diario nord america 2015 parte 1 - Renato Capparotto - Mi piace andare in giro

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diario nord america 2015 parte 1

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Renato sbarca in America

ovvero
in giro per il Guatemala, Messico, Stati Uniti d'America e Canada un viaggio da sud a nord, da ovest ad est, da nord a sud, ecc.

by Renato Capparotto

Edizione 2015

Prefazione
Un'altro libro? Si, mi ero proposto di smettere. La crisi economica rende difficile l'acquisto anche di un libro. La tecnologia ha inventato e.book, un sistema di lettura senza la necessità di stampare, che costa molto meno e anche le piccole spese sono eliminate. Non ho una rete distributiva e quindi per vendere questi libri devo promuoverli e per farlo sarei costretto a creare presentazioni in pratica non avrei più tempo per viaggiare. Non rientra tra le mie priorità. Ho acquistito un mio piccolo gruppo di lettori e l'occasione di un nuovo libro è anche una scusa per confrontarmi con loro.
Quindi, almeno per il momento ho pensato a un libro on line, un racconto di questo viaggio nel mio sito.
E' un racconto o diario di viaggio, dopo i precedenti Iran e Incubo Africa, legati a viaggi in camper e India Nepal Cina Mongolia con mezzi di fortuna, con le solite avventure e disavventure che trovo nel mio cammino. Sono stato in Paesi dove le lingue sono incomprensibili anche nella scrittura come l'indiano, il mandarino e l'arabo, finalmente, ora vado in un'area più facile il Nord America.
Questo è il mondo riconosciuto per la tecnologia e per il progresso. Le incognite sono ben poche e dovrebbe essere tutto più facile? Uso il condizionale perché io le difficoltà e gli inconvenienti li trovo con continuità. La chiamo sindrome di Fantozzi, pigrizia, sbadataggine e i problemi o inconvenienti piovono in continuazione. La sicurezza e la polizia, almeno lo spero, non dovrebbero essere corrotte come in Africa. Gli accattoni o questuanti credo siano meno ossessivi e magari, riesco a chiacchierare con persone senza il loro solo  interesse per il mio denaro.
Il denaro? Questo è la difficoltà più importante da affrontare in questo viaggio. Gli alberghi sono meno costosi che in Italia e in Europa ma molto più cari che in Africa e in Asia. Gli spostamenti sono più facili sulle lunghe distanze ma è impensabile usufruire di moto taxi o mezzi privati per quelle più brevi e l'America è grande … dura pensare di farle a piedi.
Il mio reddito è legato a una pensione medio bassa e devo rientrare in un costo limitato, in pratica devo vivere come fossi a casa mentre viaggio con gli stessi soldi.
Gli alberghi, gli spostamenti e i siti turistici da vedere sono in più … buon viaggio!
Scrivere cosa succede ogni giorno sarebbe noioso, un mattone e, in pratica, ho diviso questo viaggio in varie aree e periodi.
Comincio.

