parte nr 4 - Malaysia - Renato Capparotto - Mi piace andare in giro

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parte nr 4 - Malaysia

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... arrivo dalla Thailandia

025 giorno - sabato 07 febbraio
Supero il confine dalla Thailandia verso le 11 am.  Proseguo con un bus e raggiungo Butterworth. La stazione è proprio davanti all'imbarco del traghetto, che prendo, e raggiungo l'altra riva dello stretto. che separa l'Isola di Penang dalla terra ferma e raggiungo George Town. E' la terza città della Confederazione Malese con circa 300.000 abitanti e porto franco. George Town è un centro turistico su di un'isola ricca di guglie montuose e spiagge, che le hanno valso il soprannome di Perla dell'Asia con un clima mite tutto l'anno. Vado a piedi a vedere il tempio di Kek Lok Si, il più grande tempio buddista dell'Asia

Sud Orientale del 1890 con oltre 10.000 statue di Buddha e all'esterno una più grande, alta circa venti metri, che si può vedere da quasi tutta la città. La statua è recente in uno stile moderno. Scendo  dall'altura dove si trova il centro di pellegrinaggio, che anche adesso è affollato di fedeli. Torno in città e cerco una sistemazione per la notte. Mi sistemo all'Hotel Town House, discreto e vicino al centro città. Sono appartamenti in affitto e lo proprongono in offerta per una notte per promuoverne la vendita o l'affitto per lungo tempo. Lungo la strada trovo il classico imbonitore che mi offre l'acquisto di una videocamera di contrabbando ... gli do' appuntamento per l'indomani per vedere effettivamnente di cosa si tratta.

026 giorno - domenica 08 febbraio
Faccio colazione e vado subito vedere il giardino botanico. E' un bel parco, un tratto di giungla fitto ma, credo non sia il momento migliore, perché non ci sono fiori. Un giro con un touc touc anche per visitare lo Snake Temple, dove alcuni serpenti girano per il tempio intontiti dai fumi dell'incenso bruciato, che riempiono la stanza e li fanno cadere in una forma di sonno perenne o catalessi. Esco dal tempio e con la cremaliera salgo sulla Penang Hill, cima a 900 mslm, che permette una visuale sull'intera isola e il ponte avveniristico che la unisce alla terraferma. Sono veloce, perchè non ho molto tempo a disposizione e in mattinata ho comprato un biblietto aereo per la capitale. Il costo di un volo è inferiore o simile a quello dell'autobus, che impiegherebbe un'intera gironata. Torno all'hotel Town House recupero il bagaglio e vado all'aeroporto. Alle 7.30 pm decollo e circa 45' dopo atterro a Kuala Lumpur, capitale della confederazione malese. Prendo il terminal per il centro città. Kuala Lumpur è una grande sorpresa, mi aspettavo una città vecchia con vicoli stertti e case cadenti, mentre è una città moderna, grattacieli e chilometri di passerelle pedonai coperte per proteggersi dalla pioggia frequente. Ceno in una cucina di strada con degli spaghettoni cotti in olio di soia su enormi wok. Non esistono forchette e devo usare i bastoncini. Un breve giro e trovo una stanza all'Hotel Mandarin.

027 giorno - lunedì 09 febbraio
Quando  mi alzo vado all'aeroporto, c'è una strana regola non scritta e cioè nei Paesi più sviluppati e moderni i costi degli aerei sono bassi e anche il nolo delle vetture sono a buon prezzo. Prendo una Toyota Corolla con l'aria condizionata per alcuni giorni e parto. vado subito alla Batu Caves, circa 15 km dal centro. Una lunga gradinata per salire all'ingresso, che in questi giorni è chiuso. La grotta sacra e meta di pellegrinaggio conserva alcune specie animali endemiche, oltre a pipistrelli, scorpioni e ragni velenosi e un serpentello, che sale sulle pareti verticali della grotta a cacca di pipistrelli ... ormai ridotti a pochi esemplari. Proseguo verso nord, la strada è quasi un autostrada, bella e scorrevole. Supero il Temple Park, Bidor e arrivo a Ipoh con il vicino Sam Pho Tong, un tempio rupestre scavato nella montagna. E' formato da varie grotte e corridoi scavati dai monaci e alcuen volte sono crolalte e hanno formato dei minuscoli parchi verdi chiusi da pareti. Ipoh è la seconda città della Malaysia, la più ricca dello stato grazie alle sue miniere di stagno e altri minerali. Un violento acquazzone mi costringe a ripararmi in un bar. La strada si trasforma subito in un fiume e i tergicristalli, anche se alla massima velocità, mi concedono una visuale di solo 5 o 6 metri. Meno di mezzora e riparto.Torno verso sud, supero Kampa r e a Tapha devio a sinistra, su una strada di montagna e salgo sul pianoro di Cameron Highlandas, 1700 mslm. Gli inglesi, durante la colonizzazione, vi avevano creato un loro luogo di vacanza per godere del clima più mite della pianura. Hanno trasformato ed ancora conserva edifici in stile tudor, un bel campo da golf e tutto l'ambiente sembra un angolo di Scozia ... l'umidità forte rende simile anche l'atmosfera con un leggero velo di perpetua nebbiolina. E' una zona fuori dai nuclei industrializzati e ci sono ancora villaggi di capanne degli indigeni Orang Asli, che non si sono ancora adattati al mondo moderno. A Ringlit inizia la valle e cerco un albergo, la zona è un po' cara e proseguo fino a Tanah Rata all'estremità della
vallata.Trovo una sistemazione in un albego molto spartano il Rumah Tumpangan Towne Hotel.

