parte nr 1 - mianmar - Renato Capparotto - Mi piace andare in giro

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parte nr 1 - mianmar

ASIA > viaggi > Indocina collage

questo è un viaggio che collega una serie di giri per l'Indocina
in pratica ho unito alcuni viaggi, fatti anche a molti anni di distanza in un unico
immaginario viaggio

... parto con il Mianmar o ex Birmania - corre l'anno 2001
001 giorno - lunedì 29 gennaio
Sono con un amico, arriviamo dalla Thailandia in aereo e, in pratica questo è un viaggio organizzato. Abbiamo comprato un pacchetto turistico direttamente on line dall'Italia. Un volo aereo e alle 9.30 am atterriamo a Yangoo o Rangoon, capitale della Birmania o Burma. Il nome Mianmar = Unione di Popoli è recente e rispecchia l'unione che comprende oltre 100 etnie diverse, che abitano questo stato. Siamo accolti da un addetto che parla italiano e ci assembla con gli altri compatrioti, che partecipano con noi a questo tour. La guida si chiama An Ton Lìn e per nostra comodità lo chiamiamo subito Antonio, gestisce una compagna locale legata al tour operator Mistral, Quality Group, mail: info@qualitygroup.it, ed ha imparato la nostra lingua da alcuni missionari cattolici. Un autobus ci aspetta e andiamo all'Hotel Equatorial ****, ci aspetta un aperitivo di ben venuto e ci sono assegnate le camere. Siamo in totale 12 persone e non so se sia stata una scelta o la casualità proveniamo tutti dall'area veneta e possiamo dialogare in dialetto veneto tra di noi. Pranziamo e nel primo pomeriggio iniziamo le escursioni previste. Siamo subito alla pagoda di Sule in centro e quella di Tazaung degli Arakanesi con una enorme statua di un Buddha. Un giro per la pagoda e il Buddha che ha i piedi incisi con 108 simboli della felicità, come quella di Bangkok. Ripartiamo, una breve sosta sulle rive del lago cittadino di Kandawgyi con il risorante a forma di barca di Kraweik. Qualche minuto e raggiungiamo la stupa alta più di 100 metri di Schwedagon, interamente coperta d'oro. E' uno spettacolo unico e impressionante.

La leggenda vuole che all'ionizio dei tempi ci fossero cinque boccioli di loto, che rappresentano la venuta dei vari buddha. I primi tre andarono via subito. Il quarto Gotama Buddha diede otto capelli a due mercanti birmani suoi discepoli, che dopo varie disavventure arrivarono in Birmania con solo 4 quattro capelli ma quando aprirono lo scrigno con questo tesoro sono tornati otto come all'origine, iniziò in quel momneto una pioggia di fiori e pietre preziose, i ciechi riacquistarono la vista, i sordi l'udito e i paraplegici l'uso delle gambe. La gente cominciò portare dei doni e divennero sempre più numerosi. La prima regina Mon, Shinsaw bu nel XY secolo donò l'equivalente (45 kg) del suo peso in oro e fu sufficiente a ricoprirla d'oro. E' diventata una tradizione e tutti portano oro, che aggiungo e ora supera i 100 metri d'altezza.
La stupa si trova su un'ampia terrazza con quattro templi una per ogni angolo cardinale. Ci sono altri 72 templi minori, pagode dorate, fregi, rilievi, pietre semi preziose incastonate, fontanelle per ogni giorno della settimana. La terrazza è affollata di fedeli che si aggirano tra i vari templi o pregano. Un paio d'ore e torniamo all'albergo. Breve sosta in camera e usciamo per la cena. Andiamo  nel ristorante di Karaweik nel lago reale. L'organizzzazione è perfetta, la cena ottima e c'è anche uno spettacolo di musica e danze indigene.

002 giorno - martedì 30 gennaio
Alle 4 am sistemiamo i bagagli all'esterno della camera, che alcuni inservienti prelevano e portano sul pullman. Colazione e con la corriera andiamo all'aeroporto. Controlli meticolosi, anche se è un volo interno, prima delle 7 am decolliamo e poco dopo un'ora siamo a Bagan. I bagagli raggiungono direttamente l'albergo e noi andiamo subito a visitare la Valle delle Pagode. Nel 1057 d.c., quest'area fu conguistata da Re Anawrahta. Desideroso di acquisire la cultura Mon e arricchire il suo impero di Thaton v'importò forgiatori, artisti, tornitori e pittori, che diedero nuovo smato alla città. Era la più importante metropoli buddista e conta oltre duemila pagode più o meno grandi.

E' una zona secca, che ha permesso la conservazione di molti di questi templi e permane l'insediamento della gente. Il clima è buono e l'acqua è assicurata dal fiume Chindwin, che si getta sul fiume Ayeyarwady. Il luogo è anche un centro di commercio sulla strada che unisce India e Cina. Un bel giro con salita su di un tempio, che permette una veduta sulla vallata. Nuovo percorso in autobus e visitiamo la pagoda di Ananda Pahia del XI secolo con la sua statua d'oro del buddha.

