Messico Baja California

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2022 Mex bjc California 2021

Baja Californa, Mexico
Sono stanco di rimanere bloccato in Italia, anche se non sono mai stato molto fermo. Scappo, in pratica esco prima di un ulteriore stop
alla vita con zone gialle, rosse e varie. I telegiornali sembrano bollettini di guerra con gli elenchi dei caduti giornalieri. Scelgo una
destinazione, che spero sia tranquilla, una zona di deserto, ancora incontaminata e poco abitata. I due stati mexicani di Baja California
e Baja California Sur. La partenza è subito travagliata. Ho prenotato sulla piattaforma on line Expedia un volo da Venezia a Mexico City,
con la compagnia aerea KLM, una decina di giorni fa. Il giorno prima di partire, mi è comunicato un ultreriore sostituzione con un volo
eseguita da Air France con orari diversi ma, simili. Meglio del precedente, arriverei a destinazione con due ore di anticipo. Parto di notte,
il volo è alle 06.25 e devo essere in aeroporto tre ore prima, quindi alle 2.00 sono già in auto per andare a Tessera, Marco Polo. L'aero
stazione apre alle 3.30 ed entro tra i primi viaggiatori. Tutto tranquillo, imbarco il trolley e ottengo il boarding pass, sono efficienti, mi
rilasciano il Venezia - Parigi e il Parigi - Mexico City assieme. Supero il controllo di frontiera e mi appresto a salire sull'aereo. Iniziano le
operazioni e alcuni viaggiatori salgono sul velivolo poi, si fermano. Una mezzora d'attesa e i passeggeri tornano indietro, altri 20' e siamo
informati che il volo è stato annullato per problemi tecnici. Devo, e così anche gli altri, recuperare il bagaglio e uscire nella mall. Una fila
lunga e presso uno sportello ci sono due addetti che si adoperano a trovare delle soluzioni alternative a tutti i passeggeri. Un responsabile
dimostra, oltre a una grande preparazione un'immensa pazienza e gentilezza disarmante con i passeggeri arrabbiati. MI danno un'alternativa
e accetto. La partenza è nel pomeriggio. Circa 12 h di attesa con un volo KLM per Amsterdam e poi lì, la coincidenza con Aero Mexico, e
arriverei nella capitale messicana con due ore di ritardo, in piena notte. Nell'attesa conosco una simpatica italiana, Mirella, che vive molto
tempo in Mexico, dove ci sono i figli, che vi lavorano e sono insediati. Ci facciamo un'ottica compagnia. Quasi di corsa ad Amsterdam
andiamo alla coincidenza. Le sicurezze contro il Covid 19 in aereo saltano, i voli sono entrambi pieni in tutti i posti. Mirella, credo abbia
un biglietto migliore e si siede nei primi posti, io più dietro. Ci sono -7 h di fuso e arrivo nella capitale messicana in piena notte. E' tardi e
non ho potuto avvisare l'hotel, che ho prenotato, quindi non c'è la navetta e mi devo pagare il taxi per raggiungerlo. Alle 5.00 sono nella
stanza e posso coricarmi. Il giorno dopo ho un volo per Tijuana, capitale della Baja California, sempre in Mexico e tutto si svolge senza
problemi. Un particolare, che non mi è mai successo prima, il volo è low cost e devo pagare per ottenere la carta d'imbarco e per il trolley,
che mi porto in cabina.

Arrivo a Tijuana, 1,6 milioni di ab. sull'Oceano Pacifico, città di frontiera con gli Usa.
E' la prima cosa che si vede: il muro, un'alta staccionata, che separa i due Paesi, lungo tutto il confine. E' considerata tra le più pericolose
città del mondo. Un numero considerevole di messicani, che vorrebbero raggiungere gli Usa, privi di propri introiti e quindi disperati e alla
ricerca di soddisfare le proprie necessità con la delinquenza. Mi lascio suggestionare? Sono intimorito e molto guardingo. Lo stesso popolo,
tranne poche eccezioni, sono brutti. La maggior parte di indigeni sono piccoli e tarchiati, i volti contratti duri sono resi tetri da folti e neri
onnipresenti baffi alla zapata. Sarà la loro condizione economica, spesso difficile ma, non li vedo quasi mai ridere. L'albergo è a poche
centinaia di metri dalla doppia barriera, che segna il confine. Cerco un ristorante, segnalato nella mia guida, e scopro che, è una delle
vittime del covid 19 e della barriera. E' chiuso. Risolvo in un onnipresente taco's, che si trovano lungo le strade. Il giorno dopo vado in
centro. L'Avenida Revolution è il fulcro e centro storico della città. La via ha moltissimi negozi, mercati vari, locali e bar di ogni genere.
Qualche raro edificio, che ricorda il periodo coloniale, altri moderni e molti edifici fatiscenti con pareti scrostate e scolorite. Un grande
arco segna il centro, il museo delle cere (chiuso?) e il Centro Culturale, detto la Bola per la sua forma sferica (più bello in foto che dal vivo)
sono tra i rari siti d'interesse turistico. La Playa e il Parque del Mar sono state rilanciate e attirano quei pochi turisti, che si avventurano a
Tijuana per alcuni murales e sfere alla pace con il tratto della barriera, in parte decorato, che è diventato un luogo da vedere. C'è una strana
situazione in questa parte del Messico. Molte botteghe, barbieri, uffici aprono tardi, verso le 10.00 e quando è sera verso le 18.00 chiudono,
in pratica la giornata è molto breve. La colazione nei ristoranti arriva a mezzogiorno e sconfina con i clienti, che arrivano per il pranzo.
L'albergo, che ho preso per le prime due notti è costoso e cambio. Scelgo un Hospedaje, specie di ostello con camere individuali. Attirato dal
nome: Mi Casita de Color. Il costo è basso e potrei trovare di meglio, è ai limiti della decenza. Lenzuola sporche, wifi promesso che funziona
poco e male soilo dalla reception, l'acqua calda ...ops! non esce dai rubinetti nemmeno quella fredda. Una vera caduta in basso. Dormo con i
vestiti e mi adatto in qualche modo, in pratica mi lavo poco! Alla sera preferisco rimanere a poche centinaia di metri dalla struttura. La luce
lungo le strade è scarsa. Ci sono molte luci delle cucine di strada e delle insegne dei negozi molto sgargianti. La sera la temperatura scende a
10° e solo verso le 12.00 tocca i 20°. Alcuni giorni per ambientarmi e parto verso il sud.
... Incomprensione? ...Sbagliato qualcosa? Compro on line un biglietto per la compagnia di autobus Tim. La partenza è prevista(origen) nel
biglietto da La Gloria una località a sud di Tijuana. Mi faccio portare da un tassista ma, non trovo e nessuno conosce una stazione di autobus
nella zona. Chiamo il telefono indicato nel biglietto e, colpa anche della lingua ma, anche il tassista non capisce le varie spiegazioni e in
pratica l'autobus non c'è o è partito da un'altra stazione. Sono pochi euro e rinuncio. Trovo sulla strada un autobus e con meno soldi parto
e raggiungo la vicina città di Ensenada. La sera chiedo il reso dei soldi via mail ma, ancora sto aspettando una risposta.

