino artificiale con un'imponente diga sul Fiume Volta allagando oltre il 15% del territorio ghanese e hanno acqua in abbondanza, che esportano al Togo. Ci sono 4 turbine, che credo siano state fornite dall'Italia e producono l'energia elettrica sufficiente per tutto lo Stato.
Niente di più falso!
Il governo è sotto inchiesta per frodi e brogli elettorali e la presenza della polizia e dell'esercito è forte e inquietante. L'acqua è distributita da un servizio di trasporti con autobotti organizzati da gruppi mafiosi, che servono solo chi paga meglio, e in pratica sono tutti spesso senza acqua. Funziona solo una delle turbine e quindi anche l'energia elettrica è razionata quando c'è.
Chiudiamo il capitolo Ghana nella speranza di non avere gli stessi problemi in Togo.

... il diario prosegue con la terza parte in Togo e in Benin.

Torna ai contenuti | Torna al menu