S America Eqre 4p Colombia - bRenato Capparotto - Mi piace andare in giro

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S America Eqre 4p Colombia

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Colombia - CO. Repubblica Presidenziale. Stati Uniti di Colombia. 1.141.748 kmq. ab 50.000.000. Ci sono tre rami della cordigliera andina,
che la percorrono da sud a nord: Occidentale, arriva a circa 2.000 m slm. Centrale a 3.000 m slm. Orientale 2.600 m slm, come quella
 
centrale ricca di vulcani. a nord est c'è la Sierra Nevada 5.887 m slm e la penisola di Guajira, che si allunga nel Mare dei Caraibi. Le pianure
a occidente, lungo il fiume Atrato è inospitale e poco popolata. A oriente savane e llanos si perdono nel bacino amazzonico.
 
Abitata in origine da amerindi provenienti dai Caraibi. Il sud fu abitato dagli incas, poi nel XV dagli spagnoli. Ebbe il nome, come vicereame
di Granada. Nel 1819, grazie a Simon Bolivar e le sue battaglie, ottenne l'indipendenza e si unì a Panama, Venezuela ed Ecuador, come
Repubblica della Nueva Granada. Dura poco e si separano. Nel 1903 diventa gli Stati Uniti di Colombia. Guerra con il Perù per ampie
aree contese amazzoniche. Nel 1948 guerre interne con paramilitari dei trafficanti di droga. Produzione di caffè, fiori, carbone e petrolio.
 
La Colombia ha la più ampia biodiversità della terra. Capitale Santa Fè di Bogotà. Moneta Peso colombiano. Lingua spagnola. Religione
in prevalenza cristiana. Sigla CO.
 
Entro in Colombia dalla frontiera del Brasile di Tabatinga a Letitia, Amazonas, lungo il Rio delle Amazzoni. L'ultimo tratto del fiume
mi ricorda un'avventura precedente a Iquitos in Perù. Ero naufragato, anche se i soccorsi sono arrivati subito e non mi sono bagnato
nemmeno i piedi. Nell'acqua ci sono molti tronchi seminascosti e che ad andarci addosso, come in quel caso, aveva causato una rottura
sullo scafo e imbarcavamo acqua. Qui ci sono molti tronchi più o meno grandi che galleggiano. La Lancha Crystal 1, rallenta l'andatura
ma la vedo proseguire sicura. Non credo ci siano strade, che la collegano il resto della Colombia o, in ogni caso, potrebbe essere difficile
percorrerla. Letitia è, in pratica, il classico posto sperduto di frontiera. Il confine non esiste, c'è solo una linea immaginaria, che separa i
due Paesi. Nessun controllo e libero accesso a chiunque. Si usano entrambe le monete. Io preferisco un volo, che non costa molto e da lì
raggiungo Santa Fè di Bogotà, la capitale.
 
Santa Fè de Bogota. 8.000.000 ab, 2.640 m slm capitale della Colombia e del distretto di Cundinamarca. E' su un altopiano simile a savana.
Lungo il fiume Bogotà. Patria di Botero (museo). Ospita anche il Museo dell'Oro con reperti precolombiano. Bello è il suo centro storico
di La Candelaria, lastricato con la Plaza de Simon Bolivar e molti edifici governativi. E' servita da un sistema di tram veloci Trans Milenio,
che usano delle corsie apposite e, in pratica, funziona come una metro. I mezzi sono veloci ma, devono osservare i semafori e i momenti
di traffico intenso. Le vie della città sono numerate, solo poche hanno un nome. Carrera le vie in verticale e calle in orizzontale o viceversa
(non l'ho ancora capito?). Spesso non sono in ordine progressivo e solo pochi si sanno districare. senza sbagliare. Una sera ho sbagliato
una via nel rientrare in hotel. Ho percorso oltre due chilometri in più e le indicazioni ricevute dai passanti erano spesso discordi tra loro.

