diario 2 cameroun nord - Renato Capparotto - Mi piace andare in giro

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diario 2 cameroun nord

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Sabato 25 gennaio 2014 - giorno 047
... arrivo con l'autobus da Tibati. Speravo la strada fosse migliore. E' tutta sterrata con passaggi molto sconnessi e durante il periodo delle piogge viene chiusa. Ora la stanno sistemando ... ma intanto. E' strano, che non sia gestita meglio dato che un tratto è l'unica via che collega il nord al sud del Cameroun. Oltre dieci ore per i circa 260 km e sono a N'Gaoundéré. Trovo alloggio presso un auberge squallido, che preferisco non nominare, vicino alla stazione del treno ... è giusto parlare al singolare, dato che c'è un unico treno al giorno, che collega questa città (capolinea) alla capitale. Vado subito nei pressi del palazzo del Lamido o così è chiamato il re o il sultano locale. Il sabato è consuetudine che i dignitari, nobili e persone in vista della città vadano a salutare il lamido. C'è anche il Primo Ministro, che ha dovuto fermarsi in quanto l'aeroporto della città è stato momentaneamente chiuso. E' una festa che si ripete quasi tutti i sabato, ci sono anche molti cavalieri addobbati a festa, che fingono degli attacchi con delle cariche verso il palazzo del lamido. Ci sono tamburi e musicisti, anche delle ballerine con movimenti sinuosi, che credo siano in contrasto con lo spirito islamico di questi luoghi. Ci sono anche la televisione e numerosi aspettatori  


lungo il breve tratto di strada, dove arrivano molti visitatori vestiti a festa e con gli abiti tradizionali. Approfitto e scatto una foto assieme al sovrano. Questi re o sovrani, nonostante il loro potere a livello nazionale sia limitato anche se credo abbiano diritto a un seggio nel governo, hanno una grande importanza e sono molto rispettati, temuti e ascoltati dai loro sudditi.

Domenica 26 gennaio 2014 - giorno 048
Lunedì 27 gennaio 2014 - giorno 049
Martedì 28 gennaio 2014 - giorno 050
Parto e raggiungo Garoua. Questa volta trovo un pullman e riesco a viaggiare un po' più comodo. La strada è asfaltata, a parte qualche grossa buca e si è veloci .... ci sono solo molte fermate e percorro i circa 300 km in otto ore.  Il panorama è ormai cambiato, la foresta pluviale è scomparsa e sono nella tipica savana, erba alta e arbusti con qualche albero. Sono sempre tra colline  e piccole valli e, in pratica, il paesaggio non è mai monotono.

Mercoledì 29 gennaio 2014 - giorno 051
Garoua è simile a tutte le altre cittadine di questo genere, senza nessuna novità. Ha anche un porto fluviale sul fiume Benoué ma, almeno sembra, quasi inattivo. C'è una cosa che mi interessa ed è il Consolato del Tchad. Chiedo (costa circa € 60 euro - un po' salato) e mi rilasciano il visto in giornata. Mi sistemo presso l'Hotel Hiala Village, Bp 1622 Garoua, tel (237) 77515015, discreto nelle vicinanze del porto.

Giovedì 30 gennaio 2014 - giorno 052
Venerdì 31 gennaio 2014 - giorno 053
Sabato 01 febbraio 2014 - giorno 054
Arrivo verso sera con un mini bus, solito viaggio nello stile scatola di sardine, a Maroua. La strada è quasi asfaltata a parte gli  innumerevoli punti dove la sttrada è in fase di ristrutturazione e bisogna fare delle polverose deviazioni. Polvere, polvere, polvere ... entra dappertutto, anche la città di Maroua è invasa dalla polvere, nonostante possa essere una piacevole città con moltissimi viali alberati. Scelgo un albergo, sempre molto scadente e poco dopo arriva un poliziotto. Mi hanno visto all'arrivo e, in pratica, hanno un'ordine dal loro governo di scortare tutti i turisti che arrivano al nord. E' considerata una zona a rischio e probabilmente, come mi era successo al confine tra Mauritania e Mali, devono scortarmi quando esco dalla città e in certe località, vedi Monti Mandara, che sono al confine con la Nigeria, dove sono diretto e anche allo stesso parco nazinale Waza. Non ho alternative e accetto, sembra che la cosa sia gratuita e prometto di avvertirli, quando partirò da Maroua. L'Hotel Coffana, vicino al bld de Djarenga è come gli altri locali a basso prezzo scadenti ma, il gestore mi consegna una camera di quelle buone, funziona anche lo sciacquone, allo stesso costo delle altre. Lo premio e mi fermo una notte in più.  
Domenica 02 febbraio 2014 - giorno 055
Lunedì 03 febbraio 2014 - giorno 056

... ancora cibo! Chi mi conosce personalmente sa che sono interessato. Ci sono altre due cose molto buone da queste parti. Il pollo o spesso la carne è servita con il contorno di peperonata. Io amo la peperonata, questa è anche molto buona ... ma non la digerisco. Ci sono in alcuni bar, che servono dei succhi di frutta naturali, in pratica dei frullati. Io per precauzione faccio togliere il latte ... ma che acqua useranno?

