parte nr 7 - Cambogia - Renato Capparotto - Mi piace andare in giro

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parte nr 7 - Cambogia

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... arrivo dall'Italia via Bangkok


043 giorno - mercoledì 10 marzo 2010
... lo avevo immaginato. Arrivo con un volo in ritardo. Nello scalo a Dubai ho trovato un forma di nebbia mista a sabbia, che ha impedito il decollo in orario e siamo partiti tre ore dopo. Ho cambiato volo a Bangkok con un volo successivo e verso le 3 pm quando arrivo a Phnom Penh non è arrivato il bagaglio. Ho prenotato un paio di notti in un albergo, l'Hotel Pacific, 234, Monivong Blvd. Sangkat Phsar Thmei II, tel 0044 2035645228 e lo raggiungo con un moto taxi. Comunico la mia sistemazioen all'aeroporto e mi assicurano che il bagaglio sarebbe arrivato in serata con un volo da Bangkok. Qualche momento in camera per un pisolino e, dopo una breve passeggiata di ricognizione attorno all'albergo, faccio chiamare il moto taxi e torno all'aeroporto e recupero lo zaino.

044 giorno - giovedì 11 marzo
Una bella dormite per recuperare il jet leg del fuso orario e all'alba sono sveglio. Ho un accordo con il ragazzo del moto taxi di ieri e ancor prima dell'ora pattuita è alla reception che mi aspetta. Faccio colazione e partiamo per raggiungere Choeung Ek, il campo di sterminio tristemente famoso per il genocidio compiuto in modo sistematico dal regime di Pol Pot, che ha ucciso i suoi avversari politici, circa un terzo della popolazione.
Una passeggiata nel parco dove la tranquillità, il silenzio regnano piacevoli, in contrasto, con il rumore e il traffico costante della città. Nella capitale c'è anche la prigione, dove venivano carcerati e torturati gli oppoositori del regime.  Sono diventati i siti turistici più visitati della città. Qualche ora nel parco e, sempre con Vibol, il mio moto taxi, torno a Phnom Penh.
Lascio il motociclista all'hotel e poco dopo vado a piedi fino alla collina di Wat Phnom.  

E' una collinetta alta una ventina di metri vicina alle rive del fiume Mecong. Ospita un tempio e una stupa. Mi fermo ad osservare un indovino, che con delle tavolette predice in futuro ad una religiosa, ha una lentezza nei movimenti e parla piano, quasi sussurra, il tempo sembra essersi fermato.
Quando esco dal tempio raggiungo la riva del fiume e lo percorro fino al grande piazzale antistante il Palazzo Reale. E' ancora presto e lo visito. E' un fac simile di quello di Bangkok ma in una versione più povera. La cinta muraria raccoglie vari edifici, il palazzo d'argento, il trono, la biblioteca tutti restaurati recentemente da sembrare nuovi.
Un paio d'ore e torno all'albergo. Il termometro segna + 28 con umidità al 98% e ... sono molto accaldato.
Ceno in una bancarella con una ciotola di verdure e bocconcini di carne di provenienza ... non ben precisata, riso bianco e tè tiepido, che sostituisce l'acqua.

045 giorno - venerdì 12 marzo
Vorrei dormire un'altra notte in questo albergo ma il costo, pagando direttamente, è maggiore, in pratica on line con edreams.it è praticato uno sconto, che adesso non mi concedono. Ho già visto ieri e vicino al lungo fiume, mi sposto all'Hotel Amari, 12-14 street 136, Phnom Penh. Lo standard delle camere è quasi simile, l'albergo è meno bello ma la posizione centrale è migliore. Sistemo il mio bagaglio e esco. Vado all'imbarco e prenoto un posto in un battello per domani per raggiungere il sito archeologico, attraverso il lago Tonle Sap, di Siem Reap. Devo farlo in una agenzia connessa alla biglietteria e prenoto anche una camera in uin albergo nei pressi del sito archeologico. In Cambogia noto uno strano utilizzo della moneta locale khmer e il dollaro statunitense, che credono abbiano un cambio tra loro stabile e sono usati liberamente assieme, in pratica quando danno un resto lo danno in khmer misti a dollari.

