diario 4 cameroun centro sud est - Renato Capparotto - Mi piace andare in giro

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diario 4 cameroun centro sud est

AFRICA > viaggi > Africa 2014

Sabato 01 marzo 2014  - giorno 082
... nel pomeriggio arrivo a Kousseri. E' incredibile in Cameroun, oltre il fiume Longone, trovo le comodità consuete agli occidentali, servizi in camera, acqua, corrente elettrica tutto il giorno ed a costi inferiori.

... alcuni giorni
Sabato 08 marzo 2014 - giorno 089

... ci provano anche in Cameroun. Sono ormai sempre sulla difensiva. Torno dal ristorante dove ho cenato. Nei pressi dell'Hotel Hiala Village a Garoua, uno degli alberghi discreti della città, ci sono duecento metri completamente bui. La vedo arrivare una moto di un taxista, che mi si avvicina molto. I passeggeri, sono in tre, compreso chi guida, cercano di scipparmi la mia borsa con la fotocamera, che porto a tracolla. Ho la borsa stretta e la tengo con forza, cercano di tirare ma rischiano di cadere e desistono. ... ovvio il guardiano notturno dall'altra parte della strada è inerte, si muove solo quando lo chiamo e ... capisce cosa avevano cercato di fare.   

... dopo qualche giorno arrivo a Yaoundè, la capitale


Lunedì 10 marzo 2014 - giorno 091
... arrivo il mattino presto, dopo una ventina d'ore di autobus. Qui le strade sono in ordine ed arrivarci da Garoua e N'Gaoundéré è stato più facile del previsto. Circa 1,1 milioni d'abitanti ma molto estesa tra colline verdeggianti. La capitale è a circa 700 mslm, il clima non è afoso, anzi è ventilato e si sta bene. Il cielo è coperto ed è già iniziata la stagione delle piogge. Durante l'inverno soffia il vento dal deserto harmattan, che offusca il sole, adesso ci sono le piogge ... non ci sono mai belle giornate?



... rimango alcuni giorni nella capitale.
La guida che uso è la Lonely Planet a volte mi stupiscono alcune sue scelte. Cita un albergo tra gli economici l'Hotel Palmier. Descrive l'hotel come un po' malmesso con qualche mattonella rotta o mancante. Non ho mai visto un hotel in queste condizioni. Lo considero tra i peggiori alberghi che ho visto. Le stanze sono sporche e le porte, in pratica, non si chiudono. Le mattonelle sono tutte mancanti e sembra che l'intero edificio sia pericolante, mi meraviglio che lo possano aver citato. Io scappo senza nemmeno chiedere il costo è fuori da qualsiasi decenza. Scelgo un albergo vicino, l'Ideal Hotel, idealhotel_yde@ìyahoo.fr non meraviglioso ma in un'ottima posizione presso il Rond Point Nlongkak.
Vado in centro rare volte. La zona tra Avenue Kennedy e Avenue Independence sono preso letteralmente d'assalto da imbonitori o venditori di ogni genere. Tutti si avvicinano e qualche mano mi tocca ... non mi sento tranquillo. Entro nella cattedrale e un tizio si siede vicino a me, è ben vestito, gli chiedo se è un prete. No! ... ma senzaltro avrà qualche cosa da proporrmi? Nel centro artigianale, alcune persone non mi vogliono fare scattare foto ... ma pagando? Vado al centro direttivo e chiedo ... vogliono soldi anche loro ma quando rifiuto qualsiasi compenso mi autorizzano. E' un continuio chiedere. Compro una cintura e per cinquecento metri sono accompagnato da cinque o sei venditori di cinture ... ma se l'ho già comprata?

Giovedì 13 marzo2014 - giorno 094
... mi sento un bersaglio! Ci provano ancora mentre attraverso la strada fuori dall'albergo, ancora una moto mi si avvicina e cerca di strapparmi la foto camera che porto a tracolla. Questi mi sembrano esperti e molto più determinati tirano con forza e si strappa uno dei lacci della borsa. Io ormai sono sempre sulla difensiva e tengo stretta la borsa e non riescono a prenderla. C'è una pattuglia della polizia all'incrocio a meno di trenta metri ... e non vedono nulla. ... alcune persone, che hanno visto la scena, ridono. Lo spettacolo è stato di loro gradimento.
... altra cosa non gradevole è la presenza di molti 'svitati', gente ubriaca o drogata e comunque svitata, quando gli incontri possono abbracciarti come urlare che sei un razzista e farsi minacciosi alzando le mani. La gente in questo caso è gentile e cerca di calmare lo squilibrato.

qualche giorno dopo ...
Domenica 16 marzo 2014 - giorno 097
Ieri ho raggiunto con sette ore di mini bus collettivo il villaggio di Somalomo, punto di partenza per visitare la riserva di Djà, riconosciuta come patrimonio mondiale per la conservazione della biosfera dall'Unesco. E' giungla pluviale molto fitta e oltre a vari animali, che sono rari da avvistare, come : gorilla, scimpanzè, drill, bufali e molti uccelli, è famosa per la presenza di gruppi di etnia bakà, gente di statura bassa e minuta, chiamati anche pigmei.  


