diario 3 ciad - Renato Capparotto - Mi piace andare in giro

Vai ai contenuti

Menu principale:

diario 3 ciad

AFRICA > viaggi > Africa 2014

Martedì 18 febbraio 2014  - giorno 071
... all'imbrunire supero la frontiera del Ciad, la confusione è tanta, in pratica si può superare la frontiera assieme a migliaia di altre persone senza nessun controllo. Devo cercare gli uffici di dogana e polizia per farmi timbrare il passaporto e poter essere in regola nel Ciad.

Mercoledì 19 febbraio 2014  - giorno 072
Ho subito una pessima impressione verso i turisti. Qui non sanno cosa sono e sono abituati agli stranieri dei servizi umanitari o che arrivano qui per lavoro. Sono persone che sono spesate da governi o aziende e quindi gli alberghi offrono sistemazioni non eccezzionali a costi esorbitanti, oltre 100 euro per alberghi che in Europa o America non otterrebbero nemmeno due stelle.
La capitale, conta oltre 1,1 milioni di abitanti ed è estesa in ampi spazi con case non più alte di due piani. E' piacevole con ampi viali e abbastanza alberi, che mitigano il sole che qui comincia farsi sentire rovente.

Giovedì 20 febbraio 2014  - giorno 073
Parto su di un pick up verso Fajà, una delle oasi più grandi del Sahara, verso le montagne del Tibesti. Sbaglio tutto. Scelgo di salire sul cassone del pick up perché vorrei scattare qualche foto lungo il viaggio. Sono sopra a un cumulo di masserizie e devo tenermi alle corde che le legano. La jeep sfreccia a forte andatura fino a Massakory, dove inizia la pista. Prosegue ancora, sempre a velocità sostenuta, che credo si possa valutare a oltre 120/130 kmh. I sobbalzi e le brusche frenate rendono la mia posizione scomoda e pericolosa. Quando arrivo nell'oasi di Moussoro, circa trecento km dalla capitale chiedo di entrare in cabina e comunque non voglio proseguire in questa situazione. Il rischio di cadere è molto alto, quasi una certezza, anche perché ci sono ancora una ventina d'ore di strada. Non ci sono posti a disposizione all'interno della cabina dell'autoveicolo. Cerco un nuovo mezzo ma qui, vista la mia mole, vogliono sia pagato il costo doppio di un biglietto. Mi rivolgo a un posto di polizia per un qualche aiuto o assistenza.Qui la gente parla in prevalenza arabo e pochi conoscono il francese.  Scopro che per raggiungere Faja o altri luoghi del Ciad è necessario un'autorizzazione scritta, la chiamano carta turistica e non potrei comunque proseguire. Il commissario mi trova un mezzo e pago un biglietto normale per tornare a N'Djamena.

Venerdì 21 febbraio 2014  - giorno 074
Arrivo nella piazza dell'oasi di Moussoro in piena notte. C'è una baracca dove si sistemano le coppie e gli altri si sdraiano all'esterno per dormire alcune ore. Il freddo inizia a farsi sentire ma sono stato prudente ed ho indossato alcuni indumenti caldi.
Gli autisti del luogo, sentito che c'è uno straniero bianco, arrivano e mi propongono soluzioni a prezzi vertiginosi. Aiutato dal commissario trovo un giovane e verso le 11 del mattino parto sulla strada del ritorno.
Il commissario mi spiega, che qui la gente non è interessata ai turisti perché non sanno nemmeno cosa siano. Vedono arrivare dei fuoristrada di gruppi, cha vanno a vedere le varie località ma in pratica sono già equipaggiati con tutto e non portano nessun beneficio ai locali.
Credo ci sia una caratteristica che accomuna la popolazione di questo Paese, purtroppo non piacevole, tutti indistintamente chiedono denaro o cadeaux. E' una popolazione di accattoni. I poliziotti fermano il moto taxi per un controllo e chiedono dei soldi a me, che sono un passeggero. Lungo la strada sono strattonato da bambini e gente adulta, tutti alla ricerca di soldi. Qui ai bambini prima di far dire mamma gli fanno allungare la mano.
IL Ciad è lo stato dove più ho visto questo assillo nel chiedere soldi e almeno in apparenza non mi sembrano più in difficoltà di altri paesi africani.
Quando parto da Moussoro arriva un gruppo di fuori strada di italiani, tre o quattro, non ho il tempo per scambiare qualche chiacchiera e mi sarebbe piaciuto sapere che strada hanno fatto per arrivare qui dall'Italia.

Sabato 22 febbraio 2014  - giorno 075
Domenica 23 febbraio 2014  - giorno 076
Lunedì 24 febbraio 2014  - giorno 077
Martedì 25 febbraio 2014  - giorno 078
Ieri sono andato al ministero del turismo e hanno preparato il documento: Autorisation de Circuler, dove sono segnate le varie località che vorrei visitare. Il responsabile che lo deve vidimare non c'era e sono dovuto tornare questa mattina. Così faccio. Il mattino, quando aprono l'ufficio, sono presente. Mi consegnano il foglio con il quale vado al Ministero dell'Interno per farlo registrare e ufficializzare. Giri vari con moto taxi che non capiscono il francese e non conoscono la loro città. Riesco a ottenere anche questa firma e verso le 12 sono alla stazione degli autobus. C'è un unico mezzo confortevole che parte ogni mattino, poi partono altre corriere ma ci si deve accontentare. Trovo un camion con il cassone modificato e trasformato in corriera. E' brutto, vecchio disunto dall'uso. I sedili sono logori e comunque c'è abbastanza spazio per le gambe. Ci sono dei posti liberi e riesco usufruire del sedile vicino libero.