Santa Fè de Bogotà, capitol                              cattedrale                                                                                          un vicolo

museo de Oro                                                                                                                                                                         museo de Botero
Bogotà è enorme. C'è molto traffico ma, ordinato e rispettosi delle regole. Spostarsi da una parte all'altra della città impone ore e molta pazienza.
Lo steso Trans Milenio ha varie fermate e cambi o coincidenze collegate da tunnel o percorsi anche di oltre un chilometro. Sono interessanti i
due musei principali della città. Il Museo dell'Oro e Botero, dedicato al grande artista colombiano. Il museo dell'Oro raccoglie vari reperti
precolombiani, incaici, molto belli e finemente lavorati. Il Museo Botero ospita alcune sue opere, conosciute in tutto il mondo per la sua particolare
raffigurazione delle figure con forme 'rotonde'.
... ahi ahi! stesso problema che ho avuto in Cina! Sono partito pensando a Paesi caldi tropicali.
A Bogotà al sole si cuoce e all'ombra ci sono i brividi. Avevo un maglioncino leggero ma,
in qualche passaggio l'ho appoggiato su un bancone e dimenticato. (la commessa si è ben guardata
dal ricordarmelo!). Ho freddo e vorrei comprare una felpa o un maglione di lana. Ho una taglia
che mi limita nella scelta ma, da queste parti non esiste. Ci sono molte persone voluminose,
forse anche più di me, ma spesso più piccole. Io sono anche alto e la pancia rimane scoperta.

museo di Botero




Zipaquira, catedral del Sal             
Una cinquantina di chilometri dalla Capitale. Considerata tra le migliori attrazioni turistiche della Colombia è Zipaquira. Una miniera di sale
non più utilizzata, dove è stata scavata una via crucis e una Catedral del Sal. E' diventato anche un luogo di culto importante molto frequentato
dai colombiani.

E' complicato visitare la Colombia è troppo frammentate e le località turistiche sono lontane tra loro. Faccio uno sforzo economico e noleggio un'auto.
Parto da Bogotà e mi dirigo verso sud. Prima tappa è il Deserto di Tatacoa, un angolo di deserto con cactus e aree secche, che contrasta con il resto
della Colombia. E' considerato dai geologi come un 'bosco secco'. Ho conosciuto una coppia francese con la loro auto. L'hanno portata dalla Francia
in nave fino alla Guyana Francese ed essendo Francia il costo non è stato eccessivo. Hanno dovuto scendere fino in Paraguay, Bolivia ecc per arrivare
fin qui, comunque, avere la propria vettura è un bel vantaggio.

deserto di Tatacoa
Le strade o meglio la strada principale è buona ma, molto trafficata. Una corsia per ogni senso di marcia e con molti camion difficili da superare. Ho
una carta stradale costosa, che serve ben poco. Non ho il gps perché il telefonino me l'hanno rubato. La segnaletica è scarsissima, spesso posta
dopo un incrocio. Devo chiedere sempre informazioni alle persone che incontro per strada. C'è un'unità di misura nelle distanze propria locale,
il tempo. Quanto dista il tal luogo? La risposta è 10' o una h, a discrezione delle gambe di chi risponde e ognuno ha la sua misura, pochi conoscono
le distanze in chilometri. Molto rari sono anche quelli, che si sono spostati anche pochi chilometri dal luogo dove risiedono. Le località d'interesse
turistico non le conoscono, non rientrano nei loro interessi. Sono gentili e, forse non vogliono deludere chi pone le domande e rispondono sempre,
anche se non conoscono il luogo e la strada. Ovvio, le risposte sono sempre diverse tra loro ed è difficile capire quella giusta. Le strade principali,
che chiamano autopista, sono a pagamento.
Mi incuriosisce u cartello stradale, che non conosco. Lo trovo spesso lungo la strada. Chiedo
a un poliziotto stradale il significato.

obbligo di tenere le luci basse.