Martedì 04 febbraio 2014 - giorno 057
Un mini bus e arrivo a Mokolo e quindi, dopo aver contattato la B.I.R., Battaglione d'Intervento Rapido, mi sono assegnati due militari armati in assetto da combattimento e con una moto mi scortano fino a Rhumsiki. La strada è malmessa e la mia moto buca anche una gomma. C'è una pronta solidarietà da parte delle altre moto in transito, che da una pezza adesiva per ripararla e poi un motociclista, che va fino in un paese vicino a comprare la camera d'aria di ricambio. Arrivo nel centro turistico di Rhumsiki, che abituato ai turisti ha solo alberghi con camere decenti e ... ovvio anche i costi sono lievitati. Sono tutti vuoti e ottengo un forte sconto. Sono nell'hotel La Tour d'Argent, tel 77401269, all'inizio del paese. Il paeaggio è molto bello ma l'harmattan, il vento proveniente dal nord e carico di sabbia, forma una foschia permanente e attenua i contorni delle torri rocciose che caratterizzano la scenografia dei Monti Mndara. Credo che il periodo miglire sia durante il periodo delle piogge ma le pessime condizioni della strada, che diventa un mare di fango, rende ancora più difficile arrivare fin qui. ... pessima atmosfera per scattare belle foto.
Dovrei essere abituato, quando si ha contatti con i militari è un continuo elemosinare soldi. La scorta, come mi ha garantito il capitano Kwene di Maroua e lo stesso mi è stato confermato dal comandante Ambassa del 1° battaglione della B.I.R. è completamente gratuita ma ... arrivano ad una certa ora per chiedere l'aiuto per pagare il loro pernottamento. Credo che qui non abbiano un vero piè di lista ma è risaputo. che gli alberghi hanno a disposizione per i militari di scorta delle camere, che non pagano.

Mercoledì 05 febbraio 2014 - giorno 058
Un filo di vento spazza la foschia e il risultato delle foto è discreto.

Giovedì 06 febbraio 2014 - giorno 059
Torno a Mokolo, centro importante dei mafa ma poco più di un grosso villaggio. Mi sistemo in un albergo decente, credo sia l'unico della cittadina, Campement Le Flamboyant, Bp 168 Mokolo, e ci rimango alcuni giorni.

Venerdì 07 febbraio 2014 - giorno 060
Sabato 08 febbraio 2014 - giorno 061
Il mattino raggiungo il villaggio di Tourou e in giornata torno a Mokolo. Sono sempre nei pressi del confine nigeriano ma mi evito la scorta e non informo i militari. Credo sia di scarso aiuto se non per farmi notare ancor più e il pericolo in questa area mi sembra sia considerato in modo esagerato. Finalmente un po' di fortuna, la strada è sterrata ma è stata risistemata recentemente ed è quasi priva di buche. Il villaggio, oltre alla zona collinare montuosa molto bella e vari appezzamenti agricoli terrazzate, è conosciuto per l'usanza delle donne a portare un copricapo ricavato dal guscio della zucca.
La ragazza ride per la mancia che le ho dovuto dare per scattare la foto.


Domenica 09 febbraio 2014 - giorno 062
Torno a Moroua l'unica città importante, quasi 300.000 abitanti del nord Cameroun. Vado all'Hotel Caffada, lo stesso di qualche giorno prima, dove ho un'accoglienza calorosa e mi è data la stanza migliore.

Lunedì 10 febbraio 2014 - giorno 063
Martedì 11 febbraio 2014 - giorno 064


Ieri giorno di riposo e oggi vado a visitare Magà, con il suo lago e Pouss con la sua Case Obù, costruita interamente in argilla. Sono un po' egoista ma ormai cerco sempre di ottenere il posto vicino all'autista, c'è solo un'altro passeggero, usando la scusa della mia mole. Viaggio un po' più comodo anche se son solo meno di cento chilometri e la strada alterna tratti asfaltati e non. Arrivo a Magà e, per raggiungere Pouss, dove si trova la case Obù, mi accordo con un moto taxista. Il taxista è giovane e minutino e non conosce bene questo tratto, circa quattordici chilometri oltre Magà, sulle rive del fiume Ciad, che segna il confine con la Repubblica del Ciad. Un giro per la casa particolare disposta a fortino e con abitazioni divise equamente per ogni moglie. L'abitazione risale al 1920 e mi sembra di capire l'abbiano risistemate qualche decennio fa. Il Lago di Magà ha anche alcune famiglie di ippopotami, che però si tengono ben lontani da luoghi troppo abitati e non è facile vederli. Nel tornare a Magà saliamo sull'argine del lago e nell'uscire nel superare un piccolo fossato, la moto s'impenna e mi trovo per terra. Cerco di proteggere la fotocamera, che ho in mano, e poggio con il gomito sinistro, dove mi procuro delle minuscole escoriazioni. Non ci sono altri inconvenienti e torno a Maroua.

