S America Eqre 1p - bRenato Capparotto - Mi piace andare in giro

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S America Eqre 1p

AMERICA > America del Sud > diari viaggio
coast to coast lungo l'equatore
Quest'anno parto con un progetto ambizioso. Un giro nella parte Nord Est del Brasile.
Toccare le Guayane. Rientrare in Brasile e raggiungere Manaus. Quindi risalire il Rio
delle Amazzoni e raggiungere Letitia, un tratto della Colombia e un giro in questo Stato.

Arrivo ad Aracaju, 700.000. principale città del Serengipe, uno degli Stati del Brasile. Quasi 700.000
abitanti. Città industriale legata al petrolio. Caotica e priva di un vero centro. Ha anche una spiaggia
lunghissima, Praia do Atalaia ma, direttamente sull'Oceano Atlantico ondoso e in questo tratto scuro
non molto bello.
Trovo un albergo discreto e comincio ad assaggiare i cibi locali. E' sempre più diffusa la prolificazione
di locali in franchising, che formano catene con ristoranti del tutto simili tra loro. Peggiora la qualità
e la cura dei piatti, quasi insapori e spesso scotti.




lungomare Praia do Atalaia
Un giro turistico lo riservo alle due località vicine, patrocinate dall'Unesco, che hanno ancora
vestigia del periodo coloniale. Sao Cristovao, oltre 86.000 ab. 169 m slm. Lungo il fiume Vaza
Barris, circa una ventina di km a sud di Aracaju. Nel periodo coloniale divenne famosa per la
presenza della sua Università Federale del Sergipe. Il nucleo storico è su un'area collinare che
l'ha allontanata dalle strade principali e ci si respira un clima d'altri tempi. L'arrivo del
riconoscimento dell'Unesco non ha portato (o sono andati dispersi) gli aiuti economici per
restaurare i palazzi ed è diffuso un certo degrado. Le rovine son poca cosa ma l'atmosfera di
pace e tranquillità sono impagabili.

chiesa Matrix

Laranjeiras, circa 30.000 ab. 9 m slm. 20 km a Nord di Aracaju.
Anche questo luogo inserito nell'elenco Unesco.
E' disposta su delle colline, con delle chiese, che dominano
la vallata sottostante.
Il centro storico è minuscolo e ancor più malmesso di
Sao Critovao.






chiesa Matrix

Un'escursione verso l'interno con un mini pullman, circa una trentina di posti. Vado a visitare il Canyon de Xingò, alcune pareti
rocciose scavate dal corso del Rio San Francisco. Il fiume è lungo 2.914 km, il più lungo, che scorre nell'interno del Brasile. Il
quarto fiume del Sud America. Il nome è dovuto a San Francesco d'Assisi, perché fu scoperto dagli europei nel giorno del Santo.
Prima era chiamato Opara e attualmente lo chiamano anche Velho Frank o Vecchio Frank.
E' stata creata una grande diga nei pressi dell'abitato di Canindè do San Francisco. Inaugurata nel 1994 ha modificato la zona e
formato un bel lago, lungo circa sette km. Il tour è un po' ... di corsa, se si parte da Aracaju, circa 220 km. Otre tre ore seduti
comodi a guardare la tv, sei ore con il ritorno. Raggiunto il pontile a Canindè, ci s'imbarca subito. Un'ora di attraversata tranquilla.
Arrivo nella sponda opposta dellago, dove ci sono alcune spaccature con pareti a picco, dove si addentrano rami del lago. Io
arrivo alla zattera di Porto de Brogadò e su una barca a remi, mi addentro nella gruta de Talhado.