La tappa successiva è il sito archeologico di Tierradentro, oltre cento chilometri dalla strada principale. Sono alcune tombe di una civiltà del tutto
sconosciuta, che risale al II e III D.C. La strada è discreta fino a 15 km prima del sito, poi è sterrata e piena di buche. (è tutta col manto e bella, mi
avevano detto all'inizio). Il sito conta alcune tombe scavate nella roccia con affreschi colorati molto belli. Il difficile è per me entrarci. Sono un po'
voluminoso, e i gradini per scendere alti e poco pratici. Ci sono alcune luci che si accendono da sole quando si entra ma, dopo, che si è entrati. La
discesa (3 o 4 metri) è tutta al buio. Credo ci sia un gusto sadico nelle persone, che tracciano i sentieri e i percorsi per arrivare nei siti archeologici.
Sono sempre sulla cima di cocuzzoli montuosi. a Tierradentro hanno fatto un percorso pedonale tutto lastricato e ben tenuto con numerose panche
lungo la via, ovvio in salita. Sono stati bravi ma, avrebbero potuto, aggiungere un touc touc per salire? E' proprio necessario 'sudare' per arrivare
alla meta e visto che succede spesso, come per me, prendere la pioggia?

Tierradentro, tomba
Quando torno sulla strada principale, supero un paese. La segnaletica non c'è e sbaglio direzione. Faccio forse meno chilometri ma con rettilinei
inferiori ai 100 metri. La strada è asfaltata ma con tratti di decine di metri sterrati, magari dopo una curva, saranno per rallentare la corsa?

Altro sito archeologico è San Agustin, molto più importante ma sempre di una civiltà poco conosciuta. Alcuni studiosi la associano ai toltechi del
Messico. Qui il sentiero è sul piano e più facile. E' famoso e ci sono anche molti turisti stranieri, che non avevo ancora incrociato. I siti sono tutti a
pagamento e considerato il costo della vita in Colombia, sono molto cstosi.

San Agustin, sito archeologico                                                                                                                                chiesa San Agustin

Proseguo il mio viaggio verso Sud Ovest. Arrivo a Mocoa e poi si sale in un tratto andino. L'asfalto termina e inizia lo sterrato. Credo meno di 100
km che percorro in oltre quattro ore. C'è, in pratica un'unica corsia e quando s'incrocia un'altra vettura è necessario trovare un punto più largo per
passare. Salgo a livello delle nuvole e trovo una fitta nebbia. Ci sono anche camion, che gentili si fermano spesso per fare passare le vetture. Piove.
Quando chiedo alle rare persone che incrocio, quanto manca al prossimo paese? Parlano di cinque o sei ore ma, la strada è buona mi assicurano.
Forse non l'hanno mai percorsa ma è sempre sterrata e in pessime condizioni. Supero il paese di El Pepino, senza nemmeno vederlo e mi fermo per
la notte a Sibundoy, dove poco prima ho trovato l'asfalto. La strada migliora e arrivo nella città di frontiera con l'Ecuador di Ipiales. Nelle vicinanze
vado visitare il santuario di Las Lajas.
E' una chiesa in stile gotico costruita nella
gola di un canyon. Uno dei luoghi di
pellegrinaggio maggiore della Colombia e
ci sono molti fedeli. C'è una buona strada
fino a un piazzale sopra la struttura e c'è
anche una teleferica, lentissima, che vi
arriva da una stazione un paio di km più
a monte, con un parcheggio più grande.
Oggi è domenica e il luogo è affollatissimo.

santuario di Las Lajas
Torno verso Nord per la strada più lunga ma asfaltata. Il paesaggio è bello, sempre con montagne e
pascoli verdi. Percorro molti chilometri per arrivare a Cali, 1.108 m slm. 2.600.000 ab, terza città della
Colombia. Non ci sono molte attrattive turistiche, un minuscolo centro e una strada, la V, con tutti i
negozi, bar, locali e bancarelle all'infinito. Ci sono un Museo dell'Oro come a Bogotà, uno zoo, la torre
di Cali grattacielo più alto della città, ed El Gato del Rio de Cauca, una scultura di Hernando Tejara,
assieme ad altre dedicate ai gatti. La cosa migliore della città è il clima né caldo ne freddo.

torre di Calì                          El Gato del Rio de Cauca                              gato Calida
torre di Cali
Nelle vicinanze della città c'è il Parco Nazionale de Los Farallones. Alcune montagne a cocuzzolo,
che si possono rilevare solo dall'alto. E' comunque un'area adatta a escursionisti o svago per gli
abitanti della città. Ci sono laghetti per la pesca o altri per fare il bagno. Locali per pranzare e veri e
propri parchi giochi.

