parte nr 2 - Thailandia - Renato Capparotto - Mi piace andare in giro

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parte nr 2 - Thailandia

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Ho effettuato un primo viaggio in Thailandia nel 1987

005 giorno - domenica 01 febbraio
Arrivo nel primo pomeriggio con un volo dall'Italia con la Bimana, compagnia di bandiera del Bangladesh. Era il volo più economico. che ho trovato per arrivare in Thailandia. Raggiungo con un mini bus il centro assieme ad altri turisti stranieri e mi trovo un albergo nei pressi del Palazzo Reale. E' senza stelle ma pulito. Sistemo le mie cose e faccio subito una passeggiata per il centro. Sono nei pressi del path di Sanam Luang, nei pressi del Palazzo Reale, dove s'incontrano molti abitanti della capitale. Ci sono bancarelle con leccornie e oggetti vari illuminate da lampade all'olio, che danno una scenografia molto piacevole. Prendo un tyro trò e raggiungo la zona rossa. L'offerta di sesso è molto forte, l'intera via offre massaggi di ogni genere e rapporti sessuali a prezzi economici ... io, sono anche tentato, ma ho una gran paura di malattie e mi accontento di dare una occhiata veloce. Sono anche stanco per il volo e preferisco tornare in albergo.

006 giorno - lunedì 02 febbraio
Lascio il bagaglio in deposito presso l'albergo e vado in centro per visitare il Wat Phra Keo il palazzo reale luogo turistico principale della capitale. E' anche dove è venerato il Buddha di giada o di smeraldo, blocco scolpito nel XV secolo. Preso nel Laos, durante la Guerra, è uno delle maggiori disaccordi

tra i due Paesi confinanti. Il Wat Phra Keo, voluto nel 1782 dal re Rama I, che ha fondato Bangkok, era all'inizio tutto in legno e poi con riparazioni e restauri è nella situazione attuale. E' affollatissimo  e devo entrare in fila indiana.



Lascio il Wat Phra Keo e vado nel vicino tempio di Wat Pho del XVI secolo, che contiene un Buddha sdraiato lungo 45 metri, ricoperto da foglie d'oro e i piedi hanno 108 intarsi di madreperla.

E' ormai sera quando arrivo in un pontile e faccio un giro con un giovane su una veloce lancia nella ragnatela di canali = klong, che caratterizzano l'area palustre di Bangkok Thonburi. Torno, dopo una mezzora al pontile e poi in albergo, recupero il bagaglio e vado alla stazione degli autobus. Trovo un pullman di 1a classe e alle 9.15 pm parto. E' un pullman con tutti i confort, aria condizionata e una hostess che porta subito un aperitivo e poi un spuntino, incluso nel costo del biglietto. Scendo verso sud nelle tenebre della notte. Ho un posto vicino al mio libero e posso stendermi e dormire qualche momento.

007 giorno - martedì 03 febbraio
La strada è a tratti malmessa, scossoni e buche sono una costante in tutto il viaggio. Alle 8.30 am arrivo a Surat Thani, oltre 600.000 abitanti, dove c'è il capolinea dell'autobus e devo cambiare mezzo per proseguire il viaggio. Il tempo di bere un caffè e, quasi un'ora dopo, parto su una corriera meno bella della precedente ma ancora in buon stato. Sosta per il parnzo a Phanom. Mangio dei pezzetti di carne fritta, che hanno delle squame e mi dicono sia serpente. L'aspetto è simile ma il sapore è legnoso e privo di gusto. Supero il ponte, che a nord collega l'isola alla terraferma, e sono a Phuket. L'attraverso tutta in verticale e raggiungo il capoluogo. Sono subito accolto da imbonitori di ogni genere e per liberarmi della massa devo sceglierne uno, che mi guida al Thavorn Grand Plaza Hotel, 40 / 5 Chana Charoen Road, 83150 Phuket. Pulito ed economico. Ceno nel ristorante dell'albergo e festeggio la prima meta con un bicchiere di Mekong, un distillato simile al nostro brandy.