Trovo una moto e contratto il osto per andare a Udong, circa 30 km ad ovest della capitale. Un'ora e mezza e sono nella città ai piedi della collina . La gradinata è ripida, lunga e il caldo è inclemente. La sommità raccoglie alcuni templi, distrutti dai khmer e ricostruiti di recente. Sono un punto di pellegrinaggio importante locale. Giro un po' sulla collina, che ha una bella veduta sulla vallata e fino al Tonlè Sap Lake. Un paio d'ore e sono già sulla via del ritorno. Qualche momento in albergo per godermi l'aria condizionata ed esco. Nelle vicinanze dell'hotel c'è una piazza con numerose bancarelle e alcuni spettacoli offerti alla popolazione. Io ceno a base di bibite alla frutta. Frutti anche sconosciuti, uno bianco come una mela ma insapore. Un avocado molto maturo ... quasi marcio. Ananas l'unico con un gustoconosciuto. Mangio anche dei gamberoni fritti pescati nel fiume e alcuni fagottini fritti ripieni di carne, che credo sia maiale.





046 giorno - sabato 13 marzo
Alle 6.30 am sono già al pontile per l'imbarco attorniato da un nutrito gruppo d'imbonitori di ogni genere. L'aliscafo è simile a un siluro, lungo e affusolato, abbastanza brutto ma funziona è anche poco rumoroso. L'interno è caldo e fuori è necessario salire sul tetto della cabina. Un tratto di canale e sfociamo sul lago di Tonlè Sap, l'acqua è immobile e sembra ci si possa camminare sopra. Il caldo umido fa evaporare l'acqua e si scivola nel nulla, non ci sono punti visibili e s'incrociano poche barche, che compaiono all'improvviso dal vuoto.  
Arriviamo nella città su palafitte di Chong Khneads, dove trasbordiamo su alcuni battelli più piccoli e risaliamo un pezzo del fiume Stung Siem Reap fino al pontile di Siem Reap. Un touc touc e vado nell'albergo che ho prenotato, Hotel New Riverside ***, Angkor High School, Siem Reap a 750 metri ad est del Mercato Vecchio. Ceno, nei pressi del centro, a base di pesce amok. E' un piatto tipico cambogiano con pesce locale cotto in latte di cocco ha un sapore dolciastro e viene servito come una zuppa con pezzi pesce sul guscio di un cocco.

047 giorno - domenica 14 marzo
Alle 8 am parto con un touc touc che ho contrattato ieri e ccomincio visitare la zona archeologica. Comincio con Banteay Reap, il più lontano. E' un tempio abbastanza piccolo ricco di rilievi, che hanno affetti anche tridimensionali. Quindi il sito di Ta Prohm reso famoso di recente dai film di Tomb Ryder con la vegetazione che è cresciuta ed ha avvolto alcuni templi.  Giro per i vari templi e incrocio molti turisti, anche da Vicenza. Il caldo mido è soffocante e grondo di sudore. Nuovo tratto di strada con Ly, il onduttore del touc touc e raggiungo la zona di Bayon. L'area comprende anche Baphuon con una piramide, che simboleggia il Monte Meru, il palazzo reale di Phimeanakas con la terrazza degli elefanti. Una bella passeggiata all'interno della foresta e torno al tempio di Bayon. Dedicato al dio Avalokiteshvara, voluto dal re Jayavarman con numerose immagini in rilievo del dio con il volto del regnante ... un po' vanesio.


Un giro per il tempio di Bayon e proseguo oltre con il tuc touc fino al tempio di Angkor Wat. E' il più grande edificio religioso del mondo. Ho fatto l'intero giro delle aree archeologiche in un solo giorno e sono stanco e accaldato. Faccio il giro delle mura interne del tempio ed evito di salire sulla cima del tempio centrale, una rièida gradinata, dove dovrei aspettare una fila di quasi un'ora esposto al sole. Quasi altre due ore e verso le 4 pm torno all'ingresso del parco archeologco.
Termino la corsa nel centro animato nei pressi dell'old market con ristorantini e locali per turisti.