Parco Nazionale de Los Farallones



La costa dell'oceano Pacifico della Colombia
è quasi selvaggia e lasciata intatta. Non ci sono
vie per raggiungere la riva e sembra vi siano
ancora gruppi indigeni con grandi autonomie,
che si dedicano alla pesca. Uno dei pochi porti,
che si può raggiungere è Buenaventura. Centro
e porto industriale importante, credo sia l'unico
sul Pacifico e ha un grosso volume di arrivi di
merci.E' anche una delle città più povere e le
bidonville ne occupano gran parte dell'abitato.
Qualche centinaio di metri, attorno alla chiesa
e vicino al faro, hanno una parvenza di normalità. Tutto attorno e lungo il mare baracche e palafitte, che mi addentro in auto ma, non oso fermarmi
e scendere o scattare foto.
Lascio la costa, in teoria punto d'arrivo di questo viaggio da Oceano Atlantico a Oceano Pacifico, e torno verso Cali ed entro nell'area della zona della
coltivazione del caffè. A Montenegro, centro del dipartimento di Quindio, c'è il parque del cafè, in pratica un area divertimenti nello stile disneyano
e con uno spazio dedicato al caffé. Ci sono piantagioni sparse sulle alture circostanti e molte fattorie di coltivatori.

chicchi di caffè                                                               il fiore                                                                              autopista del caffé     
Qualche tazzina, qui sono sempre un po' grandi e lascio anche la città di Cali. Mi dirigo a Medellin.
La strada per arrivare a Medellin è buona ma in salita e con molte curve. Camion, pullman, mini bus ostacolano il cammino e tutti si lanciano in
sorpassi azzardati e pericolosi. Anch'io rischio un tamponamento nel frenare bruscamente e con forza per rientrare nella mia corsia, dopo un sorpasso,
perché dietro di me si era aggiunta un'altra vettura e solo la mia prontezza a dargli ulteriore spazio di frenata ha impedito il tamponamento.
.
Medellin è la 2° città della Colombia 1.495 m slm. 2.800.000 ab è come tutte le altre metropoli colombiane
è paralizzata dal traffico. La segnaletica è rivolta agli abitanti locali, sono evidenziate le vie ma, spesso si
dimenticano di indicare le località o la direzione per uscire dalla città. Quando entro in queste città
considero almeno un paio d'ore a girare per orientarmi. Sono belle città ma, ben poco turistiche e fotocopia
l'una dell'altra. Il museo dell'Oro c'è a Bogotà e Cali, quello di Botero a Bogotà e Medellin e ben poco altro.
Spazi verdi sono numerosi, larghe vie e case colorate.

Un centinaio di km dopo Medellin, verso Bogotà, mi fermo a Guatupè 2.000 m slm, 5.000 ab, una
piacevole cittadina turistica su una serie infinita di laghi, formatisi per la creazione di una diga.
Nelle vicinanze c'è il Penol, un roccione altro 200 metri. La cima si raggiunge con una gradinata
di 720 m e permette un ampia veduta sull'imbalse e la cittadina di Guatapè, diventata una località turistica
montana molto frequentata dai colombiani. La stessa località si è data una veste allegra e colorata, tutte le
abitazioni sono dipinte e decorate con disegni e rilievi.





Ritorno a Bogotà. Consegno l'auto presa a nolo. Un volo aereo, qui hanno costi simili al pullman, e sono
vantaggiosi. Raggiungo Cartagena de Indias, sulla costa caraibica. 900.000 ab 2m slm. E' importante per il
porto e il turismo balneare. Il centro storico è inserito nella lista dell'Unesco. Le vecchie case coloniali sono
state restaurate, rimodernate e colorate di colori pastello vivaci. Balconi in legno traboccano di rampicanti
e fiori. La città è affollata di turisti di ogni Paese. Ristoranti con cucina internazionale, dove si può fare dei
pasti buoni (molto costosi), locali e numerosi luoghi di svago. Le spiagge sono una delusione. Lunghissime
e spoglie. Il vento alza la sabbia scura ed è difficile rimanere a lungo senza insabbiarsi.