008 giorno - mercoledì 04 febbraio
Un breve giro per la città e un paio di spiagge vicine occupate da resort e affollate da turisti da tutto il mondo. Vado, subito dopo, alla stazione degli autobus e torno al nord dell'Isola a Pont Savarin. Cambio bus e raggiungo Krabi e ancora con un samlo arrivo alla spiaggia di Ao Panang, proprio di fronte a Phuket dall'altra parte della baia. Mi sistemo in un bungalow di un camping. L'alloggio è essenziale ma piacevole. Il resto della giornatga ... non faccio nulla. Aspetto il tramonto e faccio il bagno in mare, la spiaggia è stupenda quasi deserta con sabbia e palme.

009 giorno - giovedì 05 febbraio
Mi sveglio all'alba e noleggio una bicicletta per fare un giro in zona. Trovo una bici sgangherata e mi avvio verso l'interno. Non ho la mappa del luogo e credo che non esista nemmeno. Il tizio del noleggio mi fa uno schizzo e dopo circa quindici km arrivo a Su San Hoi, sulla riva opposta di una penisoletta, dove si trova un Cemetery Shell = cimitero di conchiglie. E' una rara formazione geologica dove ci sono delle rocce stratificate, vere e proprie  lastre rocciose adagiate sul fondo formate da conchiglie. Simili a queste sono solo in due altre parti del mondo in Giappone e sul lago Michigan nei pressi di Chicago. Il tempo di bere un caffè bollente in un bar vicino, che non credo veda molti clienti e torno alla spiaggia. Lungo i tragitto cade la catena della bicicletta e un giovane in motoretta si ferma e mi aiuta con i suoi attrezzi. Arrivo grondante di sudore e mi tuffo in mare in quanto non ci sono docce d'acqua dolce nel camping. Aspetto il samlo per partire e lasciare il campeggio, dove è rimasta un'unica cliente, una bella olandesina. I suoi amici sono usciti per una escursione. Lei non è andata assieme perché è stata punta da un insetto e ha fatto infezione a una gamba. L'arto è gonfio e  ... non proprio bello da vedere ma sembra stia migliorando. Prima di mezzogiorno prendo un samlo e vado al pontile di Krabi, una breve attesa e salpo per l'Isola di Koh Pee Pee.

Il battello è pieno e tra questi ci sono anche turisti italiani. Oltre un'ora e sbarco nell'isola di Koh Pee Pee. Scendo direttamente in acqua perchè non c'è il pontile e m'immergo fin sopra la cintola. L'isola di Pee Pee è stupenda una striscia di sabbia con palme unisce due promontori che si allungano e formano una baia interna protetta. Un paio d'ore sulla striscia di palme dove ci sono moolti negozietti, ristorantini e alberghi. Torno al battello e riparto per arrivare ancora a Phuket e mi rifugio ancora all'hotel Thavorn, dove sono stato un paio di sere fa. Ho preso troppo sole in barca ed ho la pelle bruciata sulle spalle.

010 giorno - venerdì 06 febbraio
Lascio l'albergo e raggiungo la stazione degli autobus. Mi dicono che è tutto al completo e insisto qualche momento. Riesco ad attirare l'attenzione di un responsabile e mi trova un posto libero e posso partire. Credo ci sia stata qualche incomprensione perché il mezzo è quasi vuoto. Risalgo ancora l'isola fino a Ponte Savarin e poi, dopo Krabi, giro a destra e proseguo verso sud. Alla sera arrivo a Hat Yai centro al confine con la Federazione della Malesya. Ci fermiamo per la notte e scelgo un albergo economico, l'hotel Mee Chin di ultima categoria. Mi assegnano una branda in una camera, dove mi stendo vestito.  