I pigmei vivono ancora all'interno della foresta e possono cacciare ma solo con archi, frecce e lance gli animali per sostenersi. E' raro che raggiungano il villaggio, anche se è solo a cinque chilometri di marcia e il compenso per visitarli e scattare qualche foto consiste: una ventina di saponette, un sacchetto di dadi Maggi, un chilo di sale, alcuni biscotti e altri generi commestibili, che loro altrimenti non riescono ad ottenere. Come gli animali sono a rischio di estinzioni, le loro aree sono sempre più ridotte. Gli animali subiscono varie perdite per i bracconieri che gli uccidono per la loro carne di animale selvatico, che è ... di moda. E' anche vero ... come si fa, per un curioso come me, non assaggiare bocconi di pangolino alla brace o vipera alle erbette o zebù d'acqua arrosto o antilope in umido o peggio scimmie, che si mangiano liberamente e legalmente anche nelle cucine di strada, in pratica si mangiano tutto come i cinesi. Ho il sospetto che nella giungla non si vedono animali, oltre per la fitta vegetazione, anche perché gli hanno mangiati.

cosa guardano ... lui  

... animali non riesco vederli, in compenso sono coperto da micropunture di insetti, che hanno superato i miei sistemi di difesa e ci sono molte farfalle.

... non sempre le farfalle scelgono i fiori.

le farfalle hanno scelto i pigmei ... tutto il resto ... ?
Questa volte le mie difese: autan, citronella e saponi antisettici non hanno funzionato. Compro in una farmacia una saponetta e ottengo qualche buon risultato. Gli insetti e le zanzare si avvicinano meno ma anche la gente mi evita. Il sapone X med ... ha un odore tremendo.

Rimango alcuni giorni nella capitale. Approfitto per visitare il museo d'Arte Camerunese, ospitata all'interno del monastero bevedettino. C'è una interessante collezione di maschere lignee e in bronzo raccolte nel Camerun e specialmente nella zona dei Bamoun a Foumban.

Vado a Douala, dove mi fermo all'hotel Hila, 515 Boulevard de L'Unité, Bp 17497 Douala, hilahotel@gmail.com e www.hilahotel.com tel (237) 99750082, quasi un albergo normale.
Torno a Yaoundé perchè vorrei ottenere il visto per il Gabon.  

Gabon
... l'impresa più difficile per arrivare in Gabon è ottenere il visto turistico. La repubblica del Gabon ha un presidente eletto democraticamente, anche se i brogli elettorali sembrano la sua specialità, un po' come tutti gli altri Paesi di questa area dell'Africa. Ci sono solo 1,5 milioni d'abitanti in un territorio grande come due terzi dell'Italia ma, con qualche rara eccezione, sono tutti ricchi. Nessuno lavora e tutti hanno l'inserviente, che lavora al suo posto proveniente dal Cameroun o da altri paesi vicini. Le ricchezze minerarie e del legno dato dalle foreste è più che sufficiente per il presidente, che si è fatto un palazzo con marmo di Carrara costato oltre 800 milioni di euro e anche per il popolo che risulta tra i più alti consumatori di champagne procapite al mondo. Libreville è conosciuta come la Miami dell'Africa. Le strade per arrivarci sono poche, in pratica è come fosse un'isola circondata da foreste pluviali, e non sono graditi i turisti o gli intrusi. Sono come fossero chiusi all'interno di una gabbia d'orata. Forse possono uscire ma entrare è molto difficile. Già in precedenza ero stato in un'ambasciata per chiedere informazioni e mi avevanop respinto perchè avevo i pantaloni al ginocchio e lo avevano considerato poco decoroso, questa volta mi sono presentato con maglietta firmata e pantaloni 'della festa' e sono riuscito ad entrare nel salone d'accoglienza pratiche.
La burocrazia è estenuante. Porto un programma di viaggio, che compilo io e faccio stampare, le fotocopie di passaporto e vaccinazioni, foto formato tessera, prenotazione alberghiera (fittizia - non confermata). Mi chiedono anche il numero di telefono dell'albergo a Libreville e poi anche quello dell'hotel dove sono alloggiato a Yaoundé (che mi costringerebbe a tornare perchè non ho con me e perderei un'altro giorno per ottenere il visto). Sono necessari quattro giorni e, probabilmente controllerebbero la prenotazione, e non mi concederebbero il visto. Prenotare, a parte il costo degli alberghi reperibili su internet a oltre 150 € per notte, è rischioso perchè se trovano qualche altro cavillo, mi fanno tardare l'arrivo a Libreville e rischio di perdere anche i soldi dell'albergo e
... desisto.