Ensenada 280.000 ab. città e porto sull'Oceano, dove spesso attraccano le navi di crociera.
Come Tijuana è una città insignificante ma, più bella. Ci sono bei quartieri, ristoranti e hotel per turisti. L'unica attrattiva turistica è un alto
pennone, dove è issata una grande bandiera del Mexico ma, che c'è solo nei giorni festivi e se c'è il sole. Salgo sul Mirador, che permette
una bella vista del porto e della città. E' un giro veloce perché è isolato e pericoloso. Ci trovo un giovane che, o è alterato o ubriaco, che mi
tira qualcosa addosso, forse una palla e mi manca. Gli urlo contro e, per fortuna, scappa. Un giorno vado a visitare La Bofadora uno spruzzo
d'acqua marina, che s'infila tra le rocce. Il getto sale fino a trenta metri d'altezza. Sono circa 40 km dalla città. Uso i mezzi publici e arrivo
facile al bivio, lungo la strada principale, che percorre tutto il versante Ovest della Penisola. Gli ultimi venti chilometri non ci sono o sono
serviti da rari mezzi pubblici. Chiedo passaggi ad alcuni passanti e sono fortunato e veloce. Faccio conoscenza anche di persone simpatiche,
come: uno statunitense, che in pensione si è ritirato qui perché costa meno la vita, che non negli Usa. Amante della pesca, ha comprato un
barcone e ogni tanto esce in mare. Trovo anche due balordi, che vogliono vendermi droga, prostitute e altro e poi ... mi chiedono soldi per
la benzina. Lo sbuffo d'acqua e il tratto di costa sono molto belli e i getti irregolari riescono a inzupparmi d'acqua. Un altro giorno noleggio
una vettura, una Nissan March rossa. Parto lungo la strada statale che collega la costa del Pacifico con quella del Golfo interno da Ensenada
a San Felipe. Esco dalla città caotica e m'inoltro in una area desertica tra colline più o meno elevate, bella e scorrevole. Qualche chilometro
e devio verso la Laguna Hansen attrattiva principale del Parque National Constitution del 1857. La strada è sterrata e il fondo è sabbioso ma,
solido con molte buche. Ci sono anche alcuni tratti di fastidiosa tole ondulée. Quasi quaranta chilometri, dove spesso litigo con il navigatore,
che m'indica deviazioni inesistenti o forse abbandonate. La laguna si trova 1.200 m slm, all'interno della Sierra de Juarèz. Il nome è dovuto
a un norvegese, Jacob Hanson, che quasi come un eremita, aveva acquistato un’ampia proprietà. Vi aveva fondato un ranch per allevamento
di bestiame di alta qualità. Fece fortuna e, non essendoci banche in zona, sembra abbia nascosto il suo tesoro nella proprietà. Alcuni banditi
lo assalirono e uccisero ma, il tesoro non fu mai trovato. E' rimasta un'area molto bella con pini e conifere, che contrastano con l'area arida
che la circonda. Grossi massi, in pratica enormi sassi, cospargono la zona e la laguna stessa che, come in questo caso, è asciutta. C'è solo una
macchia di erba scura mista a fango. E' un paesaggio unico. Lungo il percorso non ci sono cartelli che indicano la località ma, ci sono molti,
che segnalano i ranch, spesso poche baracche e non sempre si notano. Casupole e baracche sembrano disabitate ma, ci sono alcune mucche
e cavalli, che provano la presenza di allevatori ma, non li vedo. Qualche giorno a oziare a Ensenada e poi, parto con un autobus di linea verso
il sud.

