un po' di me - Renato Capparotto - Mi piace andare in giro

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un po' di me

chi sono


Mi chiamo Renato Capparotto e sono nato a Montegalda (Vicenza) il venerdì 17 novembre 1950.

I miei genitori sono stati entrambi impiegati amministrativi.
Mio padre è deceduto quando avevo 7 anni e in pratica quasi non lo ricordo. Mia Mamma era impiegata e con tre figli ha dovuto lavorare molto.

Io ho raggiunto in qualche modo un diploma di ragioneria, benché ho sempre temuto un lavoro bancario, che consideravo monotono e troppo legato a schemi e regole rigide. Il fatto di indossare giacca e cravatta, a quei tempi obbligatoria, mi spaventava e quasi per caso, nel 1973, ho iniziato a lavorare presso la grande distribuzione, prima Upim, poi Città Mercato e Auchan. Lì, in pratica, … ho dovuto indossare la divisa, ancora giacca e cravatta per sempre.

Il lavoro, almeno nei primi anni, era piacevole e  abbastanza autonomo e interessante. Quando l'informatica ha tolto spazio alla fantasia e alla creatività le regole hanno prevalso, il lavoro è diventato monotono e privo d'interesse. Non avevo esempi imprenditoriali in famiglia e neanche la mentalità e ho preferito rimanere con questo impiego.
Una serie di situazioni più o meno favorevoli, nonostante il lavoro sia stato intenso e molto stressante, mi hanno permesso di usufruire di una media superiore alle sette settimane tra ferie e permessi retribuiti ogni anno. Ho potuto viaggiare per almeno due periodi all'anno, dove uno lo usavo per i miei viaggi e l'altro lo dedicavo alla famiglia e in pratica sono diventati una delle mie priorità di vita.  

Sono un pigro cronico e se penso troppo qualcosa poi ci rinuncio e quindi, anche quando faccio dei programmi di viaggio, non devo pensarci troppo e partire.    

Dal 2009, dopo 36 anni di lavoro, sono in pensione e separato, ho invertito i periodi e faccio un paio di mesi a casa e gli altri dieci in viaggio.  

Molti sostengono che per viaggiare sono necessari molti soldi e credo che la mia situazione economica sia ben poco florida.
Non sono uno sportivo e, quando non sono in viaggio, la pigrizia prevale e l'inerzia vince e mangio ...in pratica mi ingrasso sempre più.

Qualcuno, dopo qualche viaggio, mi ha consigliato o spinto a scrivere un libro-diario di queste esperienze e nel 2010 ho pubblicato Iran – dall'Italia in Iran in solitaria in camper. E' un libro prodotto artigianalmente e si trova solo in poche librerie venete.

Il risultato ha riscosso un discreto successo e nel 2011, dopo un nuovo viaggio, ho pubblicato Incubo Africa e … potrebbero avere un seguito.

perchè viaggio


E' difficile dare una risposta.
Credo sia una componente genetica.

Mio padre e mia madre amavano viaggiare. Nel 1946 erano andati in lambretta fino in Svizzera e avevano superato il Passo del Sempione su strade sterrate tra la neve e il ghiaccio, un'impresa per quei tempi. Erano altri tempi, viaggiare era un lusso e molto difficile. Mia sorella e mio fratello anche, ma non quanto me.
Linda, mia figlia, … non scherza e viaggia alla grande.

Io ho avuto sempre passione e già da ragazzino andavo con la mia bicicletta tra i Colli Euganei e i Monti Berici.
Ho sempre nutrito una curiosità per capire la realtà delle cose o meglio farmi una mia opinione personale di quello che ci fanno vedere in televisione o leggiamo. Spesso, o sempre, quello che ci propongono alla televisione o nei libri è migliorato dalla bravura dei fotografi o cineasti e i libri aggiungono avventure di fantasia.
Non amo le competizioni e non voglio raggiungere obiettivi particolari e nemmeno raggiungere qualche record, anche se ritengo di essere il maggior turista con il reddito più basso, primato che preferirei non avere.