048 giorno - lunedì 15 marzo
E' quasi un giorno di sosta. Ieri ho visto quasi tutto per non pagare due giorni il tou touc e comunque, credo di aver fatto il giro completo. Oggi giro per il centro della cittadina turistica.
Mi faccio fare un fish massage, pesciolini rossi in una vasca con le gambe in ammollo, che mordicchiano la pelle.
La sera vado all'Angkor Mondial Reastaurant, dove c'è una cena a buffet libero con uno spettacolo. C'è moltissima gente, quando aprono le porte e permettono l'ingresso i clienti si slanciano sulle cibarie ... io vado con calma e alla fine mangio ben poco. Lo spettacolo folcloristico è comunque piacevole.

049 giorno - martedì 16 marzo
Mi attardo alla ricerca di un nastro per pulire le testine della videocamera e perdo il bus del mattino. Prendo una corriera alle prime ore del pomeriggio. E' sgangherata ma funziona anche l'aria condizionata e posso stare comodo perché è quasi vuota. Arrivo nella città di Anlong Veng. E' un luogo storico della resistenza dei khmer rossi, ultima residenza di Pol Pot della quale non è rimasto più nulla. Non ci sono mezzi per proseguire oltre e contratto un giovane moto taxista. Credo che il costo sia alto ma lungo il percorso devo ricredermi. Sono circa 200 km su una strada a tratti nuova, altri in costruzione molto dissestati e il resto sterrato. Il mio driver si dimostra esperto e bravo. Vi sono tratti fangosi dove riesce seguire corsie fangose consistenti, quasi invisibili, strette dove fa passare le ruote della moto senza scivolare. All'imbrunire arriviamo nel villaggio di Kor Muy ai piedi del Monte Prasat Preah Vihear e nei pressi del confine con la Thailandia.
Trovo alloggio in una locanda, dove prendo una stanza anche per il taxista, costano un paio d'euro ciascuna. Hanno una branda, la toilette in comune e l'acqua si prende da alcune tinozze.

050 giorno - mercoledì 17 marzo
Vorrei giungere sulla cima all'alba ma dormono tutti e parto solo verso le 8 am quando ormai il sole sta sorgendo. La salita sulla montagna dal lato cambogiano è impervia e sulla moto dobbiamo portare tutto il peso più avanti possibile. Circa 7 km e raggiunta una piattaforma proseguo a piedi tra le rovine del luogo sacro. E' un luogo sacro protetto dall'Unesco e conteso tra i due Paesi, che sono presenti con un forte spiegamento di eserciti. il tempio di Prasat Preah Vihear è sul monte Dangkerk 800 mslm e domina una larga vallata cambogiana dove ci sono molti tratti avvolti da banchi di nebbia. Il sentiero tra le rovine è sorvegiato da molti miliari e ci sono piccoli bunker dappertutto. E' un luogo turistico sconsigliato dalle guide, credo non ci siano molti turisti stranieri e gli indigeni vengono verso fine settimana.

Quasi due ore e torniamo a valle. Torno alla guest house e il giovane con la moto parte sulla strada per tornare a casa. Io, salgo sulla moto del figlio del gestore, che mi porta a Sra Em ... pochi km e siamo fermi perché non ha benzina. La solidarietà tra loro è forte e subito, la prima moto in transito, carica il giovane e va a prendere della benzina, mentre io aspetto con la moto. Una mezzora e ripartiamo. Verso le 11 am sono a Sra Em. Pago con degli euro a un cambio corretto e il giovane è diffidente ma qualche minuto dopo torna indietro per ringraziarmi perché ha ottenuto un ottimo cambio, ha quadagnato circa un euro in più. Nuova moto e proseguo fino a Tbeng Meanchey alias Preah Vihear, capoluogo della provincia omonima. Trovo una stazione con dei taxi collettivi e mi è asseganto il posto davanti. Il tempo di vedere un incontro di boxe alla televisione e partiamo. Alle 5 pm sono a Kompong grosso centro industriale. La stazione d'arrivo è davanti a un albergo al completo ma vicino c'è una guest house più economica. Una stanza al terzo piano con una finestra con vista su di un muro a un paio di metri ma con aria condizionata e doccia funzionante. Sono coperto da polvere d è un vero toccasana.