castillo san Felipe                                                                              un commercialista                                                                    un bradipo di lennio
La città offre anche il Castillo San Felipe, il più grande spagnolo in terra Amaerica del Sud. L'eremo di Santa Cruz su di un colle a ridosso della città,
alto 143 metrri, dove c'è una ventilazione meravigliosa. In un parco cittadino ho avuto l'occasione di osservare un bradipo di lennio (2 metri in 15')

isla Barù, playa blanca                                                        un'isla del Rosario                                                                   vulcano Totumo
Sono possibili alcune escursioni. L'sola di Barù co la sua bella spiaggia bianca, le isole del Rosario e il Vulcano Totumo di fango.
Le Isole del Rosario sono un arcipelago di 27 isolette coralline, quasi tutte di proprietà privata con una barriera corallina ricca di pesci colorati e
variopinti.L'isola Barù, quasi una penisola legata da una striscia alla terraferma. E' bella, lunga con sabbia bianca e fine. Ci sono alloggi a pochi metri
dalla riva con costi accessibili, ma è necessario raggiungerla con delle imbarcazioni, che impiegano quasi un'ora. Hanno entrambe la destinazioni un
inconveniente. Il costo.In apparenza l'escursione alle Isole del Rosario sembra economica ma, poi sono un continuo chiedere soldi o per vedere
l'Oceanario una zona dove si può nuotare assieme ai pesci, lo snorking per l'uso di pinne e occhiali per vedere la barriera corallina. La Playa Blanca
è affollatissima di venditori. Non sono assillanti ma, sono tanti e dappertutto. I costi delle bibite sono triplicati rispetto alla città e tutto costa molto
più caro. Un'altra escursione è alla Vulcano Totumo, alto solo 23 metri, una piramide con una caldera usata come piscina termale di fango per i turisti.
Santa Marta, cattedrale                                                           Palomino, centro                                                 spiaggia
Qualche giorno e mi sposto a Santa Marta, 420.000 ab località conosciuta per le sue spiagge. Un po' simile a Cartagena de Indias ma, con le
dovute proporzioni, ha meno restauri ed è più povera. Altre case colorate, la cattedrale più antica della Colombia e dell'America latina. Un monumento
a Carlos Vedarrama, giocatore di calcio locale, unico colombiano a essere tra i migliori del Sud America. Una breve veduta al centro poi, giro alle spiagge.
A 34 km dalla città di Santa Marta c'è il Parco Nazionale di Tayrona, 30 kmq di costa e mare e 150 kmq di terra. E' ai piedi della Sierra Nevada di
Santa Marta, la montagna costiera più alta del mondo. In pratica il parco va dai 900 m slm fino al livello del mare, e questo crea una grande varietà
di ambienti. Il monte scende verso il mare come le dita di una mano e crea baie e insenature con spiagge bianche caraibiche contornate da mangrovie,
boschetti, palme, ideale per vacanze balneari e anche per immergersi o praticare lo snorking. I parchi e la natura sono difesi molto bene dal governo
colombiano in accordo con le comunità indigena dei Tayrona. Non ci sono abitazioni o costruzioni notevoli, si può soggiornare solo su campeggi
e bungalow esclusivi e molto costosi. Non ci sono strade che lo attraversano e solo un sentiero da percorrere a piedi o a cavallo. Il parco è affollato
e molti vengono e si sistemano in tende per visitarlo.
Io arrivo all'ingresso principale di Zaino, alla mattina presto. Una lunga fila, oltre un'ora per pagare il biglietto. Una fila anche per il busetas, piccolo
autobus locale, per una quindicina di persone per raggiungere il punto base di partenza all'interno del parco stesso. Inizio il sendero Arrecifes per
raggiungere le spiagge e i luoghi più belli e caratteristici. E' un sentiero di sali e scendi nella giungla, alcuni tratti più impervi sono aiutati da passerelle
