parte nr 6 - vietnam - Renato Capparotto - Mi piace andare in giro

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parte nr 6 - vietnam

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... arrivo dal Laos

034 giorno -  domenica 11 febbraio 2001


... arrivo dal Laos assieme a un mio amico. Un touc touc alla frontiera di Lao Bao e con due ragazzi e le loro motociclette andiamo a una vicina stazione di mini bus. Ci raggiungono anche altri turisti e riusciamo strappare un prezzo dimezzato come gruppo. Quando paghiamo in dollari americani si illuminano e caricato il mini bus partiamo.  Qualche chilometro prima di Huè ci fermiamo. Scendono i passeggeri e penso sia dovuto a un guasto, e forse lo è ma è impressionante il lavoro dell'autista e di altra gente attorno al mini bus. Il mezzo è usato per il contrabbando e contiene di tutto. Lo smontano completamente nelle imbottiture dei sedili ci sono mercanzie di ogni genere: sigarette, bicchieri e piatti di carta, fazzolettini kleenex ... oggetti di scarso valore, che non si trovano in Vietnam. Siamo sulla strada principale, una breve attesa e arriva un altro mezzo. Credo sia omologato per 16 persone, ma quando le conto arrivo a circa trenta. Io sono seduto su di uno sgabello lungo il corridoio e ad una delle fermate intermedie mi fanno sedere in braccio un'arzilla vecchietta. Il mio amico ha un posto tutto per lui e ... ride a crepapelle. Quando arriviamo a Huè fatico a scendere, ho le gambe anchilosate. Qualche passo e, questa volta non guardiamo il costo, andiamo nel primo albergo che troviamo. E' l'Hotel Saigon Morin Huè ****, 30 le loi street, Huè, tel 84 54 3823526, info@morinhotel.com.vn, il più caro della città ma accessibile alle nostre tasche. E' tardi, la cucina è chiusa e andiamo a dormire stanchi senza cena.


035 giorno - lunedì 12 febbraio
E' un albergo vecchio stile ma molto efficiente. L'intenzione è di raggiungere Hanoi, ci informiamo per un volo, ma ci sono solo corse trisettimanali e allora andamo alla stazione dei treni. I convogli sono tutti prenotati con largo anticipo ma grazie all'interessamento di un funzionario riusciamo ottenere due biglietti per una corsa notturna, che dobbiamo comprare pagando in dollari usa. Contrattiamo due risciò e ci facciamo portare nel centro storico dell'ex capitale.

E' rimasta ancora quasi intatta la cittadella murata, Thai Hoa Palace = palazzo della Suprema Armonia e rispecchia in parte lo stile giapponese che aveva governato in quel periodo il paese. Un ulteriore giro fino alla pagoda a cinque piano, altro luogo turistico della città e poi, abbandonati i risciò recuperiamo i bagagli e andiamo alla stazione dei treni. Abbiamo un po' di tempo prima della partenza e mentre il mio amico mi aspetta alla stazione io vado da una barbiera a farmi radere e tagliare i capelli. Il negozio è una baracca lungo un fossato e la giovane mi fa un trattamento completo. Mi spalma una pastella calda sul volto, che poi si solidifica e mi toglie. Mi pulisce le orecchie con cura quasi maniacale e  .... quello che mi terrorizza mi pulisce l'interno delle palpebre. Mi rovescia le palpebre e non vedo più nulla ... ma non voglio nemmeno vedere, sono terrorizzato. Alle 5 pm sono alla stazione e parto con il treno per Hanoi. Ci è servito subito il pasto, compreso nel costo del biglietto, riso e bocconcini di carne di non definita provenienza. La temperatura sarebbe ideale ma l'aria condizionata funziona e dobbiamo usare delle copertine per dormire.

036 giorno - martedì 13 febbraio
Riusciamo dormire e ci sveglia un funzionario alle 5.30 am per segnalarci l'imminente arrivo ad Hanoi. E' presto, siamo infreddoliti e aspettiamo un'ora nella mall della stazione prima di uscire. Un pessimo caffè in una caffetteria vietnamita a infusione. Una guida e raggiungiamo l'Hotel Camelia, 4, Yen Ninh Street, Ba Dinh District, west Lake / Nghi Tam, Hanoi, che ci ha consigliato la reception di Huè. Lo stesso albergo è collegato con un'agenzia turistica e prenotiamo l'escursione per domani nel Golfo del Tonchino , alle 10000 isole di Ha Long Bay e ci è permesso di lasciare i bagagli in deposito in albergo, anche per la notte, che avremmo dormito a Cat Ba. E' una giornata nuvolosa e a momenti cade una leggera pioggia. contrattiamo un motor bike e e facciamo un giro per la città. Il traffico è intenso e la guida di questi tricicli è temeraria negli incroci si sfiorano e spesso affrontano dei veri e propri contromano. Siamo subito al Mausoleo di Ho Chi Min, personaggio simbolo della guerra vinta contro gli americani e primo presidente del Vietnam riunito. Una lunga fila per entrare nel monumento che attira anche scolaresche ed è quasi un luogo di pellegrinaggio per la popolazione indigena.