051 giorno - giovedì 18 marzo
Mi sveglio presto e dopo un po' prendo un moto taxie raggiungo il sito di Sambor Prei Kuk, circa 30 km sulla strada fatta ieri. E' un sito pre angkoriano scoperto recentemente dove sono in fase di lavoro restauri e scavi in mezzo ad una fitta foresta. Il tempo di una passeggiata nella zona in gran parte poco visitabile e in mattinata torno indietro. All'1 pm parto con una nuova corriera. Mangio a bordo,  offertemi da una giovane, dei semi grandi come olive tolte dal gambo di un fior di loto dal sapore simile all'insalata verde. Alle 5 pm circa arrivo a Kompong Cham. C'è un bel lungofiume con un ponte avveniristico che porta al vicino confine con il Vietnam. Io mi sistemo in un albergo lussuoso, dove le stanze costano metà se non hanno la visuale sul fiume. Ho il tempo per vedere anche il Koh Paen un ponte in bambù, che collega un'isola fluviale agreste e che ogni anno è distrutto dalle piene e ricostruito dagli abitanti.
E' un luogo piacevole, il lungofiume è affollato ma non troppo e ci sono numerosi spettacolini di saltimbanco, mangiatori di fuoco e altro.
Ceno con dell'ottimo pesce del fiume Mekong, servito con patatine e verdure, simile al nostro bacalà. Trovo anche dell'ottima birra alla spina.

052 giorno - venerdì 19 marzo
Faccio colazione e assaggio anche del vino di palma, dolciastro e simile al nostro vermouth ma con meno di 11°. Quando mi avvio per raggiungere la stazione degli autobus, lungo la strada, vedo un barbiere, anzi una barbiera. Le persone che mi conoscono sanno che mi piace farmi radere in special modo da queste parti. La popolazione cambogiana è già di corporatura minuta e l'addetta è ancora più piccola. I clienti si siedono su di una sedia e lei con uno sgabello si aiuta per arrivare dappertutto. Io sono molto più alto di lei anche seduto. Non demorde e in pratica si arrampica e mi viene quasi in braccio per radermi. La rasatura è a secco senza sapore e poco piacevole, quasi dolorosa, e poco accurata. Quando si avventura, come consueto in quello che dovrebbe essere il massaggio della testa e delle spalle la cosa è ancora più complessa. Sono su di un marciapiedi, davanti alla sua bottega e si è formato un capannello di curiosi, divertiti dalla situazione. Il massaggio delle spalle è impossibile perchè non ci arriva a prenderle entrambe e ci prova con dei salti ... a uno di questi mi fa sbilanciare e cadiamo entrambi per terra. E' una scena esilarante e la gente ride a crepapelle, abbiamo un applauso di qualche minuto, meglio che in un teatro. E' impossibile proseguire oltre e in pratica ogni spostamento da una locailità all'altra del Paese devo ritornate a Phnom Penh, come fosse il centro della ruota di una bicicletta da dove partono i raggi. Torno all'Hotel Amari.

053 giorno - sabato 20 marzo
Parto il mattino presto con un bel pullman, dove ho a disposizione anche il posto libero vicino al mio. Alle 10-30 am sono sul ferry a Neak Luong e attraverso il fiume Mekong. Alle 12 am sono a Bavet, centro in rapida espansione e, che usufruisce di uno speciale statuto, vede il proliferare di casinò e case da gioco. E' il confine con il Vietnam.
Qualche giorno dopo ritorno dal Vietnam
... torno ancora a Phnom Penh. Nuovo pernottamento all'Hotel Amari. Ho il tempo per raggiungere il museo, dove è in corso uno spettacolo a inviti per VIP ma è possibile vedere tutto con facilità dalla strada.

054 giorno - giovedì 25 marzo
Partenza sempre alle prime ore del mattino con il touc touc, che mi preleva direttamente in albergo, e mi porta alla stazione delle corriere, qualche centinaio di metri di distanza. E' una bella corriera ma con un andamento lento, alle 3 pm sono a Sihanouk Ville. Quando arrivo subisco il solito assalto degli imbonitori, mi faccio portare da un moto taxi in un albergo indicatomi dall'Hotel Amari ma i costi sono improvvisamente lievitati. Raggiungo la spiaggia di Occheuteal e mi sistemo quasi all'estremità presso la guesthouse Markara, 14 Mithona Street, Occheuteal Beach, spartana ed economica.