011 giorno - martedì 17 febbraio
... di ritorno dalla Malaysia. Un volo da Kuala Lumpur e torno a Bangkok. Ho scherzato con l'addetta della biglietteria della Thai Airways a Kuala Lumpur, le ho chiesto un posto più economico possibile mentre lei mi consegna un biglietto di prima classe, che pago come quello economico. C'è una notevole differenza. All'aeroporto posso accedere alla sala Vip, dove trovo un buffet a libero servizio e mi è offerto champagne e cognac. Idem in aereo il pasto è speciale: verdure fresche in pinzimonio, chele di aragosta, vino bordeaux rosso e conclusione ancora con champagne e  cognac. Quando arrivo nelle prime ore del pomeriggio a a Bangkok ho la precedenza nello scendere e recuperare il bagaglio. Un terminal e vado in centro e ancora alla stazione degli autobus e in serata parto e verso le 9 pm sono a Pattaya. Mi sistemo all'Hotel Meridien nei pressi della stazione degli autobus. Pattaya ha delle belle spiagge sabbiose e un mare tranquillo ma la sua fama è dovuta alle sue case aperte. Usata dagli americani coinvolti nella guerra del Vietnam come punto di ristoro vi è prolificata la prostituzione e in pratica sembra un enorme bordello all'aperto. Percorrere la strada principale si è sottoposti a offerte e tentazioni di ogni genere sessuale, alla fin della via principale c'è anche una spiaggia riservata agli omosessuali. Una attività più innocente ma sempre redditizia sono alcuni pittori che eseguono dipinti di persone molto fedeli copiando da fotografie in tempi anche di due o tre ore. Ceno con delle fettuccine in brodo cotte su enormi padelloni = wok con olio di soia in una cucina lungo la strada.

012 giorno - mercoledì 18  febbraio
Giornata balneare di tutto riposo.

013 giorno - giovedì 19 febbraio
Alle 7 am parto con un bus e torno nella capitale. Salgo subito sul terminal e raggiungo l'aeroporto e nel primo pomeriggio ottengo il boarding pass ... c'è solo un ritardo sulla partenza delvolo di 5 ore e parto solo a sera tardi.


... qualche decennio dopo, proveniendo dalla Birmania.
014 giorno - giovedì 01 febbraio 2001
... arriviamo a Bangkok di sera. Abbiamo prenotato in precedenza un albergo e l'accordo è che sarebbero dovuti venirci prendere. Non c'è nessuno! Telefoniamo ma non riusciamo comprenderci. Un signore ci aiuta e ci fa salire su un terminal per il centro e poi, con un taxi raggiungiamo l'hotel Twin Tower, 88/2 New Rama 6th Road, Rong Muang, Palumwan, Bangkok 10330. Non è ben chiaro a cosa sia dovuto ma il mio amico ha problemi intestinali, forse qualcosa che abbiamo mangiato gli ha fatto male oppure il continuo sali scendi dei giorni in Birmania con gli aerei. E' comunque a terra, ha la febbre e rimaniamo il resto della serata in stanza.

015 giorno - venerdì 02 febbraio 2001

Notte quasi insonne. Un momento di stasi e usciamo per visitare il Wat Phra Keo, palazzo reale e poi c'imbarchiamo su di un pontile nei pressi del wat Po e facciamo un giro per i klong = canali del mercato galleggiante. Vorremmo fermarci un'altra notte in questo albergo ma ci hanno chiesto un prezzo maggiorato e per avere lo stesso costo bisogna farlo attraverso un'agenzia turistica. E' un giro strano, che ci coinvolge alcune ore ma ci permette uno sconto del -30% sul prezzo di listino. E' una giornata molto calda e torniamo in albergo. Ci è assegnata una stanza simile e il mio amico è stanchissimo. Rimaniamo il resto del giorno a rifiatare nei pressi della piscina dell'albergo posta su una terrazza al V piano. Il riposo sembra far bene. Il mio compagno non mangia nulla e verso sera scende anche la febbre.