Canyon do Xingò

L'orologio detta i tempi. Un'ora e sono ancora nel battello. Un'ora e torno al pontile. Un'ora per
chi vuole mangiare nel ristorante a buffet libero del luogo.
... in pratica il percorso è obbligato e uguale per tutti. Quando sono arrivato, la mia guida mi ha
abbandonato e non ho memorizzato nessuno degli altri passeggeri. Quando torno ho un 'piccolo
smarrimento' perché non trovo il mio pullman. Non ho memorizzato l'agenzia turistica, perché
ho prenotato attraverso l'albergo. Nel frattempo bevo una strana cosa. Succo d'uva (non vino)
con delle cose molli, forse chicchi (?) con del gelato dolciastro. Gusto così così ma, è molto caldo
e devo bere. Trovo l'autobus, che si era nascosto dietro ad altri. Le tre ore per tornare diventano
quattro per una sosta dovuta a un incidente lungo il percorso, che aveva bloccato la strada, in
pratica sono partito alle 06.00 e torno in hotel alle 20.30.
Vicino al fiume ho trovato questo: Algodao do seda (cotone di seta) troppo sottile per essere filato è usato come piumino nei cuscini e ... altro.
Lascio Aracaju e proseguo verso nord, lungo la costa.
 
Macejò, oltre 1.000.000 ab., capitale dello stato di Alagoas, città industriale e importante per il gas, petrolio
e il salgemma.  Insieme di edifici, anche piccoli grattacieli ma, priva di un interesse turistico. Nel 2002 è
stata capitale mondiale della cultura.
L'unica cosa interessante è la Praia de Ponta Verde, dove si mangiano gustosi granchi, di varie dimensioni,
nei locali del lungo mare.
Qui inizia una barriera corallina o meglio, credo sia più giusto chiamarla di madrepora. Il corallo è formato
da colonia di minuscoli animaletti, polipo (diverso da quello con i tentacoli, octopus). Questi si creano una
specie di casupola a forma di tubicino, che poi assemblate assieme formano quelli, che conosciamo un po'
tutti. Davanti a questo tratto di costa, circa 1.000 km c'è una barriera ancora giovane, non ancora coralli, lo
saranno tra qualche migliaio d'anni. Il lato positivo è che costituiscono uno sbarramento alle onde dell'Oceano
praia de Ponta Verde                                            e permettono la presenza di spiagge con specchi di acqua calma e bassa ideale per tutti i bagnanti.
Seguo la costa. Supero Maragogi e a Puerto de Pedra, supero la foce del rio Manguabà su un piccolo traghetto. Inizia la zona delle spiagge con
Japaratinga. Villaggio con 8.000 ab. sparso su un litorale di una ventina di chilometri. Sono per lo più spiagge deserte. C'è in prevalenza turismo
locale, concentrato nei fine settimana.
Io, mi fermo alcuni giorni a Tamandarè, 25.000 ab., nello stato di Pernanbuco, lungo la spiaggia, che prende il suo nome. E' disarmante il vuoto,
la presenza di numerose strutture, come ristoranti e bar, senza nessun villeggiante, lavorano solo due giorni alla settimana. Alle 18.00 chiudono
e rimangono solo pochi locali, dove io ceno, quasi sempre da solo.

Japaratinga, praia de Boqueirao                                 Tamandarà, praia dos Carneiros                         Tamandarè, praia de Tamandarè
... è interessante! C'è un sistema di trasporto persone, credo abusivo o no, esentasse. Presso le stazioni di rifornimento di carburante nelle periferie
della città si fermano delle auto. Tassisti collettivi o semplici viaggiatori, che raccolgono persone fino alla loro stessa meta. Il costo è simile o
inferiore a quello dei pullman di linea. Il vantaggio, oltre ad essere più rapidi nel tragitto è che i passeggeri sono portati direttamente davanti
 
le loro case. Ancora spiagge  emare.                                                                                        Ipojuca, praia de las Galinhas

Una serie di minivan e piccoli autobus e arrivo a Recife. 1.700.000 ab, capitale dello stato di Pernambuco. Antica sede dell'aristocrazia coloniale
portoghese. Caratterizzata dalla presenza di numerose isolette, che le hanno valso il sopranome di Venezia brasiliana.

Recife, Olinda praça do Carmo                             Recife, Olinda igreja do Carmo                             Recife, Antigo praça Marco Zero
....é come nelle forche caudine! Nel salire nei tram di città, che
qui chiamano omnibus, è necessario superare dei rondelli
molto stretti. Non sono l'unico ad avere quei pochi etti
più del peso forma, qui la popolazione risente dei fast food e
delle pessime cucine come nel Nord America. Io passo con
difficoltà, spingo ma passo. Lo stesso fa molta altra gente,
idem le signore in attesa. Nessuna pietà per quei piccoli,
che ancora non sono nati.