Arrivo a San Quintin 4.800 ab. Centro agricolo di fragole e pomodori e nel suo golfo c'è un'importante produzione dello abalone. Un mitile
molto più saporito della cozza e pregiato. E' legato, quasi un unico paese a Lazaro Cardenas 16.300 ab. L'abitato è disposto lungo la statale
Trans Peninsular nr 1 con varie borgate senza un vero centro.
Vorrei visitare alcuni luoghi nei dintorni ma, i taxi sono troppo costosi per distanze considerevoli e non ci sono mezzi pubblici che arrivano
nelle località turistiche. Qui i turisti sono molto rari, solo qualche americano e messicani benstanti. Decido di comprare una vettura. E' uno
sforzo economico considerevole ma, che spero di recuperare la spesa, quando la andrò a vendere alla fine del viaggio. C'è un solo venditore
del Paese e scelgo la più economica, sorge il problema di come pagarla. Ho degli euro ma, anche nelle banche locali non sono accettati se
non si è correntisti. Una giovane gentile, Elisabeth, anche carina, che ha sentito il mio problema si presta e mi aiuta. Verso i soldi in euro
nel suo conto, lei li cambia, e mi da' il corrispettivo in pesos messicani. Qualcosa l'ottengo ritirando soldi dagli sportelli bancari ma, solo circa
€ 200,00 al giorno. Compro una Mistsubishi Galant, con targa della California, Usa valida anche qui nella Baja California, 4VBD568
del 2004. La trattativa dura 5' minuti, il tempo di compilare un foglio con i miei dati e quelli del venditore. L'assicurazione non è
obbligatoria e per il momento evito di farla. Parto subito e, in pratica torno indietro, verso Ensenada, a San Vicente 14.000 ab sotto
il comprensorio di San Vicente Guerrero, dove ci sono le rovine di una vecchia missione. La Missione era sorta ai margini del torrente
San Vicente per merito dei missionari domenicani a difesa dagli attacchi dei pellerossa locali in un'area fertile. La vettura vibra un po'
quando accellero  ma, sembra non avere problemi. Arrivo nella cittadina e cerco le rovine, che quasi nessuno del luogo conosce
l'esistenza e arrivo davanti a un bel ristorante, il Ranchito. L'auto si spegne e non parte più. Cento km e ha già finito la sua corsa? Il
gestore del locale mi viene in aiuto, proviamo con i cavi della batteria e altro ma, non parte. Chiamiamo un meccanico, che sentenzia:
rottura di un sensre del motore = sensor de siguenal. La calma del meccanico è disarmante, il problema è mio, sembra non porsi
nemmeno l'idea di cambiare il pezzo, reperibile solo a San Quintin o Ensenada. Mi devo preoccupare io di comprare il sensore e farlo
sostituire. Lascio la vettura davanti al ristorante e con un pullman torno a San Quintin. Il giorno dopo compro il pezzo e vado ancora
a San Vicente. Trovo un collega dell'altro meccanico, che riesce mettere in moto l'auto senza cambiare il sensore ma, insisto e lo faccio
sostituire. E' titubante, e lo capisco dopo il perchè? Impiega oltre due ore e smonta gran parte del motore per questo lavoro, il sensore,
comunque era bruciato. Riparto per le rovine della missione, che dovrebbero essere vicine. Chiedo a gente del luogo e mostro anche
una foto del sito, scaricata da internet, per spiegarmi meglio ma, pochi le conoscono o sanno di preciso dove siano. La sfortuna mi
segue e, quando arrivo davanti a un contadino ho una gomma a terra. Cambio il pneumatico con il ruotino di scorta, quasi tutto sgonfio.
Trovo un gommista. La ruota non è riparabile ha un foro troppo grande. La cambio con una altra usata, liscia come la precedente.
Soldi! soldi! soldi!, una emorragia di spese. Breve nuovo tentativo di trovare la Misìon, ancora senza fortuna. Sembra una iettatura e
desisto. Riparto e arrivo ancora a San Quintin, l'auto funziona bene, meglio di prima. Vado dal venditore ma, sul contratto è scritto in
grande, con caratteri cubitali, che non c'è nessuna garanzia. Ottengo comunque una piccola cifra di rimborso, circa metà della spesa
sostenuta per la riparazione. Altro inconveniente molto più grave. Ho speso molto e ho usato 4/5 del fido della carta di credito. Lo
sportello del bancomat non mi rilascia ulteriore denaro perché, sentenzia: senza fondi. Chiamo Elisabeth, la ragazza che mi ha aiutato
due giorni prima e cambio gli ultimi euro che mi sono rimasti. Provo anche versare dei soldi sulla sua carta di debito ma, la mia banca
non riconosce quella messicana della ragazza. Ho anche una carta d'emergenza, una carta di debito ma, non mi è riconosciuta. Ci sono
nove ore di differenza con l'Italia e invio una mail alla mia banca UnicreditBanca per fare sbloccare l'ulteriore 1/5 del fido. Il giorno
dopo mi rispondono che non possono fare nulla. Ho soldi sufficienti ma, tirati, per arrivare al prossimo mese, quando mi sarà versata
la prossima pensione e dovrei tornare ad avere tutto il fido. Provo ancora usare la carta e riesco pagare ancora qualcosa ma, non prelevare
soldi. E' un po' di ottimismo e vado visitare il vicino ma non troppo (150 km).  
Parque National Sierra de San Pedro Martir. Una lunga strada asfaltata e salgo fino a 2.800 m slm sul Cerro de la Cupola, dove
si trova uno dei più importanti osservatori astronomici dell'America Latina.
Salgo ma, gli ultimi 4 km sono chiusi al traffico e non posso arrivarci. La scenografia è molto bella con numerose conifere, una vera e
propria foresta, unica nella Baja California. Il parco è famoso per qualche animale che ci vive, come: linci rosse, puma, pecore bighorn
ma, il più famoso e importante è la conservazione e reintroduzione del condor della California, specie endemica che conta appena una
dozzina di esemplari. E' una giornata nuvolosa e vedo solo uno scoiattolo veloce a nascondersi e alcuni uccelli azzurri. Torno a San
Quintin, questa volta senza intoppi. Un breve giro, vicino a San Quintin, e vado vedere il Parque Natural Estatal de San Quintin, una
zona di acquitrini particolare ma, che si riesce apprezzare solo se si vede dall'alto. E' una laguna intersecata da molti fossati d'acqua.
Un giorno piove a dirotto e rimango in Paese. Qualche giorno e poi parto. Lungo la strada mi fermo a visitare La Lobera, uno strano
buco naturale del suolo, dove si è formata una semi caverna, dove entra l'acqua del mare. C'è una piccola colonia di otarie. L'ultimo
tratto di strada, ieri era impraticabile per la pioggia e il fango non mi avrebbero permesso di proseguire. Oggi il fondo è asciutto ma,
fatti un paio di chilometri mi fermo, perché la strada è troppo malmessa e piena di buche. Potrei rompere l'auto e inoltre ho, un'altra
gomma, che si sgonfia. Proseguo a piedi tra sali scendi su un tratto, che non si vede mai la fine. Lo sforzo vale la pena perché è un bel
sito e inoltre tra la decina di otarie presenti, c'è anche una albina, molto rara. Nella zona ci dovrebbero essere anche piccoli scoiattoli
(juancitos) e il falco pescatore, che non si fanno vedere. Sono il primo turista del giorno e nel tornare incrocio dei turisti americani e
una famigliola messicana, gli unici turisti, che ho visto in questa zona. Proseguo e mi fermo a

Baja Californa Sur, Mexico
Guerrero Negro, 14.330 ab, nella Baja California del Sur. E' parte del comune di Mulegé sul 28° parallelo Nord, che divide il nord dal
sud della Penisola. C'è una miniera di sale, la più estesa del mondo, con 7 milioni di tonnellate allo anno. Creata da un certo Ludwig,
proprietario alberghiero di Acapulco, che poi l'ha ceduta a una società posseduta dal Governo del Messico e dalla Mitsubishi. Il nome
è dovuto alla nave The Black Warrior o Guerrero Negro, che è affondata al largo delle sue coste nel 1859 con il suo carico d’oro e di
argento. La laguna di Ojo de Liebre, Unesco, assieme alla vicina laguna di Manuela sono all’interno della Baja di Sebastian Vizcaino,
aree protette come riserva biologica perché sono tra i principali luoghi preferiti dalle balene grigie, che vengono a procreare i loro
balenotteri ogni anno.
La località è tra le più frequentate dai turisti per avvistare le balene. La mattina mi sveglio e trovo una gomma a terra. Una persona della
reception mi viene in aiuto e, finito il suo turno, procura un compressore e la gonfia e poi, mi fa strada con la sua auto da un gommista,
che mi costa pochissimo. Le provo tutte, cerco di vendere delle polo e degli occhiali da sole da vista, che non uso mai, ma non trovo
acquirenti. L'Hotel, grazie a questa persona, mi da un piccolo aiuto e mi offre un pasto, una scodella di brodo con della carne. Telefono
a una amica e gentilmente si offre di prestarmi dei soldi. Il tempo di fare l'operazione al computer e mi invia il denaro, che vado a incassare
nell'ufficio della Western Union locale. Forse sarei riuscito lo stesso raggiungere il prossimo mese e ottenere ancora il fido della carta ma,
mi sento molto più sicuro. Ho prenotato un bel albergo con l'ultimo utilizzo della carta e poi, cambio con uno molto molto più economico.
La ragazza della reception si scusa perché non c'è l'acqua calda ma, trovo addirittura le lenzuola strappate. Forte dei nuovi soldi, faccio
l'escursione per vedere le balene. Organizzate dall'albergo dove ho alloggiato, l'Hotel Malarrimo. Parto assieme ad altri turisti e raggiungo
l'attracco nella Laguna di Ojo de Liebre. E' ancora bassa stagione e le balene arrivano tra oltre un mese ma, alcune sono rimaste o arrivate.
Un gruppo di tre scialuppe a fondo piatto e partiamo. Il mare è relativamente calmo ma, quando usciamo in mare aperto le onde sono più
forti, siamo sballottati su e giù e alcuni dei turisti iniziano vomitare. Avvistiamo solo una balena, abbastanza vicina ma, esce dalla acqua solo
pochi istanti e poi s'immerge. Nel giro incrociamo anche un gruppo di delfini e, infine sopra una grossa boa ci sono un altri leoni marini.
Tornati all'attracco nel ritorno entriamo nell'area della società che produce sale, nei pressi di una enorme duna bianca, usata come riserva
e troviamo un coyote (canis latrans) o lupo della prateria. Piccolo e più antico degli altri grigi. Ha un rischio di estinzione minimo perché si
è propagato anche al di sotto del canale di Panama. Abituato alla gente, mendica il cibo e lo ottiene. L'animale abituato ai turisti si lascia
avvicinare. Sono imbottito d'indumenti e non soffro il freddo, durante l'escursione ma, quando torno, ho le mani intirizzite e gelate. Un
paio di giorni nel paese privo di altre curiosità turistiche e parto. Nuova sosta di alcuni giorni a Villa Alberto Andrès Alvarado, dove approfitto
di un bel albergo economico. Quando riparto, devio dopo circa 30 km per visitare il Cierro de San Francisco.