016 giorno - sabato 03 febbraio
Dormiamo meglio e il peggio sembra sia passato, una colazione fugace e lasciamo l'albergo. Ci siamo organizzati e andiamo in un'agenzia dell'Avis rent a car, dove abbiamo noleggiato un auto, che ci è consegnata, e poi la renderemo a Ubon Thani, nei pressi del confine con il Laos. E' una bella Toyota Soluna con aria condizionata. Usciamo da Bangkok e ci perdiamo, la segnaletica è molto scarsa e per trovare la giusta direzione verso nord facciamo un giro enorme. Arriviamo per una prima sosta a Kanchanaburi. E' il luogo reso famoso per l'evento bellico durante la seconda guerra mondiale contro i giapponesi, il Ponte sul Fiume Kway. E' una scoperta, che per praticità il film è stato girato nello Sri Lanka e comunque il ponte ferroviario attuale è ancora molto visitato. La costruzione del ponte, voluta dai giapponesi a tempo di record, sembra sa costata diecimila vittime, stroncate dalle condizioni atmosferichee molto calde e dalla malaria di questa zona palustre. Il ponte fu fatto brillare dai prigioneieri stessi prima dell'inaugurazione. Ripartiamo e procediamo con calma, tralasciamo alcuni luoghi più o meno interessanti e andiamo direttamente nella zona archeologica d Phranakhon si Ayutthaya, la più importante della Thailandia. Nell'arrivare seguiamo un gruppo di elefanti addobbati a festa e ci troviamo in una zona che ha moltissime bancarelle e ci sono anche molti turisti indigeni. Un giro per le rovine e la pagoda centrale con il suo enorme buddha in piedi all'interno, tra i più grandi del Paese.
Un giro per le bancarelle ricche di frutta disposta in plle colorate e artistiche. Un paio d'ore, breve soste per osservare degli elefanti utilizzati per giri turistici e siamo ancora all'auto e proseguiamo verso nord. Qualche chilometro e con qualche difficoltà arriviamo a Lopburi. La segnaletica è solo in lingua thailandese e per noi incomprensibile. Ci sistemiamo all'Hotel Lopburi Inn, 28/9 Naraimaharay road, Talechubsom Muang 15000 Lo Buri. Il tempo di sistemare i bagagli e scendiamo nel ristorante dell'albergo, dove ceniamo con un'orchestrina che alterna canzoni locali ad altre internazionali. Il mio amico sta decisamente meglio e preferiamo non esagerare e saliamo subito dopo in camera.

017 giorno - domenica 04 febbraio
Una colazione nello stile internazionale con il mio amico, che ormai sta meglio, e poi andiamo a visitare l'antico palazzo reale. E' un edificio, ora trasformato in museo, che ha avuto tra gli ospiti anche Napoleone.  Partiamo dal sito turistico un attimo prima dell'arrivo di alcuni pullman di scolaresche, che rompono la tranquillità del luogo. Andiamo con qualche difficoltà sulla ss nr 32 e poi più avanti un autostrada molto frequentata da mezzi sgangherati, che non permettono una corsa molto veloce. A San Mgao usciamo per vedere l'imponente diga di Bumiphol Dam. Torniamo sulla strada principale e qualche chilometro dopo facciamo un'ulteriore deviazione e visitiamo l'Ospedale degli Elefanti, quasi uno zoo per elefanti, dove sono curati e assistiti anche i neonati in difficoltà.  Nel tardo pomeriggio siamo a Chiang Mai, seconda città della Thailandia e famosa come centro del triangolo d'oro, un tempo passato ma forse ancora oggi, epicentro del maggior traffico d'oppio e contrabbanmdi vari in quanto di trova nei pressi del confine con il Mianmar e il Laos. E' un luogo che ha attirato molti hippies e ancora qualcuno è rimasto. La città è modernizzata e ci sono anche centri comemrciali occidentali, tra questi Auchan. Troviamo alloggio presso l'Hotel Phucome Inn, 2 kanklong Chol Prathm, Chiang Mai 50000. Abbiamo già visto alcuni tour organizzati per visitare la zona e ne prenotiamo uno per domani in un'agenzia. La città è turitica e ceniamo all'occidentale: bistecca a patatine con birra alla spina. Una passeggiata arriviamo nel mercato notturno, punto di ritrovo 'obbligato' di tutti i turisti e ci proproniamo di tornare per cenare domani sera in una delle numerose ccine da campo.

018 giorno - lunedì 05 febbraio
Scendiamo nella hall dell'albergo in anticipo e mezzora prima arriva il bus del tour, che recupera i passeggeri nei vari alberghi. Completato il giro degli alberghi andiamo a circa 30 km a sud della città a Doi Inthanon Nationa Park.


Arriviamo nel parco alle prime ore del giorno ma è arrivato già un altro gruppo e dobbiamo invertire il nostro programma, che prevede un giro in elefante, perché questi sono già impegnati. Un sentiero in salita e un ponte tibetano da superare e arriviamo a un villaggio di etnia meo. E' un gruppo di minoranza che non si è modernizzata e rimane in uno stato di tradizione tribale e arretratezza. Scendiamo sul dorso di elefanti, che hanno percorso i programma all'inverso e dopo qualche ora siamo ancora al pullman. Pochi chilometri e ci è servito il pranzo in una capanna indigena. Riso  in bianco, pezzettini di carne in agrodolce, vedura mista con pezzetti di ananas. Un giro fino a una cascata e poi arriviamo sulle rive del fiume, che dobbiamo scendere con un bamboo rafting. E' un tratto di fiume, circa 500 km, legegrmente increspato da alcune piccole rapide. ? ... succede qualcosa che non mi è chiaro?