Mercoledì 26 febbraio 2014  - giorno 079
Viaggio tutto il giorno e tutta la notte. varie soste per i passeggeri e, dopo ventidue ore di percorso arrivo a Abechè. Capoluogo della regione, oltre 70.000 abitanti ed a soli duecento chilometri dal confine con il Sudan. Sono subito accolto da un poliziotto, che m'invita a registrarmi presso il loro comando e segnalare la mia presenza. Lo stesso gendarme mi vieta di scattare foto. Gli faccio notare che il permesso di circolare come turista è anche l'autorizzazione a scattare foto o fare riprese. Credo ci sia un problema di comprensione in molta gente, anche poliziotti, che non riesco leggere i documenti redatti in gran parte solo in francese. Vado alla polizia a registrarmi e chiedo di essere autorizzato a scattare delle foto. Un funzionario mi porta direttamente dal governatore della regione e lì trovo anche il capo della polizia, che mi confermano in quanto turista, sono autorizzato a scattare foto e questo è certificato dal documento, chiamato anche carta del turista.
Mi sistemo per la notte alla pensione Caesar ho anche i servizi in camera e l'aria condizionata, quasi un lusso, ... peccato che la corrente elettrica c'è solo un paio d'ore alla sera, poi spengono il generatore.  

Giovedì 27 febbraio 2014  - giorno 080
Nuovo tentativo di raggiungere l'oasi di Fajà, ex Largeau. Vado alla stazione per partire con un camion, previsto nel pomeriggio. Dovrei anche qui salire sul cassone, ma oltre a non sentirmi molto sicuro, mi strappo un polpaccio della gamba destra nel cercare di salire e, almeno per oggi, desisto.

Venerdì 28 febbraio 2014  - giorno 081
La schiena e la gamba non se la sentono di fare altri due giorni di camion sulla pista e poi altri oltre duecento chilometri fino ai laghi di Ounianga e ritorno. Il buon senso vince e torno a N'Djamena.
Sarò paranoico ma forse sono seguito e o certamente controllato dalla polizia. Qui tutti mi conoscono e sanno che vorrei arrivare a Fajà. Lo stesso moto taxi, che ho trovato per caso, mi vuole portare alla stazione dei mezzi per l'oasi. Quando sono alla partenza dei mezzi molti mi chiedono il perchè di questo cambiamento, che credo sia evidente, in quanto zoppico notevolmente. Un tizio mi si avvicina e cerca un certo dialogo, la domanda consueta è che vorrebbe seguirmi in Italia. Anche due ragazze si propongono per venire con me ma quando le informo che l'unica soluzione legale è che mi avrebbero dovuto sposare ... desistono. Il tizio non mi molla e non capisco se voglia vendermi delle bustine d'alcool, che tiene nascoste nel palmo di una mano. Arrivano subito due gendarmi, che non avevo notato. L'uso e la vendita di alcool è reato in questo paese mussulmano e con la massima tranquillità lo ammanettano e lo portano in prigione.  

... ho la conferma di quanto parlavo con il commissario di Moussoro, qui fanno fatica conoscere la parola turismo ma anche mi chiedono più volte cosa vorrei fare ai laghi di Ounianga e quando dico per vederli la ritengono una risposta insufficiente.

Sabato 01 marzo 2014  - giorno 082
Lungo la strada succede di tutto. Cosa molto rara c'è un forte temporale con tuoni e fulmini e poi ... cade una leggera pioggerellina di acqua mista a sabbia, che non riesce nemmeno bagnare il suolo. Manca completamente il vetro del mio finestrino ma un po' di fresco fa bene. Un'altro camion corriera della stessa compagnia si è ribaltato. Ci fermiamo assieme ad altri mezzi in transito per prestare aiuto. Non ci sono feriti gravi ma aspettiamo l'arrivo della polizia e dell'ambulanza, che arriva dopo qualche ora, e ... dopo cinque ore ripartiamo con uno dei feriti lievi. Lo trasportiamo fino al più vicino centro medico. Quasi un boato e salta parte della copertura di un pneumatico ma la gomma non si sgonfia e proseguiamo lo stesso. Qualche chilometro e assieme ad altri siamo scortati in un enorme piazzale dalla polizia, che perquisisce il bagaglio posto sopra il camion. Un paio d'ore e possiamo ripartire. Un dei poliziotto mi saluta ... lo avevo conosciuto un paio di giorni prima Abechè.
Il Ciad ha circa 11 milioni di abitanti se rimango qui qualche mese li conoscerei tutti.
Raggiungo subito il valico e in serata torno in Cameroun.

... proseguo il viaggio e torno in Cameroun

Torna ai contenuti | Torna al menu