Cierro de San Francisco, parco famoso famoso per le sue pitture rupestri pre colombiane.
La conoscenza archeologica del popolo, che ha fatto questi disegni è in pratica sconosciuto e non sanno chi gli abbia fatti. Lascio la strada
transpeninsulare e devio verso l'interno e salgo sulla Sierra de San Francisco. Finito l'asfalto c'è una breve strada sterrata. Arrivo all'hospedaje
Bellavista, dove è necessario pagare l'ingresso del parco e pagare la guida obbligatoria, perché ha anche le chiavi del cancello, che permette
l'ingresso al sito. Sono a 1.300 m slm ed è incredibile c'è anche la connessione internet. Assieme alla guida, Josè Angel, torniamo indietro.
Pochi km e siamo alla breve gradinata che porta alla Cuevas del Ratòn. Visito il sito. Le pitture hanno una grande importanza archeoogica,
lo stesso Unesco le ha riconosciuto d'interesse mondiale. Sono ben poca cosa. Molte sono scolorite e sono andate distrutte. Quando torno
all'hospedaje, la famigliola, che gestisce il posto è a tavola e pranzo assieme. Un piatto di fagioli con pezzetti di carne di pollo e verdure buone.
Torno sulla statale. Breve sosta a San Ignacio di Loyola, 122 m slm. 700 ab. ma credo siano di più. Oasi di palme sotto il comune di Mulegè.
Breve giro in centro per fotografare la cattedrale, forse la più bella e importante della Baja California. sulla foce del Fiume Santa Rosalia.
C'è anche una delle lagune conosciute per l'avvistamento delle balene. piove a dirotto per circa 10' ma, rimane il tempo di pioggia e pieno di
nuvole. Nuovo bivio verso Los Tres Volcanos, ma solo per una decina di km. La strada è chiusa ai visitatori. Un tizio mi spiega che, in questo
periodo di pochi turisti l'area non è controllata e rimane chiusa. Vogliono evitare che si avventurino persone per approvvigionarsi di legname
o altro illegalmente. Una torre in legno serve da mirador, punto d'osservazione ma, ci sono molte basse nuvole, e non si vede nulla.
Arrivo a Santa Rosalia 18 m slm. 14.000 ab, sotto la municipalità di Mulegè, lungo la costa orientale della Baja. di California.
Nel 1868 furono scoperti giacimenti di rame nella zona e s’insediò la Compagnia Mineraria El Boleo S.A. francese. Passati 50
anni dalla concessione, alla scadenza, i francesi hanno lasciato la miniera non più produttiva e subentrò il governo messicano
per qualche decennio. Ora, ufficialmente le miniere, hanno cessato la loro attività ma ci sono ancora persone che estraggono
del rame.
La presenza dei francesi ha caratterizzato lo stile degli edifici e la stessa chiesa di Santa Barbara è sorta su un disegno di G. Eiffel.
La cittadina è brutta e polverosa per la presenza delle miniere. Non ha nessuna attrattiva turistica, un centro rifatto, dopo un
uragano che l'ha distrutto con edifici in legno. Passo il Capodanno tranquillmente nella mia camera, sono in un bel albergo sul
mare, molto economico considerata la tipologia dell'hotel e, non sento nessun rumore. Vorrei festeggiare con un sorso di vino
ma, in pratica dovrei comprare un'intera bottiglia perché nei ristoranti è raro poter bere un solo bicchiere. Qualche giorno a
oziare e mi sposto più a sud. Sosto a Mulegè 3.300 ab, E’ una vera e propria oasi di palme e alberi con una temperatura molto
buona. Ho un po’ di sonno e mi fermo a più riprese. E’ interessante la Mission, dedicata a Santa Rosalia, patrona di Palermo,
voluta dai gesuiti, del 1705. vera e propria oasi nel deserto sulla foce del fiume Santa Rosalia e ha una rigogliosa vegetazione di
palme e altri alberi. Luogo ideale per l'osservazione degli uccelli. ... io non riesco individuarne nessuno di particolare. Qualche ora
e via per

Loreto 14.000 ab. bella località con spiaggee un lungomare. E' considerato il primo insediamento umano della Baja California,
favorito dalla presenza d'acqua e animali.
Località tranquilla vado subito visitare La Misiòn San Francisco Javier de Viggé - Blaundò con una bella chiesa in un'altra oasi
minuscola sulle rive di un ruscello, nella Sierra de la Giganta, area scenica molto bella. L'acqua e gli animali avevano permesso di
sopravvivere ai primi gesuiti, che si erano insediati e questi avevano anche realizzato un orto, che ancora in parte funziona con
un ulivo che conta oltre 300 anni. L'auto non parte di nuovo, davanti alla chiesa della Misiòn. Mi aiuta un tassista con dei cavi e
collego la batteria per farla ripartire. Torno a Loreto e provo farla caricare ma, non tiene. Compro una batteria nuova, l'addetto di
AreaZone grosso centro commerciale specializzato in ricambi automobilistici, mi convince con uno sconto del 50% a comprarla.
Non basta sostituirla perché non arriva bene la corrente al motore e devo chiedere l'intervento di un meccanico.
Una curiosità ... nel cercare alloggi sulle varie piattaforme di Expedia, Booking e altro, nonostante richiedo la località di Loreto
in Baja California, mi segnalano un paio di luoghi possibili del posto e poi, tutti alberghi o b&b della zona di Loreto in Italia nelle
Marche. Aspetto qualche giorno prima di effettuare l'escursione alle isole, che si trovano davanti alla cittadina e tra queste la più
conosciuta di Coronado e cerco di avvicinarmi il più possibile lungo la costa. Sono luoghi incredibili per noi abituati al caos e alla
gente. Ci sono piccoli alberghi o resort isolati, anche decine di chilometri dall'abitato e hanno la loro clientela e vivono con i pochi
turisti, che li frequentano. Qualche giorno e visito il Parque Marino National Bahia de Loreto, che ha una delle poche barriere
coralline della Baja California. La zona è conosciuta per la presenza di balene ma, anche dello squalo balena. E' anche lui in titardo
o io in anticipo e ancora non si vede. Troviamo un folto gruppo di delfini, i soliti leoni marini o otarie e pellicani. Le imbarcazioni
ospitano di solito 3 o 4 persone e io sono assieme a due ragazze. Una delle quali, dopo qualche chiacchiera tra inglese e spagnolo,
scopro che è italiana e l'altra messicana. E' una bella giornata e il sole è forte. Permane un certo vento freddo e le ragazze in una
baia entrano in acqua, io preferisco desistere.
In un negozio, in pratica, buttato in un angolo c'è una vertebra di balena e, nonostante il peso di 5 o 6 kg, mi piacerebbe portarla a
casa. Lo stesso negoziante non vuole venderla perché è vietato in quanto è di un animale in via di estinzione ed è vietato il commercio
di parti o appunto ossa. Mi fermerebbero in dogana e, oltre alle conseguenze legali, rischierebbe anche il negoziante. Provo chiedere
il permesso al municipio, poi al centro turistico e anche all'ufficio doganale del locale aeroporto ma, non ottengo nessuna risposta
positiva. Lascio Loreto e attraverso ancora la penisola per Puerto Adolfo Lopez Mateos 2.200 ab. nel comune di Camondù, dove
c'è uno stretto passaggio tra la costa e l'isola di Maddalena, stretta e lunga, dove come in un canale le balene transitano e sono visibili
anche dalla costa. Il clima è diverso a distanza di un centinaio di chilometri, il vento gelido dell'oceano Pacifico soffia continuo e ci
sono almeno 5° in meno. Le balene anche qui non si lasciano vedere. Lascio Loreto e mi fermo alcuni giorni nella capitale della Baja
California Sur.