La mia aspirazione maggiore è di raggiungere certi e luoghi lontani nonostante tutto e in qualche modo intrufolarmi tra le gente.
Una cosa è certa: ogni viaggio è diverso dall'altro, è difficile annoiarsi e c'è sempre da vedere qualcosa di nuovo.

Prediligo la natura ma non disdegno i siti architettonici o archeologici. Mi attirano quei misteri mai svelati, come le linee di Nazca e le piramidi. Amo anche le espressioni di divertimento come i parchi a tema americani, Las Vegas o New Orleans. Si! Vado anche nei siti turistici classici e affollati come Sharm El Sheikh o Ibiza, ma ci rimango pochi giorni. Il mondo è bello perché è vario e, aggiungo, grande.

Ho compilato una scheda su Travel Buddy sui luoghi visitati nel mondo ed il risultato è stato del 67%, e quindi... ho ancora molto da vedere.

Una curiosità: non amo tornare nei luoghi già visti e quindi tralascio sempre qualcosa, nei luoghi che più mi piacciono, per avere la scusa di tornarci.

Ho dimenticato la cosa più importante?  Sì !
Viaggiare è anche un modo di uscire dagli schemi e da tante regole. Quando si è in viaggio si è più liberi in tante cose. L'abbigliamento è casual, gli orari scompaiono e anche se si è impolverati o in disordine si è accolti e accettati dovunque, anche con un po' d'invidia.

Viaggiare per me è un sinonimo di LIBERTA'.

come viaggio


Una caratteristica che accomuna i miei viaggi è la scarsità di mezzi finanziari.

Negli anni '60 mi muovevo con l'autostop e un po' rimpiango quei tempi, in quanto … ero fortunato e coprivo distanze notevoli con facilità, inoltre mi permetteva la conoscenza di molta gente del posto. Questo fino in Marocco, poi tutta Europa e nelle Americhe.
Compravo un biglietto aereo di andata e ritorno e poi... via col dito alzato.

Sono passati quegli anni e gli autostoppisti sono scomparsi, anch'io ho cambiato, mi sono adeguato e mi muovo con i mezzi locali. Biglietto aereo fino al Paese prescelto, spesso con voli super economici di compagnie aeree malandate e anche fuori dai canoni internazionali e poi proseguo con treni, autobus e taxi collettivi. Spesso cercavo corriere e treni con percorrenza notturna per risparmiare l'albergo.

Recentemente in zone poco servite da mezzi pubblici ho noleggiato auto e piccole motociclette.  

Gli ultimi tre anni sono stati caratterizzati da un camper che ho comprato. Ho girato alcuni stati dell'ex Unione Sovietica in Europa, l'Iran e parte dell'Africa Nord occidentale.  

I primi viaggi li ho fatti assieme a un amico, ma poi, a causa delle difficoltà di trovare periodi coincidenti o, ancor più difficoltoso, avere gli stessi interessi, ho preferito viaggiare da solo.

E' raro che coinvolga qualche amico nei miei giri perché uso mezzi scomodi, spesso sporchi e in pratica non son proprio vacanze rilassanti. Disagi e inconvenienti sono una consuetudine e non tutti li accettano.

Mi piace curiosare e a volte mi caccio in qualche situazione complicata, come entrare a Berlino Est (quando c'era il muro) senza permesso o non rispettare qualche coprifuoco notturno in aree 'agitate'.  Viaggio da solo e quindi sono libero di seguire o modificare i miei programmi come voglio, inoltre questo stato mi costringe a chiedere e cercare l'approccio con la gente che incontro, anche se io non parlo lingue straniere. E' strano, ma più di qualche volta sono invitato a soggiornare o pranzare con gente locale.

Sono libero di  affrontare situazioni difficili e avventurarmi in situazioni complesse, ma ho sempre avuto il buon senso di fermarmi prima di qualche pericolo e non mi faccio problemi  a rinunciare di raggiungere una meta prevista se è troppo rischiosa.

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