 Un giro in prossimità del lago cittadino con la moschea di Ngoc Son, collegata da un ponte alla riva e girovaghiamo per il mercato coperto tra bancarelle di ogni genere. Il centro storico è abbastanza piccolo, lo percorriamo a piedi. Un giro anche alla zona coloniale con il teatro municipale e gli edigici governativi. Sono vicine anche le rive del fiume Ho Tay, dove c'è il Long Bien Bridge, che gli americani hanno dovuto ricostruire dopo averlo bombardato. Pranziamo su delle bancarelle vicine all'albergo assieme a indigeni. Salsicce cotte sulle braci, che immergiamo poi in una tazza di brodo di verdure bollente leggermente piccante, l'effetto è molto saporito e buono. Il mio amico compra degli orologi russi usati, che sembra siano molto ricercati dai collezionisti in Italia e costano molto poco. Ci offrono anche Rolex a prezzi stracciati, che presumo siano stati tolti ai soldati americani vinti.
... compro dei bomboloni da una ragazza, che scappa via senza darmi il resto ... è impossibile rincorrerla nel caos della gente. La reazione generale è d'ilarità e ci uniamo alla risata della gente vista l'entità irrisoria del furto. Due birre artigianali tolte da una tinozza senza coperchio e di dubbia sicurezza sanitaria. Torniamo in albergo per dormire un paio d'ore e usciamo per cenare, calamari fritti, insalatona con pezzi di carne e due vodke annacquate.

037 giorno - mercoledì 14 febbraio
Scendiamo presto nella hall per la colazione e, dopo qualche minuto, arriva un giovane dell'agenzia turistica. Ci guida al bus, che si è fermato su di una strada vicina e partiamo. E' un pullman lussuoso con turisti di varie nazionalità, oltre ai vietnamiti ci sono molti australiani e americani. Usciamo dalla capitale su di una strada con pezzi di autostrada. Prima sosta presso un laboratorio di artigiani di un'associazione umanitaria. Ci sono molti giovani orfani e con qualche inabilità, che sono aiutati da questa associazione e molti dei passeggeri comprano qualcosa per aiutarli. Verso le 12 am siamo a Ha Long City, centro balneare in pieno sviluppo, e punto d'imbarco per visitare e raggiungere le isole del Golfo del Tonchino. Pranzo in riva al mare e quindi saliamo

su di una grossa giunca a motore. lo scenario è stupendo pinnacoli cilindrici spuntano diritti dal mare com colonne ricoperte da vegetazione, il mare è di un verde blue intenso, credo si meriti di essere inclusa tra le 8 meraviglie del mondo ed è tra i siti protetti dall'Unesco. Il luogo è molto bello ma anche fresco e rimaniamo quasi sempre all'interno del battello. attracchiamo nell'isola di Thien Cung & Dau Go, isolotto un po' più grande degli altri, con delle belle grotte ricche di stalattiti e stalagmiti sapientemente illuminate. La stessa isola è un po' più elevata e permette di osservare un bel panorama sul mare circostante.


Ripartiamo e all'imbrunire arriviamo a Cat Ba Island, capoluogo dell'arcipelago. prendiamo subito possesso della camera all'hotel Sun Flowers. La cittadina è un brulicare di imprese edilie gli alberghi stanno nascendo dappertutto. I tempi sono ristretti e usciamo subito per la cena. Ci hanno programmato una cena in una delle house boat,. ancorate nel porto, in gran parte a gestione famigliare. ... lo fanno apposta? Questa volta è coinvollto anche il mio amico, per raggiungere la zattera saliamo su un barchino simile a una tazza e il barcaiolo ... non credo abbia più di dodici anni. Credo sia colpa anche del mio peso ma in pratica fatica a manovrare la barca, fa girare la barca come un catino e non riusciamo ad avanzare, arriviamo dopo circa 20' rispetto agli altri ospiti, che non ci aspettano e si gettano famelici sulle cibarie. Il cibo è abbondante e riusciamo cenare anche noi con degli scampi e un grosso pesce lessato. Torniamo con una rematrice più poderosa e la barca procede meglio e diritta. Breve passeggiata sul lungomare e infreddoliti da un gelido vento torniamo in camera.