La Paz 27 m slm, 250.000 ab. capitale dello stato della Baja California Sur.
Trovo una pensione molto economica ma, confortevole e prolungo la permanenza di alcuni giorni. Provo ancora presso il ministero
della cultura, Sermarnat, per ottenere il permesso di esportare la vertebra di balena, dove devo tornare per tre giorni di seguito. Il
primo giorno il responsabile non c'è, il secondo non ha ancora ottenuto una risposta dalla centrale di Città del Messico e il terzo ho
una risposta negativa. E' una richiesta inusuale e nessuno osa autorizzarmi.
La città è piena di vita e lungo il mare con (lungomare) ci sono molti ristoranti e locali, dove si riesce mangiare bene ma, anche i costi
sono un po' più elevati. Faccio vari giri nelle spiagge vicine a Tecolote gremita di pellicani che pescano nei pressi della riva e la piccola
playa de Balandra, dove l'ingresso è consentito a un numero chiuso di visitatori al giorno. Salgo un piccolo promontorio per osservare
el Hongo una roccia erosa dal vento e dall'acqua a forma di fungo. Nei pressi della città ci sono anche le Dunas de Mogote, vere e
proprie dune di sabbia sottile. Evito altre escursioni in mare, visto che le balene sono ancora assenti. Nella Pensione conosco una
coppia di italiani e anche un statunitense dello Utah, un atipico mormone, che parla italiano e posso chiaccherare un po' della sua
religione. Qualche giorno a La Paz, dove devo tornare al ritorno e riparto. Scelgo la strada costiera e dopo, un paio di paesi turistici,
La Ventana, punto d'osservazione del transito degli squalo balena e Los Barriles, famosa per le onde costanti per gli appassionati
di wind surf. Gli squali balene non si fanno vedere e anche le onde non ci sono. Qualche chilometro e la strada è sterrata. Il fondo
è solido ma ci sono strisce di sabbia insidiose e pochissimo traffico, dove se l'auto si rompe potrei rimanere bloccato per molte ore.
Arrivo nella località di Cabo Pulmo 1.000 ab dove c'è l'unica barriera corallina della Baja California e ci sono anche turisti, quasi
tutti statunitensi.

Arrivo a San Josè el Cabo 35.000 ab, sotto il comune di Cabo San Lucas.
Gli alberghi sono più cari e mi sistemo presso l'Hotel Renata nella periferia della città. Qualche giorno e vado a vedere la Sierra de
la Laguna all'interno, una serie di laghetti in una zona di montagna dove, sembra ci siano anche animali selvatici, come il puma e
molti serpenti a sonagli. La segnaletica è rara e qualche cartello è da interpretare. Un tabellone, che indica la direzione a destra,
porta a pochi metri a un bivio di due strade, se indovino bene altrimenti dovrò tornare indietro e percorrere l'altra. Il posto
migliore è una piccola cascata, rara in questi luoghi desertici presso il Rancho de Mayo. Sono a 35 km da Cabo San Lucas e non
sono lontano e preferisco rimanere nell'hotel Renata, perché credo non ci siano alloggi più economici nella città famosa per il
turismo mondano. Alcuni giorni e poi, vado a

Cabo San Luca 125.000 ab (agglomerato 350.000 ab) luogo di turismo mondano e con El Arco lungo la costa.
Faccio subito un'escursione in mare. La costa è frastagliata molto bella con El Arco, arco roccioso, simbolo della città. Sono in barca
con tre giovani messicani molto simpatici e, riusciamo capirci abbastanza. Oltre all'arco roccioso, andiamo in mare aperto, e ci sono
e le possiamo vedere varie balene. Noi e anche le altre barche, le rincorriamo per vederle più da vicino ma, non è semplice. I grossi
cetacei escono per respirare dall'acqua all'improvviso ed è difficile scattare foto o riprenderle.
La città è più cara del resto del Messico e rimango pochi giorni nella località mondana balneare, ricca di resort esclusivi e alberghi extra
lusso. Lungo le strade è facile vedere anche qualche Porsche e Ferrari. Ci sono molti turisti e vacanzieri in prevalenza dell'America del
Nord. Ho terminato metà del viaggio e comincio il ritorno a Tijuana. Torno a La Paz, lungo la strada costiera occidentale, in pratica la
nr 1 Traspeninsular, simile a una autostrada, bella, scorrevole e quasi deserta. Sosto al ritono a Todos Santos, una stazione balneare e
pranzo nel ristorante Los Adobes. Cucina tipica del luogo ma con un giardino del deserto molto bello e ricco di piante rare. Prima di
arrivare a La Paz, vado a El Triunfo e prima ancora mi fermo nel Santuario del Cactus. E' un vero e proprio boschetto con moltissimi
cactus altri anche dieci metri con sentieri curati e percorribili. Un grande cartello segnala la presenza di serpenti a sonagli ma, non
sento e non vedo nessuno strisciare. El Triunfo è una località ignorata dalla mia guida ma, con una segnaletica stradale che la indica da
oltre cento km. C'è una vecchia miniera di ferro, che si può visitare ma c'è ben poco da vedere e un bel panorama da un'altura sulle
abitazioni del minuscolo villaggio. La sera sono ancora a La Paz, la capitale. Faccio un'escursione, che avevo posticipato. Ci sono
più scelte e sono costose. La più interessante credo sia per vedere l'isola di Espiritu Santo, Unesco, ma io preferisco quella alla
ricerca dello squalo balena o tiburon ballena. Nei pressi della riva vicina alle Dunas de Mogote c'è un gruppo di questi grossi
pesci. L'aria è gelida e anche il mare. I miei compagni dell'escursione indossano le mute ed entrano in acqua per vedere meglio
e da vicino questi enormi pesci, che non sono pericolosi, come i loro parenti. Sono pesci e quindi, a differenza delle balene, non
salgono in superfice per respirare. Io preferisco rimanere in barca. Una delle turiste, francese, la vedo tremare dal freddo per
una decina di minuti. L'acqua è trasparente e permette di vedere le grosse sagome nuovìtare sotto la chiglia della barca. Sono
lunghi anche 7 metri, sono tranquilli e nuotano lentamente, sarebbe facile fotografarli. L'escursione mi procura dei dolori
intercostali per il freddo subìto peggiorato da schizzi d'acqua e la velocità sostenuta nell'andare e tornare nell'area dove sono
gli squalo balena, in pratica ho la schiena bloccata. Ritrovo alcuni alberghi, dove ho già dormito e a San Ignacio, vado vedere la
Laguna, altro luogo di raduno delle balene. E' un bel luogo un tratto di deserto piatto dove spariscono anche i cactus e credo che
durante le alte maree gran parte della costa sia sommersa dall'acqua. Evito l'ennesima escursione perché è ripetitiva e costa
troppo. Non ci sono altri turisti e dovrei farla da solo. Risalgo la penisola senza fretta ma, in pratica senza altre mete di un certo
interesse. Arrivo sulla riva destra all'interno della penisola e rischio di trovarmi senza benzina. Salto un primo rifornimento e
trovo chiuso quello successivo. Chiedo aiuto in un gruppo di casupole e trovo subito un tizio volonteroso, che mi procura alcuni
litri. Lo ringrazio per lo scampato pericolo ma, li pago quasi il doppio del costo al distributore.