028 giorno - martedì 10 febbraio
La notte è fredda.  Non c'è riscaldamento e devo rispolverare dei maglioni per scaldarmi un po'. Colazione misera come la camera e parrto. Scendo dalla montagna e torno sulla superstrada. Qualche chilometro e devio ancora per salire a Fraser Hill 1300 mslm, altro luogo simile alle Cameron Highlands. Parcheggio l'auto e faccio una passeggiata, circa un paio di chilometri e arrivo a una cascatella immersa nel verde della foresta. Nel primo pomeriggio, sono alla vettura e riparto. Scendo e a Raub, imbocco una strada secondaria verso l'interno. E' una starda asfaltata più stretta e ricca di curve, dove approfitto per correre un po' data la quasi totale mancanza di traffico. Supero le località di Bnta seberang, Jerantur e a sera arrivo a Kuala Tembeling sul fiume Pahang. E' l'unico posto di partenza per visitare il Taman Negara = parco nazionale, che copre circa un terzo della penisola malese. C'è un pontile da dove partono delle piroghe a motore e risalgono il fiume al quartiere generale del parco. E' troppo tardi e sono partiti tutti.
Sono in un luogo semideserto e non ci sono alberghi. Il centro vicino più importante è lontano e mi avvio a grande velocità verso Kuantan, sulla costa del mar della Sonda, la località balneare e più mondana della Malaysia. Trovo alloggio all'Hotel Hillview, Jalan Teluk Cempedak, Teluk Cempedak a Kuantang, tel +60 9 5670600, in riva al mare.

029 giorno - mercoledì 11 febbraio
Mi sveglio all'alba con il canto dei galli. Faccio un bagno in mare anche se non è una giornata bellissima e quindi riparto. Arrivo a Kuala Tembeling con largo anticipo. C'è anche un ritardo sulla partenza, perché dobbiamo aspetare una comitiva in arrivo da Kuala Lumpur.  Alle 2.30 pm parto, sono in un gruppo di 3 lunghe piroghe strette e piatte a motore. Potenti motori spingono per superare di slancio tratti sabbiosi dove tocchiamo e risalire la corrente. Risaliamo il fiume in mezzo la foresta. Il paesaggio è molto bello e gli animali sono numerosi. Ci sono molti cormorani, pappagalli variopinti, piccoli trampolieri.  Vediamo anche un grosso varano fuggire in acqua al nostro arrivo, alcune lontre giocare sulla riva, scimmie e bufali immersi quasi totalmente nell'acqua, che sembrano essere minacciosi al nostro passaggio. Oltre tre ore e arriviamo al Quartiere Generale del parco e dove è nche possibile pernottare nel lodge o nel campeggio. Mi è assegnata una stanza in un bungalow e approfitto di alcune ore di luce per fare subito un primo giro di perlustrazione. Il caldo umido è molto forte. Seguo un sentiero ben tracciato per qualche tempo e con il calar delle tenebre torno al lodge ... incrocio solo un topo gazzella, grande forse il doppio di un coniglio. Mi attraversa il sentiero e scappa come mi vede. ... impossibile scattargli una foto troppo rapido. Una doccia rinfrescante e vado nella sala centrale del villaggio, dove il menù è uguale per tutti: uova cotte in vari modi, riso bollito, qualche verdura e birra. Quando torno in bungalows trovo tre ospiti. C'è un grosso insetto, simile al nostro schiaccia sassi ma molto più grosso, che riesco far uscire dalla finestra. Due ragni, uno peloso, credo sia una vedova negra, che schiaccio con una scarpata e uno colorato, che non riesco colpire e lascio dormire attaccato al soffitto. Io mi chiudo sotto la zanzariera per dormire.