055 giorno - venerdì 26 marzo
Piove a dirotto. Cambio sistemazione e vado al Motel 7, leggermente più caro ma decisamente migliore. Quando smette l'acquazzone prendo a nolo uno scooter Suzuki Step 125 cc e parto. Un giro per vedere le varie spiagge di questa zona. Un giro verso l'interno per visitare la cascata di Kbal Chhay. E' bella ma con scarsa portata in questo periodo. Visito il parco sul mare di Ream, una piccola foresta con un tempio e un Buddha sdraiato e poi a Bat Kokir devio verso la costa e raggiungo il villaggio di pescatori di Koh Kchhang.  

Koh Kchhang è un villaggio unico, costruito quasi interamente su palafitte collegate tra loro da stretti ponticelli in bambù. Le casupole in legno sono in un tratto di mare paludoso e quando c'è la bassa marea emerge il fondale . La puzza del pesce marcio e delle fogne dell'interno villaggio è nauseabondo. Quando torno verso l'albergo torna a piovere. La sera ceno nelle bancarelle che offrono calamari ai ferri con riso  e insalate di frutta.


056 giorno - sabato 27 marzo
Mi sveglio all'alba e parto. Percorro in parte la strada fatta ieri e vado oltre verso l'incrocio con la strada nr 4 a Veal Renh. Vorrei raggiungere il parco nazionale di Bokor ma lo trovo chiuso. Cerco di eludere la sorveglianza ed entrare da qualche altra parte, trovo anche un piccolo tempio in una collina in mezzo la campagna, ma non riesco ritornare sulla strada che sale sulla montagna con il parco. Credo siano circa 120 chilometri per nulla, che raddoppiano con il ritorno. Un breve giro per la città di Kampot, che si trov nelle vicinanze e torno indietro. Torno nella guesthouse nel primo pomeriggio appena a tempo per evitare un nuovo acquazzone.
Cena sul lungomare al ristorante Cambogia a base di pesce, merlin al bbq ... molto buono.

057 giorno - domenica 28 marzo
Giornata di riposo. Vado in spiaggia benché il tempo sia in prevalenza nuvoloso con brevi schiarite di sole. La sera vado mangiare una pizza alla Trattoria. E' un locale sgangherato e credevo fosse un italiano, ha il locale vuoto e vorrei dargli un pèo' di solidarietà. Lo gestice, invece, una coppia di francesi e oltre ad essere una pessima pizza la pago un prezzo esagerato ... ecco perchè non ha gente.

058 giorno - lunedì 29 marzo
Lascio Sihanouk Ville e prendo un autobus per Krong Koh Kong, verso il confine con la Thailandia, sempre lungo la costa. E' un villaggio in crescita come villaggio balneare ma ancora poco sviluppato. Alloggio al Kolab Koh Kong Guest House,riverside, Koh Kong tel +99 958181, una sistemazione piacevole ed economica. Nel pomeriggio parto con un touc touc e vado al vicino Peam Krasaop Wildlife Sanctuary, una distesa infinita di mangrovie impenetrabili o quasi. E' un luogo ricco di uccelli, così dice la pubblicità, ma i rumori di continue costruzioni di resort gli ha fatti scappare o almeno io non ne ho visto nessuno. Mi addentro per un sentiero fino al ponte sospeso ed una torre panoramica ma senza fortuna. Un paio d'ore, torno all'ingresso dell'area protetta e con il moto taxi vado, di nuovo, in albergo. E' ormai sera.