San Felipe 9 m slm. 20.000 ab. Porto sul golfo di California, città dal 2022. E' una stazione turistica piacevole.
Arrivo nella cittadina e trovo una sistemazione in una roulotte di un hotel. E' meglio di tante altre stanze, più ampia, un tavolo a
disposizione e mi trovo bene, tanto che allungo la mia permanenza. Il gestore mi presta una stufetta e posso scaldare l'ambiente.
C'è il sole e di giorno la temperatura sale a 22° e oltre gradi ma, la notte scende paurosamente, anche a 8°. Mi godo il tepore e
alcuni locali della zona. Ci sono alcuni turisti, quasi tutti statunitensi, e c'è un piccolo movimento sul lungomare. Arrivando nella
cittadina c'erano alcuni scenari stupendi ma, per il resto, San Felipe è piacevole ma non offre altro. qualche passeggiata, salgo sul
promontorio con il faro, che permette un'ampia veduta del Malocòn e delle vicine alture della Serra de Gigante. Qualche giorno di
pausa e riparto per lo stato di Sonora. Sono svegliato da forti folate di vento, che scuotono la roulotte. Parto e lo scenario cambia
ulteriormente, quando esco da San Felipe spariscono le sierre e rimane una gran distesa piatta di nulla con alcune lagune asciutte,
dove l'acqua è evaporata ed è rimasto il sale. Supero la Reserva della Biosfera dell'Alto Golfo della California, spazio incontaminato
tra i più aridi della terra. E' caratterizzata dalla foce del Fiume Colorado, che in pratica scompare nella sabbia e lascia solo alcune
pozze. Rischio ancora di rimanere senza benzina, nessun distributore entro duecento chilometri.
Sonora, Mexico
Puerto Penasco 10 m slm. 63.000 ab. porto peschereccio.
Trovo un hotel e riesco avere una stufetta per la notte. Il termometro segna 5°. Sarà l'età ma, io soffro molto il freddo in questi
tempi. E' una bella località balneare a 100 km dal confine con gli Usa e, questi, vi hanno installato una loro base stabile con mega
roulotte o casette prefabbricate. La cosa più interessante per i turisti, oltre alle attività marine come snorkeling, surf, pesca al
marlin, è la zona vulcanica di Pinacale. Provo ad arrivarci da solo e visito il Museo di Schuk Toak, che illustra la fauna e flora del
parco, protetto dall'Unesco. L'accesso al Pinacate e la zona vulcanica è sbarrata e sembra che la strada sia percorribie solo da auto
4x4 e con il battistrada alto da terra. A Puerto Penasco provo in varie agenzie ma, nessuna ha viaggi per l'area e effettuarla da solo
ha costi insostenibili. Una sera vado in un locale, il Wrekled at the Reef, dove c'è un'orchestra che suona. Il locale ha un ampio
spazio interno per la band ma, l'hanno sistemata fuori sulla spiaggia. Il vento, oltre ad alzare la sabbia, sposta anche gli strumenti
e i pochi clienti temerari resistono imbacuccati. Ho qualche problema nel guidare. Agli incroci non capisco chi abbia la precedenza,
quando vedo lo stop mi fermo e spesso mi strombazzano perché ho la precedenza, altre volte passo e mi strombazzano, perché
dovevo dare la precedenza ... Altro problemi nei pasti non sono mai date le stoviglie, anche a chiederle, rare volte si ottiene un
cucchiaio ... tutto con le mani o con i tacos, che usano come pinza. Giro nei vari quartieri della cittadina e compiango i ricchi del
posto, che a La Concha e in altri luoghi limitrofi respirano molta aria carica di sabbia e polvere, spostata in continuazione dal
vento. Alcuni giorni a Puerto Penasco e parto. Un ampio giro, attorno al gruppo vulcanico di Pinacate, moltissimi chilometri tutti
intorno alla ricerca di un buco per entrare nel parco ma, non ci sono strade. Lo stesso navigatore vede la mia posizione ma, non
la trova nei suoi itinerari. Vorrei passare una notte in auto, che in pratica mi permette di rimanere al caldo e mi fermo presso un
distributore. Presso un distributore trovo una stanzetta e ci rimango fino a quando ... mi cacciano. Vicino ci sono i clienti mi
cambiano per un addetto e mi vogliono dare la mancia. Ho qualche difficoltà a rifiutare da due signore anziane, che per la lingua
diversa  rifiuto. Arrivo a Tijuana e in pratica termina il mio giro nella Baja California e nel Sonora. I messicani sono succubi del
potente stato vicino, che adorano e molti usano indistintamente il dollaro Usa e il Pesos messicano. Quasi tutti parlano un po' di
inglese e tutti mi scambiano per un turista degli Stati Uniti d'America.

Baja California
Torno a Tijuana cerco una sistemazione economica ma, in alcune selezionate trovo il tutto esaurito. Provo andare nell’hauberge
economico, dove sono stato in precedenza e c’è una stanza disponibile ma, non mi accettano, hanno letto la mia recensione
negativa e preferiscono perdermi come cliente. Trovo un alloggio in un motel vicino e c’è anche l’acqua calda. Pago molto la prima
notte ma le successive ottengo lo stesso costo in quelle successive. Qualche giorno a oziare tra il centro di Tijuana e il quartiere
Buenos Aires, dove c’è il mio hotel e vendo l'auto. Faccio vari rivenditori ma, in pratica ho sbagliato i luoghi. Le auto qui costano
poco e sono vendute a un costo più elevato nelle altre città della Baja California. Io l'ho comprata a molto e devo venderla a poco.
E’ comunque stata una soluzione vincente comprare un’auto e rivenderla. Ho potuto muovermi per oltre due mesi in libertà per
oltre 7.000 km e qualsiasi altra soluzione sarebbe stata insostenibile. La differenza del costo acquisto e vendita è circa $ 500,00 Usa.