Mercoledì 12 febbraio 2014 - giorno 065
Giovedì 13 febbraio 2014 - giorno 066
Vado a visitare il parco nazionale di Waza o ... almeno questa è l'intenzione. Ho avvertito i militari per avere la scorta in quanto credo che avrei potuto trovare dei controlli e senza mi avrebbero creato qualche inconveniente. Come da accordi alle 8 vado alla stazione dei mezzi pubblici e la guardia, questa volta uno solo, mi aspetta dalle 6 e mi aveva cercato in un altro albergo (?). Riusciamo a partire con il solito sistema delle scatole di sardine, qualche chilometro e si rompe qualcosa che blocca il volante. Il bigliettaio al seguito, che è sempre anche il meccanico, riesce a riparare il guasto tra gli applausi dei passeggeri e ripartiamo. Verso Mora si rompe una gomma e ... non c'è quella di scorta. Raggiungiamo fermandoci qualche volta a gonfiare la gomma il villaggio, dove sostituiscono il pneumatico, in pratica quasi 6 ore per centoventi chilometri. Giusto il tempo o quasi per tornare indietro. Qualche centinaio di metri dalla strada e raggiungiamo a piedi l'ingresso del parco. Le sbarre sono aperte ma non è consigliabile entrare in un luogo dove si potrebbero incontrare anche dei leoni ... anche se sono rari, basta uno.
Un vecchietto (magari è più giovane di me?) ci informa, che non c'è nessuno, bigliettaio, guide, militari della forestale perché sono andati a mangiare. Aspettiamo qualche momento e poi, facciamo chiamare con il telefonino. ... ci rispondono che hanno finito il pranzo e stanno pregando. Il nostro tempo a disposizione è stato mangiato dal viaggio all'andata e torniamo in paese. Nuova sorpresa. L'organizzazione del posto è 'un po' carente' , in pratica tutti i mezzi diretti a sud arrivano già stracarichi, potrebbero essere necessari anche giorni per trovare un posto e ... due addirittura?
Riusciamo a fermare un camion, che devo pagare, e quasi senza soste, dopo cinque ore siamo a Maroua. Ero convinto che il camion superasse con disivoltura le buche ed invece mentre con l'effetto sardine non potevo sobbalzare da nessuna parte, qui quando entra nelle buche facciamo salti di qualche decina di centimetri e va tutto bene quando mi scontro contro l'autista o l'altro giovane che lo accompagna, meno quando sbatto su di una spranga di ferro posteriore, dove c'è il lettino per dormire.

Venerdì 14 febbraio 2014 - giorno 067
Sabato 15 febbraio 2014 - giorno 068
Domenica 16 febbraio 2014 - giorno 069
Ho previsto di partire domani ma ho un piccolo inconveniente. I miei jeans ... ormai stanno in piedi da soli, sono sporchissimi. Sabato gli ho portati in una lavanderia a lavare con la consegna, ben evidenziata e assicurata a domenica pomeriggio. Oggi vado alle 13 e un ragazzo mi assicura la consegna per le 15. Qualche minuto prima dell'ora pattuita, torno al negozio e trovo chiuso. Aspetto oltre un'ora e poi faccio chiamare da un passante il numero della società o del proprietario. Mi fanno rispondere che sono chiusi, non vengono e posso ritirare i pantaloni domani, alzo la voce e mi chiudono la linea. Vado anche alla gendarmerie e un agente prova chiamare anche lui ma trova la linea chiusa e non risponde nessuno. Non ho molte alternative o perdo un paio di jeans o aspetto domani. Posso partire domani mattino, dopo aver ritirato i pantaloni ma rischio di arrivare a N'Djamena a sera inoltrata. Decido di posticipare la partenza di un giorno.  
Qui e in tutta l'Africa c'è una misura del tempo, gli appuntamenti e gli impegni sono tutti volubili, in pratica orari e date non esistono o quasi. E' quasi impossibile fare dei programmi e rispettarli. Lo stesso percorso per il Parco Nazionale Waza prevedeva 5 ore e ne sono occorse quasi 7. Lamentarsi è inutile, lo stesso gendarme oggi ha scrollato le spalle. Trovare dove abita il gerente della lavanderia è troppo complicato, i vicini di negozio, ... forse per omertà, non conoscono l'abitazione e quasi non si conoscono. In Africa si è abituati a dire no, problem! ... solo tanti e continui problemini.

Lunedì 17 febbraio 2014  - giorno 070
Martedì 18 febbraio 2014  - giorno 071
Ieri ho aspettato per ritirare i jeans e oggi parto. Solito percorso nello stile scatola di sardine e verso sera arrivo al confine con il Ciad.



proseguo per il Ciad e ...

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