Mi faccio un regalo e parto il giorno del mio compleanno. Un volo e arrivo a Orlando in Florida. È tra i voli più economici dall'Europa agli Stati Uniti d'America e mi permette di arrivare subito in una zona con clima primaverile.
Sono già stato nel 1997 in Florida e, in pratica l'ho già vista un po' tutta. Voglio solo fare un piccolo ripasso di alcune cose che ho visto di sfuggita.
Orlando è la capitale del divertimento. Las Vegas lo è per il gioco, qui sono di scena la fantasia, l'avventura e i giochi di Walt Disney. Nel 1971 Walt Disney vi ha inaugurato Disney World, copia di Disneyland in California ed ha dato inizio a numerosi altri proseliti parchi a tema: Universal Studios, Sea World ed Epcot tra i più famosi. La città di Orlando in pratica non esiste, formata da altri centri che ha inglobato assieme, Kissimmee, Apopka, Lake Buena Vista e altri, forma una distesa enorme di parchi divertimento lungo due arterie principali e non ha un vero nucleo abitativo. L'intera area credo superi i 30 / 40 km di diametro ed è abbastanza facile perdersi nelle sue ampie strade e rotatorie.  
Il tempo alterna momenti di sole caldo ad altri coperti da grosse nuvole e qualche leggera pioggerellina, anche più volte nello stesso giorno. C'è un vento costante abbastanza fresco, che all'imbrunire diventa gelido.
Ho subito un po' di raucedine, che cerco di curare con delle pastiglie per aiutare i bronchi.
L'intenzione è di comprare una macchina usata, che mi permetterebbe di circolare liberamente ed andare anche in Mexico. Vado subito alla ricerca di una rivendita d'auto, che avevo trovato su internet e prendo un autobus di città. Alcuni chilometri e un cambio di bus e arrivo in una larga via, dove ci sono numerosi negozi d'auto.  
Scendo ed entro in alcune concessionarie. L'offerta è molto varia e quasi tutta di auto usate. Il mio budget di spesa è molto limitato e trovo auto che superano i dieci anni di vita, alcuni sono catorci e non vanno in moto. Trovo in un angolo di un ampio piazzale una Pontiac Grand Prix Gt, che credo i venditori abbiano dimenticato, e mi fanno il prezzo, che desideravo.
In camera ho subito un inconveniente, che mi sconvolge il prosieguo del viaggio, si rompe il computer. Cerco un'assistenza ma tutti i tentativi sono vani, sembra sia necessario cambiare la scheda madre. Vorrei comprare un nuovo pc ma hanno software diversi, io non sono esperto e rischierei di comprare qualcosa che non posso usare. Il pc, oltre a potere caricare il mio sito, mi consente di trovare gli alberghi in offerta lungo il percorso. E' anche un passatempo serale per sistemare e catalogare le foto.
Ho già visto gran parte dei parchi a tema di Orlando e il costo di circa 100 usa $ per ognuno mi fa scegliere la rinuncia.
La sera vado a Downtown Disney, uno dei parchi liberi sul Lago di Buena Vista, riservato alla musica. Ci sono lavori di ristrutturazione in corso e le sale di musica, che avevo trovato la prima volta che sono venuto in Florida, non ci sono più.
Il palco principale, dove ogni sera si festeggiava la fine dell'anno con musica e balli è sostituito dal Cirque du Soleil, altri locali sono a pagamento e solo in uno spazio aperto c'è della musica dal vivo.
Piove e il vento è gelido.
Qualche giorno a Orlando e poi parto verso la costa del Golfo dei Caraibi. A Tampa nel cyber city, quartiere storico della città. vorrei vedere il Bush Garden un parco a tema con la più lunga montagna russa del mondo. Il tempo è inclemente piove e fa freddo e, anche questa volta, rinuncio.







Piove e il vento è gelido. Qualche giorno a Orlando e poi parto verso la costa del Golfo dei Caraibi. A Tampa nel cyber city, quartiere storico della città. vorrei vedere il Bush Garden un parco a tema con la più lunga montagna russa del mondo. Il tempo è inclemente piove e fa freddo e, anche questa volta, rinuncio.
Lungo la costa il tempo migliora. La strada corre all'interno, qualche chilometro dalla costa, in pratica è quasi sempre all'interno di zone boschive, abbastanza monotona.
Faccio una deviazione per visitare una riserva naturale caratterizzata da una zona palustre, Saint Mark's Refuge. Arrivo fino al faro e in alcuni stagni ho occasione di osservare due aquile marine o americane.
Lungo la strada approfitto delle biblioteche per connettermi a internet e oltre a tenere i contatti con il resto del mondo, cerco di visionare qualche motel o albergo economico lungo il percorso dove passare la notte. L'uso dei computer e la connessione a internet è gratuita ma i sistemi operativi non sono sempre compatibili e scrivo i miei appunti del viaggio anche su un quadernetto a mano.
Ho preso freddo, tossisco molto, e l'aria dei condizionatori delle camere, sparate con delle ventole non mi fa bene.
Una serata, prima di uscire dalla Florida, vado a vedere sul lungo mare di Panama City Beach, il quartiere residenziale turistico di Pier Park. L'aria serale è fredda ed il quartiere in questo periodo è semi vuoto.     
Varie tappe e qualche giorno e lascio la Florida, supero gli stati di Alabama e Mississippi e arrivo in Louisiana.
E' la terza volta che vengo in questa città e un po' sono deluso. La musica aleggia nell'aria in ogni strada del quartiere francese ma la gente è sempre più composta da gay. Io non ho nulla contro queste persone ma l'ostentazione e spettacolini di loro gradimento sono esempi di narcisismo, che non amo.
Lo stesso carnevale non mi è piaciuto, un enorme sfilata di carri più o meno sponsorizzati, che si ripetono quasi monotoni. Molto meglio i nostri carnevali di Venezia e Viareggio.