Qualche giorno a oziare e poi vado in California, negli Usa. La frontiera è valicabile solo a piedi e quindi l’autobus porta in un
terminal e poi devo prendere un taxi. I controlli in uscita dal Mexico sono quasi inesistenti e addirittura non timbrano il passaporto.
L’ingresso negli Stati Uniti, una volta verificata la presenza del visto d’ingresso (Esta) è semplice e veloce. Vorrei far vedere il foglio
delle vaccinazioni del Covid 19 ma, non son interessati. Una volta negli Usa è tutto più semplice dalla postazione di confine parte
una metropolitana di superficie, Trolley, Metropolitan Transit Systems, che collega San Isydro a San Diego.

San Diego. 1.400.000 ab. tra le più belle città degli Usa. Midway Museum, Hotel Coronado. Balboa Park e specialmente lo Zoo Park
ricco di animali.
Un metrò e vado nei pressi dell’aeroporto, dove ho prenotato un’auto a nolo. Ho scelto l’auto più economica e mi è data lo stesso una
vettura media, una Toyota Corolla. E’ una vacanza nella vacanza. L’amica che mi ha aiutato economicamente, che risiede in New York,
mi raggiunge e passiamo cinque giorni assieme. Un giro per orientarmi nella città, fino a vedere l’Hotel Coronado in stile vittoriano
moderno, dove è stato girato il film: A Qualcuno piace caldo, anche se era ambientato a Miami in Florida. Vado verso sera e accolgo
la mia amica all’aeroporto. Partiamo e ci perdiamo subito nella città alla ricerca di un albergo, dove lei ha prenotato, Hilton San Diego
Del Mar. Una categoria un po’ superiore alle mie possibilità ma, divideremo la spesa e per il momento paga tutto Lei. Non abbiamo un
programma ben definito, vorremmo entrambi vedere cose non viste ma, entrambi siamo già venuti da queste parti e Lei molte volte,
sembra sia di casa. Ceniamo in un ristorante nei pressi con un’enorme e buona bistecca ma, soprattutto posso bere un bicchiere di
vino rosso, che qui è caro ma costa meno del Mexico. Scendiamo lungo la costa fino a

Calsbad 16 m s.l.m. 115.000 ab. centro balneare.
E’ una località costruita in stile tedesco e ricorda in alcuni edifici la Baviera. Tenuta benissimo in ordine, facciamo un giro lungo la
spiaggia, che si perde a vista d’occhio. (io faccio qualche centinaio di metri solo). E ancora lungo la costa ci fermiamo.

San Clemente 71 m s.l.m. 65.000 ab nella contea di Orange, centro balneare con un lungo molo che si protrae sul mare e in stile
coloniale spagnolo.
Una passeggiata sul molo, che permette una veduta sulle colline che costeggiano il mare, divide da un canyon che sfocia proprio nei
pressi del molo. Ci facciamo coinvolgere nel traffico caotico della mega metropoli.

Los Angeles 4.000.000 ab, che diventano (8/9 milioni con l’Hinterland). Capitale del cinema statunitense con Hollywood.  Ha
un minuscolo centro di grattacieli il downtown e poi si estende con almeno un centinaio di chilometri di circonferenza.  
Una breve sosta a Santa Monica nel locale Gladstone, lungo la costa della Pacific Palisades e siamo nell’albergo, che D. ha prenotato
per la notte. È l’Embassy Suites by Hilton Mandalay Beach Resort a Mandalay Beach, difronte all’isola e parco di Channel Island.
Sono alberghi lontani dalle mie possibilità e anche dividendo il costo a metà vanifica i risparmi di due mesi. E’ in ristrutturazione e
l’ingresso è tra impalcature e calcinacci ma le stanze sono stupende, tutte al piano terra con balconi direttamente sulla spiaggia
…è bello fare come i ricchi ogni tanto.
Nel classico stile americano la mia amica il mattino, fa la sua corsetta sulla spiaggia, mentre io … mi giro dall’altra parte e dormo
ancora un po’. Colazione e partiamo. Il parcheggio per la notte mi costa più di un hotel a Tijuana. Qualche chilometro.

Santa Barbara 15 m s.l.m. 92.000 ab. città in stile mediterraneo con edifici in stucco bianco e tegole rosse. Centro balneare con
una famosa Missione di frati francescani del 1786 con un museo, benché la cattedrale sia stata costruita dopo un violento
terremoto nel 1834.  
Andiamo subito vedere la missione su un colle ai piedi dei monti di Santa Ynes, chiamata la Old Mission o la regina delle missioni
è tra le maggiori degli Usa. Voluta per canonizzare le popolazioni indigene ‘pellerossa’ Chumash. Non credo che il museo abbia
attrattive nuove per un europeo ed evitiamo di visitarlo … anche perché costa troppo. Nei pressi visitiamo l’Huerta Historic Garden,
dove sono raccolte piante trapiantate dai frati e altre tipiche della California. È un bell’angolo di verde percorso da vari sentieri.
Finiamo il giro pranzando in centro, disposto a scacchiera (questo nello stile americano) con spaghetti e gamberi quasi all’italiana
con dei bracieri fiammanti per arrostire la carne e … riscaldarsi. Un giro lungo la costa, con un altro molo e varie costruzioni sopra
e un mercatino di souvenir, quadri e altri oggetti vari. Ripartiamo e siamo ancora nel caos delle autostrade californiane, 8 corsie
per ogni senso di marcia ma, non hanno limiti di velocità molto bassi? Vedo sfrecciare auto a oltre 180 kmh, il limite è 150 kmh.
Ho un po’ di confusione con il mio navigatore, che mi ‘parla’ con distanze in km mentre le indicazioni stradali sono in miglia, in
pratica devo fare un calcolo della distanza effettiva per quando devo girare o cambiare direzione. La sera facciamo tappa allo
Osservatorio Astronomico Griffith sul Monte Hollywood 346 m s.l.m., che domina la vallata di Los Angeles. C’è una bella veduta
di Los Angeles ma è buio e si vede poco o niente. Voluto da un finanziatore che ha chiesto fosse mantenuto l’ingresso gratis ma,
non aveva considerato l'esoso parcheggio. C’è la possibilità di osservare le stelle da un telescopio, posto a disposizione dei turisti.
Nel complesso posso vedere la bobina di Tesla, che si accende ogni ora. Nella sala centrale c’è anche un Pendolo di Foucault, che
dimostra la rotazione della terra. Una sfera appesa a un filo molto lungo libero di oscillare lo fa in ogni direzione mentre in una
situazione statica lo farebbe in un’unica direzione. L’osservatorio è stato la scenografia di molti film, tra queste Gioventù Bruciata
con James Dean. La veduta è anche sulla famosa scritta di Hollywood ma, il buio non ne permette la visione. Scesi dal monte
proseguiamo la nostra strada e andiamo a Barstow nell’Hotel Ramada by Wyndham, quasi un economico rispetto alla media.