030 giorno - giovedì 12 febbraio
Mi alzo presto e parto subito per una passeggiata, credo di essere tra i primi ma incrocio un gruppo che sta già tornando da una passeggiata. Raggiuingo il Bukit Teresenek, circa 200 metri di dislivello a 4 km dal campo base. E' un dosso montuoso che permette un'ampia veduta della foresta e del monte Gunung Tenhang 2187 mslm, il più elevato della Malaysia. C'è la possibilità di raggiungere la cima con la guida e sono necessari nove giorni di marcia tra andata e ritorno. Torno a Kuala Thana, i campo base per un sentiero diverso e più lungo. Il caldo è esasperante, sudo copiosamente anche rimanendo fermo. Il sentiero è ben segnato ma è ricco di tronchi caduti da superare, radici sporgenti, larghe pozzanghere e veri e proprio acquitrini ... ho il sudore che mi cola sugli occhi e inciampo ripetutamente. Raggiungo il fiume e, abbandono qualsiasi prudenza e entro in acqua per ristorarmi. L'acqua è trasparente e fresca, posso osservare anche qualche pesciolino ma quando mi vedo sfrecciare un grosso serpente nero a pochi metri di distanza, sono veloce e torno a riva.
Torno al villaggio e prenoto il posto barca per domani. Rimango il resto del pomeriggio a non far nulla. Nel parco c'è anche un vecchio cervo, che ha capito che qui è più sicuro perché nella giungla ci sono pantere nere, linci e altri animali pericolosi. La cena varia con una grossa bistecca di bufalo.

031 giorno - venerdì 13 febbraio
Sveglia con il sole, colazione e sono pronto per la partenza. L'organizzazione del posto è ottima, posso pagare anche con la carta di credito. Alle 9 am salgo su una piroga e inizio il ritorno. Un paio d'ore, la barca è più veloce perché segue il corso della corrente e siamo al pontile di partenza. Vado all'auto e carico tre turisti, due olandesi e uno svedese e li porto a Jerantur, dove loro prendono un bus per la capitale, mentre io proseguo verso sud. Supero Temerloh, Kuala Menkarak, Kuala Pilah e nel pomeriggio, verso le 4 pm, sono a Melaka o Malacca, ex capitale ai tempi delle colonizzazioni. La città più antica della Malaysia è cosmopolita e raccoglie gli stili dei vari paesi che l'hanno colonizzata, portoghese, olandese e inglese. Ci sono anche moschee, chiese cristiane di vaie sette, templi induisti e buddisti. Gli stessi abitanti, oltre ai malesi e cinesi vedono la presenza di molti indiani. E' un vero e proprio miscuglio di genti e architetture diverse. Giro il centro e verso sera parto verso la capitale. A sSelemban cade un violento acquazzone. La strada diventa un fiume ondoso e l'acqua supera il livello delle prte e comincia entrare dentro la vettura. Molte auto si fermano e io preferisco seguire la scia di un grosso autobus, che solca l'acqua benchè mi crei un'onda sopra il cofano. Dura circa 15' poi le strade si svuotano subito dell'acqua e rimane solo ... all'interno dell'auto. Quando arrivo a Kuala Lumpur, forse non è nemmeno piovuto.Mi sistemo all'Hotel Malaya, 16, Jalan Hang Lekir, Chinatown, Kuala Lumpur, che ha un parcheggio in un silos, dove le auto sono portate e stoccate con un montacarichi.

032 giorno - sabato 14 febbraio

Sveglia all'alba e passeggiaat per il centro. I malesi hanno trovato un equilibrio ottimale con i molti cinesi che sono immigrati nel loro paese. i primi sono negli uffici e negli apparati amministrativi e i secondi fanno tutti i lavori di manovalanza e non votano. Gli indigeni originali Orang Asli sono l'1% della popolazione e vivono nelle foreste. Torno in albergo, faccio colazione e vado all'aeroporto dove consegno l'auto. Ci sono voli ogni una o due ore e costano poco. Alle 12 am parto per Singapore.

... il viaggio prosegue a Singapore

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