059 giorno - martedì 30 marzo
Trovo da un gallese, che non si ritiene un britannico, una moto a nolo, una Yamaha Nuovo Mx. Faccio un giro fino al confine dove c'è l'Hotel Koh Kong, il più prestigioso della zona, e poi nell'entroterra fino alla modesta cascata di Taitai. Il tempo alterna scrosci di pioggia e non sempre trovo riparo. Un tratto di strada sterrata fangosa, dove scivolo ripetutamente e con qualche fatica arrivo alla Crab Shack Beach, una spiaggia selvaggia lunga chilometri e deserta. E' una gran bella spiaggia ma ... troppo selvaggia. Ci sono dei piccoli chioschi e ripari in capanne di paglia dal sole ma tutto il litorale è cosparso da detriti portati dal mare e pezzi di palme e foglie che arrivano dall'entroterra ... non è molto piacevole da vedere e nemmeno da camminarci sopra. Torno a Krong Koh Kong dal gallese e alla sera gli rendo la moto. Vorrei effettuare un'escursione sull'isola di Koh Kong, che organizza l'indipendentista anglicano assieme a un gruppo di stranieri in arrivo ma il tempo lo impedisce e il giro è posticipato di un giorno o due a seconda del tempo.

060 giorno - mercoledì 31 marzo
Un nuovo autobus, verso le 12 am e ancora una volta, benché vorrei raggiungere una località nei pressi di Kampot, devo tornare a Phnom Penh. La sera sono ancora all'Hotel Amari.

061 giorno - giovedì 01 aprile
Giorno di pausa a girovagare per la capitale. Visita del museo, dove sembra di essere l'unico a non poter scattare foto.

062 giorno - venerdì 02 aprile
Il mattino presto arriva il pullmino, che ho prenotato, e mi porta alla stazione degli autobus e parto, ancora verso la costa. Alle 12 am sono a Kep, altra piccola zona balneare in crescita presso Kampot. Trovo una guesthouse anonima nei pressi della stazione. Lascio il bagaglio evado subot al Crab Market. Sono un gruppo di ristorantini di pescatori e allevatori, dove si può gustare il granchio locale al pepe nero (la Cambogia è uno dei principali produttori mondiali).


Sono serviti su piatti con verdure spezzettati, credo cotti alla brace e conditi con qualcosa di simile a olio con pepe nero, il risultato è gustosissimo, molto molto buoni.  Ho ancora il pomeriggio a disposizione. Un ragazzo mi offre a nolo la sua moto e parto. Vado in direzione di Kampot per visitare le grotte. La segnaletica è completamente mancante.  

Qualche decina di chilometri prima della cittadina, trovo la deviazione e raggiungo un villaggio ai piedi della The Cave of Phnom Sasear. Un sentiero, circondato da ragazzini, che mi accompagnano all'ingresso ed entro nella grotta. La volta è crollata in parte nella sua sala principale e anche le stalattiti e le stalagmiti si stanno deteriorando, ormai è rimasto ben poco da vedere e ci sono solo alcune pareti con disegni sacri. Scendo, torno alla moto e raggiungo la vicina The Caves of Phnom Chhnork. E' simile alla precedente ma ancora intatta e con un'ampia grotta all'interno. Vicina a un monastero, il luogo è  sacro e vi hanno costruito un piccolo tempio, che risale al periodo pre angkoriano.
Torno a Kep ed ormai è buio. Il percorso è allucinante. I fari della moto sono deboli e servono ben poco, miriadi di moscherini mi colpiscono al volto come aghi e m'impediscono di aprire bene gli occhi. Lungo la strada ci sono molti indigeni, che oziano e chiacchierano sui margini ma anche al centro della strada e riesco vederli con difficoltà. Alle 9 pm sono a Kep accaldato e stanco.

063 giorno - sabato 03 aprile
Nuovo tentativo per raggiungere il parco nei pressi di Kampot. L'addetto sembra disposto a lasciarmi passare ma chiede l'autorizzazione ... allo stesso, che mi ha negato l'accesso alcuni giorni prima e ... torno a Kep. Mi consolo al Crab Market con un'enorme ciotola e almeno una decina di granchi ... quasi un'indigestione.

064 giorno - domenica 04 aprile
Nuovo autobus e torno nella capitale.

065 giorno - lunedì 05 aprile
Giornata di tutto riposo, dedicata a non far niente.

066 giorno - martedì 06 aprile
Il mattino sono all'aeroporto e parto. Un cambio a Bangkok di aereo, ancora un'altro a Dubai e quindi ...

067 giorno - mercoledì 07 aprile
... atterro a Venezia e concludo questo viaggio.

Fine

... non male in soli 67 giorni.

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