Vorrei telefonare in Italia ma il mio telefono è 'antico' e qui negli Usa è necessario sia almeno tri band, meglio se di ultima generazione e non funziona.
Le cabine pubbliche sono rare e dove ci sono telefoni internazionali sono programmati per chiamare solo i paesi dell'America latina come Messico, Guatemala e altri.
Alloggio in un albergo di Slidell, Euro Inn, circa 30 km da New Orleans ed ho una violenta discussione con i gestori. Ci avranno provato? Ho preso possesso di una stanza alle prime ore del mattino e ho pagato per due notti. Il giorno dopo alle, dopo solo una notte, 12 am mi chiedono il pagamento di un'altra notte. Sono ottimista e spero si siano sbagliati e aver preso possesso della camera al mattino li abbia portati all'errore ma devo minacciare di chiamare la polizia, perché mi riconoscano le due notti pagate.
... il mattino dopo, lascio l'albergo, e l'auto mi segnala poca benzina? Si saranno vendicati? Mi sembrava di avere ancora una buona scorta ma non sono sicuro. Parto verso Nord.
Arteria stradale ampia e con poco traffico. Lascio New Orleans e entro nello stato del Mississippi.
La strada attraversa per oltre 500 km una pianura immensa di fango, sarà anche la terra dei famosi cow boys ma la trovo monotona e brutta. Il tempo non aiuta, nebbiolina e piogge si alternano in questo periodo dell'anno e credo che in estate l'alternativa sia di strade polverose.  
Faccio una deviazione per visitare la riserva di Yazoo, lungo le rive del fiume Mississippi, che ospita tra gli altri animali anche delle pantere. Siamo in inverno e il parco è chiuso ai visitatori. Percorro lo stesso alcuni sentieri del parco in auto, poi nel timore di piantarmi nelle chiazze di fango sparse lungo il percorso desisto e torno sulla interstate. Mi fermo a Clarksdale e per la prima volta ottengo uno sconto sul pernottamento in un motel, forse gestito direttamente dal proprietario dello stabile e non appartenente a una delle numerose catene.
La cittadina ha un agglomerato sparso in un ampia area e sembra priva di un nucleo urbano importante. E' conosciuta per avere dato i natali al blues. Il chitarrista Robert Johnson, considerato tra i padri di questo tipo di sound, all'incrocio tra le interstate 49 e 64 ha 'venduto l'anima al diavolo' divulgando il blues.
La sera vorrei raggiungere un pub storico ma, sono fuori stagione, ed è chiuso.  
La tosse mi perseguita sempre più forte e a momenti mi sembra mi manchi l'aria.
Lascio Clarksdale e il Mississippi ed entro in Oklahoma. Il panorama non cambia, attraverso una zona piatta, non si vede nulla all'orizzonte. Sembra un mare di fango.
La sera ceno in vari ristoranti, tutti legati a qualche catena o gruppo. La carne è sempre buona ma i condimenti sono esasperanti. Salse grasse sono su tutte le pietanze e, molto diffusa, è una pastella con formaggio, che loro accomunano con il nostro gorgonzola. Non sono delicato nel mangiare e mi piace assaggiare tutto ma con cura cerco di toglierla dal piatto ... è immangiabile.
Trovo una giornata migliore quando arrivo nel Texas. Quasi senza rendermene conto mi trovo nella periferia di Dallas ed è già buio. Trovo all'imbrunire il ranch di Southfork, famoso in quanto scenografia della famosa serie televisiva di Dallas, che aveva ottenuto ascolti da record qualche anno fa. Il ranch è quasi inglobato nell'agglomerato urbano e alcuni lavori impediscono l'accesso principale. E' tardi e credo non sia visitabile.



C'è una pubblicità ingannevole, che forse negli Usa è permessa. Alcuni alberghi reclamizzano all'esterno a caratteri cubitali prezzi stracciati e solo quando si entra e si approfondisce il costo, scopro che sono legati a periodi più o meno lunghi.
La visita di Dallas è legata ai luoghi dell'assassinio di John F. Kennedy. Il punto dove si trovava il presidente raggiunto dallo sparo è ancora molto frequentato ed è indicato anche il punto da dove L. Oswald ha sparato. Un museo è stato ricavato nei pressi del municipio con molte fotografie, filmati e la ricostruzione dell'omicidio.
La metropoli texana è legata a pochi chilometri alla città di Forth Worth e in pratica costituisce un unico agglomerato urbano. C'è anche un centro con un  gruppo di grattacieli e anche un nuovo ponte disegnato da Calatrava.
Dallas è una città caotica e, alcune deviazioni per dei lavori in corso, il mio navigatore è inutile e mi perdo.
Qualche giro in più e riesco prendere la direzione giusta. Verso sera faccio sosta a Henrietta in una cioccolateria artigianale. La loro specialità è un
dolce alle noci e cioccolato molto buono.
Il clima è cambiato, durante il giorno c'è il sole abbastanza caldo e alla sera l'aria gelida crea uno sbalzo notevole. E' necessario indossare alla svelta degli indumenti caldi per farci fronte.
A Memphis nel Texas, presso una stazione di servizio, trovo un cuoco, che con del pane simile al nostro mi fa un panino all'italiana, finalmente senza salse grasse e con del prosciutto e formaggio simile al nostro.
Arrivo e visito il Palo Duro Canyon State Park, all'estremo ovest del Texas, un parco modesto rispetto a quelli più famosi dell'Arizona e dello Utah ma con angoli molto belli. I colori e alcune rocce erose ne fanno la scenografia classica, che siamo abituati a vedere nei film western. Lo stesso clima è adatto sole e vento freddo che sibila tra le rocce rosse.