Recife Antigo , sinagoga del 1640 la prima in America
Recife, Antigo, rua Bob Jesus
Un pullman e raggiungo Natal. Quasi 900.000 ab.è la capitale dello stato di Rio Grande del Norte. Ex base militare Usa ha mantenuto
un po' l'influenza dei Nord Americani, e addirittura c'è qualcuno che parla un po' d'inglese. E' chiamata la città del sole e delle dune.
Lungo la costa c'è un'area, il Parque das Dunas, con vere e proprie dune ricoperte quasi tutte da vegetazione. E' uno spazio riconosciuto
e protetto per la sua biodiversità. Ci sono numerosi sentieri, che permettono di addentrarsi ma, li trovo chiusi. Soffia sempre un forte
vento e l'oceano è ideale per i surfisti, un po' meno per i bagnanti nelle spiagge, dove la sabbia che svolazza da un po' fastidio.
Costruito nel  2007, il ponte Newton Navarro, lungo 1.783 m e alto 103 m. è visibile da gran parte della città. Attraversa il fiume Potengi
alla foce e unisce la parte alta della città.


Nei fine settimana ogni bar o ritrovo anche di piccole dimensioni offrono musica dal vivo.
Sono spesso clienti affezionati, che per qualche birra suonano e cantano. La costa Atlantica
è tutta caratterizzata da spiagge più o meno lunghe ma, simili tra di loro.
clicca sulla foto

Altro pullman e raggiungo Fortaleza.
... la temperatura all'interno dei pullman è incredibile. Credo non superi i 17° o 18°
fa un freddo tremendo. Indosso un maglione e riesco comunque prendere un po'
di raffreddore.

Fortaleza, capitale dello stato di Ceara. 2.900.000 ab. Varie spiagge. Città tra le più ricche del Brasile.
E' brutta. Priva di un centro storico o qualcosa di simile non ha nessuna attrattiva turistica. Una
distesa infinita di quartieri con casupole a uno o due piani. La spiaggia di Iracema è solo lunga e
sconfinata. Nei pressi della spiaggia e la città c'è una strana borgata. Ristoranti, locali, pensioni
dismesse e in rovina, come se ci fossero stati tempi migliori, che ora non ci sono più. Trovo una
discreta sistemazione, una bella stanzetta pulita in un hostal o ostello. E' per quattro persone ma,
mi è lasciata a mia completa disposizione. Ha una bella vetrata, costa poco e mi fermo alcuni giorni.
 
Faccio una escursione, consigliata dai tour operator, tre spiagge in un giorno. Alcune decine di
chilometri a sud est della città. La più interessante è Morro Blanco a Beberibe.
praia de Iparema

Faccio una escursione, consigliata dai tour operator, tre spiagge in un giorno. Alcune decine di chilometri a sud est della città. La più interessante
è Morro Blanco a Beberibe. C'è una bella areias colorada con una bella falesia colorata. la seconda Praia das Fontes, una serie di minuscole
cascatine di ruscelli, che terminano la loro corsa sulla spiaggia. La terza è solo per usufruire di un ristorante convenzionato con l'agenzia.
La spiaggia di Canoa Quebrada, presso Aracati.
praia Morro Blanco e areias colorada                                                                                             praia das fontes



Altro autobus, sempre con temperature polari, e raggiungo Jijoca Jericoacoara. 17.000 ab ha  una delle più belle spiagge del Brasile e 'peggio'
lo hanno capito anche i turisti stranieri. Ci sono anche molti italiani, americani, francesi , ecc. Questo ha fatto impennare i costi degli alloggi.
Ci sono alte dune del parco vicine al borgo. Un paio di chilometri dal paese, che si raggiunge lungo un tratto di pista tra le dune. Alcune
carrozzine trainate da cavalli boro, permettono di raggiungere la spiaggia con un piacevole arco roccioso Pedra Forada.