Il gruppo è diviso su alcune zattere e distribuite dueo tre per zattera in base al peso. Io sono abbinato assieme a due israeliani della mia stessa stazza. Siamo affidati anche a un ragazzino ... circa dodici anni, mentre le altre zattere sono tutte ben distribuite. Il mio amico mi precede senza problemi. Io, già nello salire con il nostro peso la zattera è sotto il livello dell'acqua e alla prima rapida tocchiamo le rocce e ci incagliamo ... dobbiamo scendere in acqua, che ci arriva alla vita, e la corrente ci rende difficile rimanere in piedi, e dobbiamo risalire. Questo si ripete un paio di volte, mentre il mio compagno se la ride a crepapelle dalla riva. Torno al bus, dove mi posso cambiare con degli indumenti asciutti. Alle 6 pm sono già in albergo. Qualche momento e poi andiamo al mercato notturno. Ceniamo a un costo dimezzato, rispetto la scorsa sera, e ci abbuffiamo di enormi granchi presi da un acquario, calamari cotti al vapore ... in pratica un'abbuffata. Verso le 11 pm, più tardi del solito siamo in albergo.

019 giorno - martedì 06 febbraio

Colazione e giro in centro fino al tempio di Wat Mahathat. C'è una cerimonia religiosa in corso e usciamo quasi subito. Lasciamo la città e andiamo a Mae Sai, località all'estremità nord della Thailandia, dove c'è un ponte internazionale che permette di raggiungere il Nianmar. Un giro per il paese nelal speranza di incrociare qualche donna appartenente all'etnia Shan, famose per il collo da giraffa, allungato durante la crescita con degli anelli metallici. Non abbiamo fortuna, raggiungere un villaggio shan oltre il confine è impegnativo e comporterebbe tempi molto lunghi. Ci sono molte bancarelle e in una mangiamo dei fichi secchi ricoperti da una specie di farina bianca e insapore e alcune gustosissime uova riempite di una pasta simile alla marmellata molto dolce. Beviamo anche dei succhi d'ananas e del vino rosato locale molto dolce simile al vermouth. Partiamo e rifacciamo a ritroso la strada fatta in precedenza e andiamo a sud. Ci fermiamo alle 8 pm a Phitsanulok presso l'Hotel Amarintr Nakom. 3/1 Chaophraya Road, Muang.

020 giorno - mercoledì 07 febbraio
Una cinquantina di chilometri e arriviamo nella zona archeologica di Phra Mae Ya Shrine a Sukhothai, una delle antiche capitali della Thailandia.

E' un bel parco con molte rovine in stile induista. Un paio d'ore e siamo ancora in movimento. La strada prosegue tortuosa in una zona semideserta in una foresta d'alberi d'alto fusto. Una breve deviazione fino alla cascata di Sakunothayan Waterfll e verso sera siamo a Udon Thani. Ci sistemiamo all'hotel Srichai, 480/484 Phosri Road. tra i peggiori dove abbiamo soggiornato in Thailandia. Qualche difficoltà a trovare l'agenzia di nolo dell'Avis per consegnare lamacchina in quanto siamo in una zona poco turistica e nessuno parla inglese o altre lingue straniere. Consegnamo l'auto nell'ufficio presso l'aeroporto e poi torniamo in albergo. L'hotel Srichai è strano!  Credo sia a gestione famigliare e hanno una certa assomiglianza con i personaggi della famiglia Adams. L'addetto alla reception ha la pelle bianca cadaverica e c'è anche una signora, vestita di nero, uin po' più tondetta, ma che potrebbe essere Mortissia, non manca un facchino un po' gobbo, che però non ci aiuta con i bagagli e ... temo che possa spuntare una mano da qualche scatola.

021 giorno - giovedì 08 febbraio
Una notte insonne a causa del condizionatore molto rumoroso e troppo alto.  Un bus sgangherato e arriviamo al ponte internazionale che collega laThailandia con il Laos sul fiume Mecong.

... continua in Laos

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