Dallas è una città caotica e, alcune deviazioni per dei lavori in corso, il mio navigatore è inutile e mi perdo.
Qualche giro in più e riesco prendere la direzione giusta. Verso sera faccio sosta a Henrietta in una cioccolateria artigianale. La loro specialità è un dolce alle noci e cioccolato molto buono.
Il clima è cambiato, durante il giorno c'è il sole abbastanza caldo e alla sera l'aria gelida crea uno sbalzo notevole. E' necessario indossare alla svelta degli indumenti caldi per farci fronte.
A Memphis nel Texas, presso una stazione di servizio, trovo un cuoco, che con del pane simile al nostro mi fa un panino all'italiana, finalmente senza salse grasse e con del prosciutto e formaggio simile al nostro.
Arrivo e visito il Palo Duro Canyon State Park, all'estremo ovest del Texas, un parco modesto rispetto a quelli più famosi dell'Arizona e dello Utah ma con angoli molto belli. I colori e alcune rocce erose ne fanno la scenografia classica, che siamo abituati a vedere nei film western. Lo stesso clima è adatto sole e vento freddo che sibila tra le rocce rosse.
Qualche ora e torno verso Dallas, che evito per raggiungere San Angelo. E' una città che si è data una veste innovativa, e c'è un bel museo d'arte moderna.
... lo trovo chiuso ma la sua migliore attrattiva è il giardino esterno e lo stesso edificio che lo ospita.
Breve sosta per osservare lo skyline di Austin, capitale del Texas e proseguo per Houston. Un giro per il downtown della città, caratterizzato da un nucleo di grattacieli.
Evito di visitare nell'immediata periferia di Houston il Nasa Space Center. Famoso per la frase: ' Houston abbiamo un problema' . Ho già visitato Cape Kennedy e non credo abbia maggiori attrattive. Raggiungo anche la costa e la spiaggia di Galveston Island, dove c'è un Pier (un molo) e un luna Park, in pratica una brutta copia di quello più famoso di Santa Monica in California.
E' sera quando arrivo ed alloggio in centro a San Antonio.
Trovo un buono sconto in albergo e approfitto per mangiare una pizza nel ristorante La Focaccia, quasi simile alle nostre italiane e comunque buona.
Anche a San Antonio sono già stato. La città ha per me un certo fascino, oltre ad essere una delle più belle città degli Stati Uniti, è il luogo dove si è combattuta la guerra tra gli Stati dell'Unione e il Messico, che ha portato all'annessione del Texas agli Stati uniti. Nomi leggendari, che io ho conosciuto nei fumetti, che leggevo nella prima infanzia, come David Crockett, cacciatore dei trappers, morto nella estrema difesa del forte. Assediato dal generale messicano Santana, sconfitto poco dopo dall'arrivo tardivo del Generale Houston, capo dell'esercito dell'Unione.  
Arrivo immerso nella nebbia nel parco del Big Ben, enorme area al confine con il Messico. Molti messicani hanno perso la vita nel tentativo di attraversarlo per raggiungere come clandestini gli Usa e non hanno superato le difficoltà di questa area desertica inospitale.  
Sosto in un motel di Alpine e ancora una volta ceno in un ristorante, La Trattoria. Io di Vicenza provo un qualcosa simile al nostro tipico bacalà alla vicentina, molto lontano come gusto ma mangiabile ... o sarà fame?
Sono sempre più stremato da colpi di tosse devastanti.
Soste a Marfa, luogo scenografico  del film Il Gigante con Liz Taylor e James Dean. A Fort Davis con il McDonald's Observatory, sul dosso di una montagna con un bel panorama.
Stremato arrivo a El Paso, grossa città al confine con il Messico. I suoi abitanti sono per la maggior parte di origine messicana e così anche Osvaldo, il mio amico virtuale, che mi ha aiutato per comprare l'auto e ancora una volta approfitto per trovare una soluzione o meglio un rimedio per la mia salute.
In farmacia trovo delle pastiglie per la tosse e la suocera mi da una delle sue medicine, che si rivela efficace ma solo per qualche ora. Dormo seduto perché mi manca l'aria. Qualche colpo di tosse mi sconquassa il petto e mi arrendo.
Il tempo minimo necessario e prendo un volo aereo per tornare in Italia. Evito la Emirates Airlines, che nonostante quanto promessomi dai suoi addetti, mi ha rimborsato solo in parte un volo non utilizzato.
Tre giorni e torno a casa.
La diagnosi è bronchite asmatica, che riesco curare solo lontano dagli spifferi d'aria e con una buona dose di antibiotici.


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