038 giorno - giovedì 15 febbraio
Una colazione molto spartana  con pane, burro e marmellata e alle 8 am siamo già nel barcone e partiamo. Oltre 4 re e torniamo a Ha long City, dove pranziamo nello stesso locale di ieri. Nuova sosta in un centro umanitario, dove questa volta non compriamo nulla e con un lungo giro alla sera torniamo ad Hanoi. Raggiungiamo l'albergo, dove non ci hanno conservato la stanza, come promesso e ci portano in una depandance vicina, che ci lasciano allo stesso prezzo. Usciamo subito per cenare. Andiamo in un ristorante lussuoso sul lago il Hoan Kiem Lake, dove, forse per l'abbigliamento sportivo o perché effettivamente è pieno siamo rifiutati. Optiamo per un locale italiano Mama Rosa con cuochi che forse hanno appreso la nostar cucina e ceniamo con dei calamari e patatine fritte molto buoni. Grappe al gingseng e caffè espresso completano la cena. Quando torniamo in albergo alla televisione stanno trasmettendo i goal della serie A italiana con Vicenza - Milan 2 - 0, incredibile.

039 giorno - venerdì 16 febbraio
Il mattino presto siamo all'aeroporto e decolliamo per tornare in Italia via Bangkok, ecc.
Questo viaggio collage nel Vietnam prosegue qualche anno dopo ... proveniendo dalla Cambogia, ricorre l'anno 2010.
Superiamo la cittadina di confine di Bavet, che si sta trasformando in una piccola Las Vegas e approfitta della sua situazione di porto franco. Un paio d'ore in un pullman, questa volta sono solo, arrivo a Saigon, attuale Ho Chi Minh City. Ho poco tempo e già mi programmo un bus in serata per ripartire.

Faccio un giro per il centro storico racchiuso in poche centinaia di metri e alle 8 pm già parto dall'ex capital del Vietnam del Sud. E' un autobus con cuccette per dormire al posto delle poltrone, per me è un incubo. Le cuccette sono simili a casse funebri scoperte, troppo piccole e strette io non riesco a entrarci bene ... sono scomodo e non posso nemmeno rimanere seduto in quanto tocco il soffitto.

040 giorno - domenica 21 marzo 2010
Passo una notte da incubo. Ho una bocchetta dell'aria condizionata rotta, la notte è fresca e non servirebbe ma qui la tengo al massimo volume, e mi spara come una lama un soffio d'aria gelida sullo stomaco. La strada è solo a tratti buona, spesso ci sono sobbalzi e frenate busche. Alle 7 am sono a Nha trang, dovrei cambiare autobus e arriverei alle 12 am di domani a Da Nang. Preferisco scendere. Sono stanchissimo ed entro nell'Hotel Calì e prendo una camera, che contratto per qualche ora, fino nel tardo pomeriggio, ho la necessità di scaldarmi e dormire qualche ora. Alle 11 am torno ad uscire e vado alla spiaggia. Bella e lunga con vari resort è poco affollata ma credo si stia sviluppando velocemente. Un taxi e vado visitare il sito archeologico di Po Nagar con le torri di Cham del II secolo.

Lo stesso taxi non mi ,olla e quandoi esco mi porta a vedere il buddha sdraiato di long son. Torno in albergo e alle 7.45 pm parto ed è ancora un bus con cuccette. La situazione si ripete, non ho il bocchettone dell'aria condizionata, ma il pullman è al completo e devo tenermi i bagagli nella cuccetta, sono ancora più incastrato di ieri. Sono stanchissimo e dormo anche qualche ora.

041 giorno - lunedì 22 marzo
Alle 8 am in una delle soste scendo. Sono a Hoi An, credo poco lontano da Da Nang e sono sfinito. M'infilo all'Hotel Star, davanti alla fermata dell'autobus. Sono circondato da imbonitori e mi accordo con uno per un giro in moto per visitare il sito di My Son. Lascio  i miei bagagli in camera e parto poco dopo.
Circa 30 chilometri e arrivo ai templi di My Son, luogo con le rovine del centro sacro del regno Cham del IV secolo. E' una bella zona su alcune alture immerse nella vegetazione.
E' anche questo un sito protetto dall'Unesco e ci sono anche turisti occidentali. Qualcosa più di un'ora e sono ancora sul moto taxi sulla strada per tornare ad Hoi An. Nel pomeriggio vado in spiaggia. E' bella e semideserta, una lunga striscia di sabbia che accompagna e devia con una curva la foce del fiume An e forma una specie di laguna interna ... area con la presenza di bar e ristoranti di ogni genere. Ci sono imbonitori da ogni parte alla caccia dei rarissimi turisti presenti in questo periodo e non è facile liberarsi della loro insistenza. Nel tornare in albergo mi fermo in un locale e ceno con un piatto tipico locale il cao cao.