Deserto del Mojave, media 1.500 m s.l.m. Distesa desertica anche con qualche duna. Il nome è dato anche ai nativi del posto.
Qualche km ed entriamo nel cuore del deserto, presso le Kenso Dunes, che mosse dal vento dovrebbero emettere suoni simili a
musica … ascolto un po’ ma io non sento nulla! Qualcosa del genere c’è anche nel deserto del Kalahari in Sud Africa e, in effetti,
qualcosa là si sente, un sibilo un po’ modulato. Il parco ha anche una vecchia stazione ferroviaria e ancora gli alberi Joshua Tree
endemici di quest’area. Abbiamo le idee confuse su dove andare e in pratica torniamo nella metropoli e la sera, prenotiamo allo
Hotel Hilton di Marina del Rey, Jamaica Bay Inn, in pratica ci rifacciamo dall’hotel della sera precedente, quasi modesto. Una
passeggiata nel bacino, che fronteggia l’albergo, dove ci sono anche dei camini liberi a disposizione dei turisti per cucinare all’aperto.
Ovvio riusciamo ‘scroccare’ un paio di salsicce.

Venice 3 m s.l.m. 41.00o ab. un quartiere periferico di Los Angeles sul mare. Caratterizzato da palestre a cielo aperto sul
lungomare e una serie di canali con villette un paio d’isolati all’interno.
Colazione in albergo, dove paghiamo un extra per la colazione ‘parzialmente’ inclusa. A piedi andiamo nel vicino quartiere di
Venice e ci perdiamo nei canali e le sue belle villette. Quando torno alla macchina, scopro che il parcheggio gratuito nella notte
non lo è di giorno e c’è una contravvenzione di $ 65,00 … che forse pagherò?
Qualche chilometro verso nord e ancora nel traffico della metropoli, in pratica è talmente enorme, che ci siamo sempre intorno.

Montecito 55 m s.l.m. 9.000 ab. centro balneare VIP. Su un colle presso l’Oceano.
Con un bel giardino floreale e un’area boschiva nei pressi di un cimitero con una delle migliori vedute della costa. Varie soste e pause
e la sera siamo nei pressi di san Diego.

Temecula 310 m s.l.m. 115.000 ab. centro famosa per un’importante fabbrica di ultraleggeri.
Ci arriviamo di sera e i nostri due navigatori, il mio italiano e quello di D. americano litigano tra loro e con fatica troviamo l’albergo
prenotato. Siamo allo Embassy Suites by Hilton Temecula Valley Wine Country.

Sveglia alle 05.50 e via, veloci Andiamo alla vicina Maurice Car’rie Vineyard, una cantina enorme di vino della cittadina, che
organizza dei voli circolari su dirigibili. C’è molto vento e l’escursione è annullata, mi spiace ma il costo era molto caro. È l’ultimo
giorno con D e torniamo sulla costa.

La Jolla 43.000 ab. quartiere periferico di San Diego. Località balneare con spiagge, su di un promontorio lungo la costa.
Non ci facciamo mancare nulla e pranziamo nel George’s at the Cove, un locale ben frequentato moderno su di un’altura che
offre una magnifica visuale sulla penisola sottostante.
Un breve giro sulla spiaggia di The Mission, parte della città metropolitana per assistere al tramonto, che segna anche la fine di
questa vacanza nella vacanza. Andiamo in aeroporto e D. parte e torna a New York.
Il mattino vado a visitare lo zoo di San Diego. Enorme e ben tenuto con animali chiusi in ampi spazi, che permette loro un
discreto movimento. Impiego tutto il giorno nelle varie aree di questo Zoo Park, disposto nel classico modo dei parchi a tema,
con mini bus e anche una teleferica che li attraversa. La sera, mi son montato la testa?! Mi sistemo nel Motel Berkshire, non
è un Hilton ma, non certo economico.

Faccio tutta una serie di mini filmati di questi animali, che pubblico su you tube, per i miei nipotini ma,
si possono vedere anche tra i filmati di questo sito.

Un’altra giorno vado nel Balboa Park. Lo credevo un parco a tema e invece è un’area che contiene tutta una serie di musei e
spazi visibili per turisti. Sono numerosi edifici in stile spagnoleggiante ma tutti nuovi con esagerazione di stucchi arabeschi e
rilievi come nell’Alhambra di Granada, un po' kitch! Un giro per il Museum of Man e vorrei vedere la serra ma è chiusa per
manutenzione. Nel pomeriggio vado a vedere il Mission Trails Regional Park, spazio verde, che ha l’unica caratteristica di avere
un po’ di alberi in un’area altrimenti desertica. Torno in centro e faccio una lunga passeggiata nel downtown del tutto simile
alle altre città americane, che per me sono quasi tutte brutte. Nuovo giro per Il Coronado e percorro tutto il giro della baia,
quasi fino al confine e a Tijuana e termini la serata nei pressi dell’aeroporto di San Diego.
Il mattino, aprono gli uffici e consegno l’auto. Il trolley e torno a San Ysidro e alla frontiera con il Mexico. Tutto molto semplice.
Ho tempo e dalla frontiera mi avvio a piedi verso Avenida Revolution di Tijuana e mi sistemo all’Hotel Paris, che ho prenotato
on line. Torno a risparmiare ma ancora qualche ristorante italiano Ricardo’s e Vittorio’s così così e Mediterraneos, buono ma
mi fa ricordare i costi di san Diego.
Qualche giorno a oziare in città e quindi volo per Mexico City. Nuovo volo low cost, che avevo prenotato, con Volaris e questa
volta devo pagare un extra per il posto a sedere?!   ..…altrimenti? Mi avrebbero lasciato in piedi?
Troviamo una turbolenza lungo il percorso e l’aereo si piega da un lato, qualche passeggero urla e altri vomitano ma, poi si
raddrizza e arriviamo a Mexico City incolumi.
È bello prenotare un buon albergo a Mexico City, l’Hotel MX Condesa **** senza salassare il portafoglio.
Arrivo verso sera e nelle vicinanze cena in un locale prestigioso. La Provoleta Asador Argentino ha come specialità la provoleta,
una tipica caciottina di formaggio argentina, simile alla scamorza affumicata, che è riscaldata ed è molto buona.
Ultimo giorno in Mexico ho il volo la sera e parto presto per visitare il museo di Frida Khalo, tra le cose che non ho visto in una
precedenza visita a Mexico City. E' un giro a vuoto perché l’ingresso è su prenotazione e c’è una fila all’ingresso di almeno un km e
rinuncio. Vado all’aeroporto e la sera. Decollo. Questa volta nessuna variazione del programma o meglio, nel volo Air France per
Parigi, mi è assegnato un posto tra i primi, forse in business. Ampio spazio per le gambe, una poltrona larga e comoda. È un
Boeing 777 300 er, credo di ultima generazione e quasi non sento il decollo. Video a disposizione con filmati anche in lingua italiana.
Sono stanco e dormo quasi subito. Atterro a Parigi all’aeroporto Charles  de Gaulle, cambio volo e nel tardo pomeriggio atterro a
Venezia, dove mi aspetta un amico e mi porta a casa.
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