Giovedì 10 aprile 2014 - giorno 122
Torno a Kribi. Scelgo la strada via Ebolowa, bella ed asfaltata e poi quella sterrata che costeggia il parco di Campo Ma'an. Nel secondo tratto, da Ebolowa a Kribi, che si svolge in due tranche, raggiungo Akom II su un taxi brousse, che forse non ci si crede ma saliamo in undici percone adulte e un bimbo di quatto o cinque anni. Seduti sui sedili posteriori in quattro e altri tre sulle ginocchia ed altri quattro davanti con il bimbo in braccio. La strada è malmessa e fangosa, quando arriviamo ad Akom II, scende un acquazzone e l'autista è bravo a guidare in queste condizioni.

La strada tra Kribi e Campo è in fase di costruzione ma per il momento è molto disastrata. La percorro con un van, sempre impacchettato come una sardina, e impiego quasi sette ore per percorrere i circa novanta chilometri in quanto il mezzo si rompe in continuazione. L'ultimo tratto credo abbia solo un pistone o due funzionanti e su delle piccole salite dobbiamo scendere e spingere, qualche centinaio di metri prima della stazione di Campo ... rimaniamo senza benzina. Raggiungere il parco è per me molto difficile e oneroso. Devo percorrere con un moto taxi i rimanenti circa sessanta chilometri, inoltre dovrei prendere un'altro moto per la guida e la guardia armata del parco, in pratica circa 100 euro. Rinuncio ancora una volta e mi accontento di raggiungere Campo Beach sulla foce del Fiume Niem, che segna il cofiine con la Guinea Equatoriale. E' in visita il ministro dei trasporti e assisto ai festeggiamenti in suo onore. Sono osteggiato da polizia e militari in quanto vorrei scattare delle foto e nonostante ho chieso il permesso al sindaco di Campo, Mr Mer ed al sub prefetto, l'autorizzazione avrei dovuto chiederla a loro.

Sabato 26 aprile 2014 - giorno 138
Quasi inaspettata arriva mia figlia Linda. E' una piacevolissima visita e l'occasione per rivedere le parti, forse più caratteristiche del Cameroun. Arriva in piena notte a Douala e torniamo a Somalomo e alla Riserva Biologica di Djà e i suoi ormai rari abitanti dell'etnia Bakà o pigmei. Abbiamo noleggiato un'autovettura e percorriamo la strada sterrata per raggiungere il parco. E' già iniziata la stagione delle piogge e oltre a numerose pozzanghere la strada è molto viscida e si scivola molto sullo sottile strato di fango, che copre il fonfo. Dobbiamo procedere molto lenti e arriviamo nell'unico albergo o lodge del luogo. il giorno dopo ci addentriamo nella giungla, questa volta scegliamo il percorso con la piroga e risaliamo la corrente per un paio di chilometri poi, su di un sentiero, che solo la guida riesce identificare, arriviamo al villaggio. Siamo ben accolti dai suoi abitanti e alcuni mi riconoscono. Il capo villaggio è uscito a caccia e lo sostituisce un fratello, che a turno rimangono a proteggere le donne rimaste sole. Oltre al consueto sacco con sale, dadi, biscotti e sapone abbiamo portato delle caramelle, che fanno la gioia dei bimbi ma anche degli adulti, poco avvezzi a questi piaceri del palato.  

Un paio di giorni e proseguiamo il nostro tour breve a Kribi.
Ci sistemiamo al Tara Plage Hotel, una serie di bungalows e stanze su una delle più belle spiagge della cittadina. La strada per Campo, un'altro interessante parco da vedere, è in fase di ristrutturazione e i prossimi visitatori potranno approfittarne, noi dobbiamo desistere. E' piovuto per due giorni e la strada è un mare di fango. Facciamo un giro fino alla cascata di Labè,  illuminata da un bel sole, raro nel periodo invernale, quando è offuscato dall'harmattan, il vento proveniente dal nord e carico di sabbia. Approfittiamo della cucina locale, che alla gente del posto, offre animali della giungla come il porcospino.


Lasciata kribi andiamo a Limbè.
La cittadina balneare della zona anglofona con una bella costa deturbata dalla presenza di alcune piattaforme per l'estrazione petrolifera a poche centinaia di metri dalla riva. Le sue caratteristiche sono lo zoo, che ospita primati sottratti ai bracconieri o feriti ma che non possono reinserire in cattività e la spiaggia di sassi vulcanici neri, dove ci sono tavolini imbanditi, e si possono degustare pesce fresco e gamberetti.
C'è anche il giardino botanico ma è abbastanza trasandato e mal tenuto.


Mercoledì 07 maggio 2014 - giorno 150
Rientro in Italia e termino questo viaggio.

al prossimo viaggio!

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