Una minestra con dei spaghettoni di soia, erba medica e con gusto di limone ... strano ma gradevole. Un'agenzia turistica nei pressi dell'albergo e mi organizzo la giornata per domani.

042 giorno - martedì 23 marzo
Una buona nottata, quasi indispensabile e al mattino alle 7 am sono già in movimento. Un giro per il centro e torno in alebrgo ad aspettare il taxi. Verlo l'1 pm con un'ora di ritardo arriva e aprto. Circa quindici chilometri e arrivo ai piedi della Montagna di marmo, un gruppo di cinque pilastri marmorei, che si innalzano dal centro di un'ampia pianura a pochi chilometri dal mare. Salgo a piedi sul pianoro, che si trova tra i cinque pinnacoli, visito la grotta e salgo anche sull'estremità più alta che domina l'intero gruppo montuoso e la pianura sottostante fino al mare e anche la vicina città di Da Nang.



La grotta è molto bella. Ci sono alcuni finestroni naturali da dove arrivano dei raggi di sole e mescolati ai fumi dell'incenso accesi dai pellegrini, crea un atmosfera strana surreale. Scendo, dopo un paio d'ore e raggiungo con il taxi, che mi ha aspettato, la città di Da Nang. Mi ferma davanti al Museo Cham mentre c'è in riva al mare a pochi metri una manifestazione in costume. E' una cerimonia con sfilata floreale organizzata dall'Unione delle Donne. Sono sparsi sale e riso sui presenti e sul mare per ingraziarsi come augurio di benessere e tranquillità.
Visito anche il museo di Cham dove sono raccolte statue e reperti del regno Cham trovate a My Son.
Nel tardo pomeriggio mi avvio a piedi all'aeroporto, che dista solo una ventina di minuti.
Mi si affianca subito un giovane e facciamo un po' di strada assieme, e quando mi guarda si mette a ridere. Penso di avere qualcosa di strano o fuori posto e cerco di capire. La sua ilarità è dovuta al confronto tra noi due ... lui minutino e magro io grande e grosso sono il doppio rispetto a lui.

Decollo regolarmente con un volo interno, che costa quasi come l'autobus ed è decisamente più comodo e torno a Ho VChi Minh City o Saigon. Un'ora di volo e verso le 11 pm sono nella metropoli e vado subito alla ricerca di un albergo. Un moto taxi e raggiungo l'hotel Xuan Hué, 71 Nguyèn Bac Ward 3, Tan Binh District, tel 848 38447879.  

043 giorno - mercoledì 24 marzo
Faccio colazione e verso le 10 am raggiungo una stazione degli autobus. Credo una cinquantina di chilometri e arrivo nella zona di Cu Chi, quando scendo dal bus sono subito circondato da imbonitori e con un moto taxi raggiungo l'ingresso del tunnel, che è diventato un luogo turistico post bellico.

I vietnamiti avevano scavato una serie di cunicoli per arrivare alla spalle dei nemici e coglierli di sorpresa. Avevano formato in questi tunnel veri e propri centri abitati. Questo era nei pressi di Saigon ed era stato scoperto quasi subito, mentre quelli più a nord erano molto più attivi e pericolosi per gli americani. Vicino al tunnel hanno sistemato un poligono di tiro, dov'è permesso ai turisti (a pagamento) di sparare con le armi e le munizioni tolte ai soldati catturati, anche con bazooka o altro, a delle sagome in grandezza naturale di soldati vietnamiti. Sno assieme ad altri turisti e alcuni di loro percorrono anche un tratto di tunnel ... io non ci passo, sono troppo stretti. Qualche ora e poi mi avvio per raggiungere il confine con la Cambogia. Vado alla fermata degli autobus e scherzando chiedo un passaggio ad un'abbondante signora con un motorino e ... parto assieme. Siamo due pesi massimi su di un ciclomotre e la carrozzeria quasi tocca il pneumatico e lenti, percorriamo circa dieci chilometri, fino al confine di Moc Bai con la Cambogia.   

... in costruzione

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