Questo, lato A e B, trovato sulla scogliera. Cosa sarà?
Lascio quest'angolo di turismo internazionale e vado a Sao Luis. 1.100.000 ab capitale del Maranhao. Interessante il suo centro historico, protetto
e riconosciuto dall'Unesco. Conserva molte case coloniche ricoperte da caratteristiche maioliche. Contesa in passato da francesi e olandesi. Vi sono
importanti piantagioni di zucchero, cacao e tabacco. E' sulla foce del fiume Rio Marim, che forma un grande fiordo. Costantemente sferzata
dal vento ha un clima ideale, non servono i ventilatori.
                                
case di Sao Luis
Sao Luis è caratterizzata da una marea, che raggiunge anche i sei metri di dislivello. Quando si abbassa lo spazio tra una costa e l'altra avanti al porto
sarà circa 1 km, e lo si potrebbe quasi percorrere a piedi (fango permettendo). Si formano vere e proprie isole sabbiose, che attraggono molti uccelli.
Circa 30 km di mare, sull'estremità di una delle penisole del fiordo, c'è la città museo di Alcantara. 23.000 ab. E' un'oasi di pace con pochi abitanti
e solo turisti ma, sempre non numerosi. Ci si può arrivare via terra da Sao Luis, con un lungo giro, oppure con un battello, quasi due ore. Io ho
scelto un catamarano, che approfitta del forte vento e percorre la distanza a vela. Si esce in mare aperto e quindi le onde sono un po' alte e si balla.
Nell'avvicinarci alla penisola passiamo davanti ad alcune secche sabbiose e posso osservare un uccello non facile da vedere, ibis scarlatto.

Alcantara, chiesa e case                                                                                                               ibis scarlatto o eudocimus ruber
Sao Luis è caratterizzata da una marea, che raggiunge anche i sei metri di dislivello. Quando si abbassa lo spazio tra una costa e l'altra davanti al
porto, sarà circa 1 km, e si potrebbe quasi percorrere a piedi (fango permettendo). Si formano vere e proprie isole sabbiose, che attraggono molti uccelli.
Altro percorso in congelatore ... pullman, e arrivo a Belem, capitale dello Stato del Parà. 1.500.000 ab. sulle rive del Rio Guajara a circa 140 km
dall'Oceano. Ha avuto un forte boom economico per la produzione della gomma. Oltre a numerose case benestanti. Ci sono un teatro, varie chiese
e il porto merci, completamente restaurato, è diventato un enorme complesso turistico.

Theatro da Paz                                                   Mercado do Ver o Peso                                            Baia do Guaiara
E' sempre una città ventilata ma, molto meno e comincia sentirsi il caldo umido. Piove spesso e il cielo è, quasi sempre, coperto da nuvole.

Lungo le strade, si possono trovare,
unha de caranguejo o chele di granchio,
che contengono polpa di granchio o pollo.

un dei numerosi avvoltoi, che hanno preso
il ruolo dei gabbiani .

Nel centro di Belèm c'è il Bosque Botanico Rodriguez Alves. Un ampio quadrato di circa un km per lato. Racchiude un esempio pratico della jungla
amazzonica. Alberi secolari molto alti e vegetazione fitta con alcuni animali del sottobosco liberi di circolare e non sempre di farsi vedere. Ci
sono molte scimmie ma, le ho sentite senza vederle. L'umidità è elevata, tanto che la fotocamera si appanna in continuazione e l'obiettivo non riesce
a focalizzare le foto.

   boque                                                                     cutia o dasyprocta aguti                                            anatroccoli


tartaruga jabuti piranga o carbonaria chelonoidis                                                                                      pappagalli

Davanti a Belem c'è l'Isola di Marajò. Grande come la Svizzera è sulla foce del Rio delle Amazzoni.
Completamente circondata d'acqua dolce, anche sulle spiagge, che fronteggiano l'Oceano Atlantico,
per la massa d'acqua portata dal fiume, che si protrae sul mare per molti chilometri. Ci sono indigeni
che discendono da etnie precolombiane e sembra ci fosse una civiltà abbastanza evoluta. La sua
caratteristica maggiore è la pororoca, una onda creata dalla marea alta anche 4 metri. Avviene
in fasi alterne, dall'interno, quando il rio si ingrossa per le grandi piogge e dal mare, viceversa,
quando il fiume è meno portante. L'isola si riempie di acquitrini e per questo le abitazioni sono tutte
su palafitte. I turisti sono accolti da belle spiagge semi deserte, da montagne di gamberetti e da
possibili passeggiate a dorso di bufalo d'acqua.


fine prima parte
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