di legno. Un piede su un masso e cado sbucciandomi leggermente un gomito. Il caldo è assillante, sono ormai nelle ore centrali del giorno. Alcuni
venditori di bibite sono appostati lungo il percorso ed è difficile resistere e non prendere qualcosa. I giovani impiegano un paio d'ore o tre, io un po'
di più e arrivo al campeggio e ristorante Arrecifes. Bello e lussuoso con tavoli imbanditi e apparecchiati con lusso, cosa rara in Colombia. Non mi
avvicino nemmeno per vedere i costi e proseguo. Le spiagge di Amarilla e di La Piscina e arrivo al Cabo San Juan de Guja e la sua spiaggia, la più
bella e fotografata. Ho impiegato quasi quattro ore, tra camminare e soste varie, e in pratica non ho più il tempo necessario per il ritorno all'ingresso.
Il parco chiude alle 17.30 e poi, non si entra e non si esce. Le alternative sono o tornare a cavallo o prendere una barca (lancha) per il paese di
pescatori di Taganga, nei pressi di Santa Marta. I costi di entrambi sono proibitivi. Tre ore di cavallo credo si percuoterebbero sulla mia schiena e
scelgo il motoscafo. Ho anche il tempo di mangiare qualcosa. Cambia il tempo e il cielo si copre di grossi nuvoloni. Si alza il vento e fa increspare
il mare. La salita in barca si fa direttamente dal mare e mi tolgo le scarpe per non bagnarle. Il bordo dell'imbarcazione è alto e mi aiutano a salire,
prendo un po' di slancio e cado tra le assi, sono ormai di gomma e non mi faccio nulla. La barca, esce dalla baia e la protezione dal vento, che
forniva sparisce e comincia a saltare tra le onde. Gli spruzzi dell'acqua gelida inondano lo scafo. Le mie scarpe, che avevo tolto per non bagnarle,
si riempiono d'acqua. dopo un centinaio di metri. Siamo veloci e costeggiamo la costa montuosa buia e priva di vita. Le onde ci scavalcano e
c'inondano senza pietà. Alcuni passeggeri cominciano star male e vomitano. Tre bimbi, uno ancora piccolo, in allattamento, si spaventano e piangono.
Una madre comincia a inveire con il guidatore. Bagnati e infreddoliti sembriamo in balia delle onde. Quasi due ore e arriviamo a destinazione.
Uno sbarco, ancora direttamente in acqua, e ancora nuova caduta nello scendere. Non sono l'unico altri cadono e, un passeggero sbatte anche
violentemente e rimane intontito per un po'. Sembriamo dei naufraghi.
... forse era meglio il cavallo?
C'è un'altra escursione, che credo sia interessante, è la Ciudad Perdida. Scoperta nel 1972, quando alcuni ladri avevano trovato dei manufatti d'oro
e preziosi e li vendevano ai collezionisti. Risale circa all'800 D.C. (600 anni prima di Macchu Picchu). Chiamato, anche Teyuna forse era al centro di
un gruppo di villaggi degli antenati dei Tayrona. Ci sono 169 grandi gradini, strade pavimentate e piazze circolari. Fu abbandonata con l'arrivo
degli spagnoli. Arrivarci non è facile. La Colombia difende il territorio e non permette la costruzione di strade. E' sui monti della Sierra Nevada di
Santa Marta. Si parte da Santa Marta e dopo un paio d'ore con un fuoristrada, si arriva a un pueblo indios. Qui inizia il cammino due o tre giorni
per salire e due per scendere per almeno cinque o sei ore di cammino. Non ci sono comodità e si dorme su alloggi (baracche) approntate dagli
organizzatori dei tour su delle amache . Si mangia presso delle cucine di strada. Il costo si aggira intorno a euro € 400,00. Io sono arrivato alla
partenza e c'erano molti turisti, che si avventurano in questo trekking ma, ben pochi anziani. Temo sia una grande faticaccia camminare e dormire
male per quattro o cinque giorni secondo gli organizzatori del tour.
... Io ci rinuncio.

Termina in pratica questo viaggio. Torno a Cartagena de Indias e dopo qualche giorno in aereo a Bogotà e in Italia.
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