  E' ispirato allo stile indiano e ancora adesso vi soo artisti e pittori che colorano le tele. Nuovo giro in corriera e andiamo in centro alla pagoda di Shwezigon, simili a quella di Yangoon ma di dimensioni molto più modeste.
Siamo nella zona di Nyaung U, vicino all'aeroporto e al porto fluviale. E' anche il luogo dei negozi di souvenir e in molti vendono legno di gelso, che tritato e bagnano è splmato sulla pelle e la protegge dal sole oltre che ad abbellirla. I tempi del tour sono giusti ma ferrei e via di nuovo verso il tempio di Hti lo min del XIII secolo con tecniche di costruzione del elgno con la pietra. Visitiamo un laboratorio per la lavorazione degli stucchi e della lacca. A  mezzogiorno siamo sul ristorante Sunset Garden con un ampio giardino, che domina un bel panorama sul fiume. Finito il pranzo, in uno stile locale ma reso adatto ai nostri palati e cioè meno piccante e con largo uso di agrodolce, andiamo nell'Hotel Bagan ***** a prendere possesso delle nostre camere.




Si! E' un albergo a 5 stelle ed e' bello trattarsi bene ogni tanto, fa bene allo spirito! Il tempo di darci una risistemata e nel tardo pomeriggio nuovo giro per le pagode, che ho ribattezzato pagodare. Ci troviamo con tutti i gruppi turstici in zona su una delle pagode più alte per osservare il tramonto sulla vallata. Chi vuole può fare un giro in carrozzella. Torniamo in albergo per la cena. E' servita in giardino illuminato con gusto da luci appese agli alberi. C'è anche uno spettacolino che racconta la leggenda della nascita di Bagan dovuta a un personaggio giunto in groppa a un elefante bianco o qualcosa del genere?
... curiostità! Nel nostro gruppo c'è una giovane, che è nata nel mio stesso paese in Italia, Montegalda, circa 3.000 abitanti.

003 giorno - mercoledì 31 gennaio
Nuova colazione e partenza per l'aeroporto. Lo stesso aereo di ieri, che compie un volo giornaliero circolare  con scali in varie città del Mianmar. Il volo dura meno di 30' e atterriamo a Mandalay ex capitale della Birmania. Un nuovo autobus e raggiungiamo subito il monastero di Mahaganda Yon. Ospita oltre 1000 studenti e monaci della più importante università buddista. Lo spettacolo che possiamo assistere è il pranzo, che fanno una volta al giorno in un unico grande refettorio. La disciplina è ferrea, sfilano in fila indiana per entrare nel salone con la loro ciotola personale, e ci sono anziano o giovani e addirittura bambini senza distinzione o priorità tra loro. Un giro per il vicino villaggio di Zagan, dove il tempo sembra si sia fermato. Ferramenta, maniscalchi, negozzi di ogni genere. Noi andiamo visitare un laboratorio per la lavorazione d'argento  e quindi al ristorante lungo il fiume. E' un ristorante con un bel giardino, credo sia gestito da cinesi o almeno le sembianze sembarno tali. C'è anche un figlio del vice presidente tra gli ospiti con la moglie coreana e una nutrita scorta di guardie del corpo. Finito il pasto andiamo a vedere il ponte in legno più lungo al mondo, 1200 metri, di U Bein del XIII secolo, che attraversa il lago di Taungthaman, spesso quasi asciutto, come in questo periodo, fino d un'isoletta che ospita un monastero buddista. Un giro sul ponte ad osservare la vita della zona. Ci sono molti allevamenti di anatre che si spingono con i loro serragli fino ai bordi dell'acqua. Ci sono anche negozi per turisti e tra le altre cose offrono anche vino di palma prodotto nella zona.


Torniamo a Mandalay e visitiamo la pagoda di Mahamyat Muni, chiamata anche Hpaya gyl e ospita il buddha ricoperto d'oro più venerato del Paese. All'ingresso del tempio i fedeli possono comprare dei fogli sottilissimi d'oro, che ognuno incolla alla statua, che ha triplicato la dimensione rispetto l'origine. Facciamo in fila tutto il periplo della statua e anche noi attacchiamo la nostra foglia d'oro. Un giro fino a palazzo reale,abbastanza recente, tutto in legno.

Nel tardo pomeriggio saliamo sulla collina di Mandalay 236 mslm, che ha un bel panorama sull'ansa del fiume e la città. C'è una qualche personalità in visita con una nutrita scorta militare. E' seduto su di un divanetto assieme a una qualche autorità locale che lo ospita. Io scherzo e in qualche modo arrivo a chiedere di scattare una foto assieme e, gentile, mi fa accomodare vicino a lui per la foto. Credo sia il nuovo ambasciatore o qualche ministro cinese.

Sono leggermente in ritardo nello scendere dalla collina e gli autisti dei touc touc, che non mi hanno identificato come appartenente al gurppo, vogliono un compenso ma interviene subito la guida e torno al pullman. Andiamo al Novotel Hotel**** e ci prepariamo per la cena. Un piccolo gruppo concerto musicale durante il pasto. Salutiamo il resto del gruppo, che prosegue fino al Lago Isle, mentre noi domani torniamo a Yangoon e in pratica terminiamo il nostro giro.

004 giorno - giovedì 01 febbraio
Il mattino facciamo colazione e partiamo. La guida ci accompagna all'aeroporto e ci affida ad un nuovo accompagnatore, che però parla un italiano più stentato. Il volo fa uno scalo a Heho, sul lago Isle e poi arriviamo a Yangoon. La giornata è in pratica libera in attesa del volo in serata per la Thailandia. Visitiamo la mostra di un pittore contemporaneo U Lun Gywe. Pranzo in centro e alla sera siamo all'aeroporto, decolliamo e lasciamo il Mianmar.  

... continua in Thailandia

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